Acido Folico in gravidanza. A cosa serve?

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La vitamina B9 o acido folico è una sostanza fondamentale per la crescita e la moltiplicazione delle cellule. Se in un soggetto in normali condizioni, generalmente ne servono 0,2mg al giorno, le donne incinta invece ne richiedono dai 0,4 ai 0,8mg al dì, per sé e per il suo feto che attinge da lei per crescere.

Se l’alimentazione equilibrata standard dunque, è sufficiente per ogni individuo per colmare la propria necessità di vitamina B9, per le donne in gravidanza invece non è abbastanza e tale carenza può provocare vere e proprie malformazioni nel bambino.

Questo è dovuto al fatto che l’acido folico è essenziale

  • per la sintesi del DNA (caratteri ereditari) e degli amminoacidi (quindi delle proteine),
  • per la costituzione della mielina (la guaina protettiva delle fibre nervose che garantisce la trasmissione delle sensazioni e comandi)
  • per la formazione dell’emoglobina

e una sua mancanza causa un’alterazione dei globuli rossi, ossia un’anemia megaloblastica, nonché difetti al tubo neurale del bimbo e quindi malformazioni al suo sistema nervoso centrale. E questo perché il cranio, il cervello e la colonna vertebrale si formano proprio dal tubo neurale.

In pratica, se per mancanza di vitamina B9, il tubo neurale non si sviluppa e non si chiude entro i primi 30 giorni che seguono il concepimento, questa parti rimangono scoperte e soggette ad anomalie come cefalocele, anencefalia (incompleto sviluppo del cervello) e spina bifida (mancata chiusura della spina dorsale e alterazioni del midollo spinale), poiché il tubo neurale diventa poi la colonna vertebrale del bambino. Inoltre, recenti studi hanno reso noto che l’acido folico diminuisce anche la possibilità di attacchi cardiaci, cancro e diabete.

Dato che il tubo neurale si chiude al massimo al 29° giorno seguente il concepimento, è chiaro che la vitamina B9 deve essere assunta dal momento in cui si decide di avere un figlio (1 – 3 mesi prima) o non appena scoperta la gravidanza, fino almeno al terzo mese di gestazione. La dose raccomandata (0,4mg/die) aumenta notevolmente se la donna ha già avuto una gravidanza con l’insorgenza di queste malformazioni; l’assunzione prolungata eccedente questo periodo invece, non è utile.

Come assumere Acido Folico nella giusta quantità?

Il “problema” è che il nostro organismo non produce da solo questa vitamina e come già detto, una normale alimentazione è sufficiente per un soggetto “normale” ma non per le donne gravide. Quindi non bastano le verdure a foglia verde, gli asparagi, i legumi, il lievito, il fegato, le banane, i kiwi, le fragole ed il melone, il tuorlo dell’uovo, il latte e i cereali a pranzo e a cena (anche perché la vitamina viene distrutta in gran parte dalla cottura, dal calore e dalla luce, è idrosolubile e poco assimilabile), ma è doveroso assumere anche cibi addizionati appositamente con acido folico e integratori alimentari sotto consiglio e controllo del medico: Gravigil, Folene, Folingrav, Serengrav e Folacor sono alcuni esempi.

Taluni, specifici per la gravidanza, contengono però un quantitativo minore di acido rispetto alla quantità richiesta quindi, sempre meglio verificare. Vi sono però, anche delle specialità medicinali come il Fertifol e il Folidex, che forniscono proprio 0,4 mg ad unità: quest’ultimi sono dispensati a carico del Sistema Sanitario Nazionale fino a tre mesi dopo il concepimento. La Folina, che contiene 5 mg, è indicata per le donne ad alto rischio.

E’ stato dimostrato che l’assunzione quotidiana di acido folico in gravidanza riesce a ridurre del 50-70% la possibilità di anomalie al sistema nervoso dell’embrione: è importante dunque che le future mamme ricordino che solo 0,4mg al giorno riducono il rischio al minimo, apportano benefici elevati e il costo da sostenere e veramente irrisorio, rispetto alle malformazioni che potrebbero altrimenti verificarsi.

Inoltre, è utile anche per la donna nel prevenire l’anemia (assai comune) e i suoi sintomi tipici quali stanchezza, debilitazione e perdita di appetito. Infine, contribuisce a ridurre il rischio cardiovascolare della madre a tal punto da poter ipotizzare che l’acido folico possa essere una prevenzione per l’aborto spontaneo, il distacco di placenta, il ritardo di crescita e basso peso alla nascita, e la morte intrauterina.