Intolleranze alimentari: i miti da sfatare!

Quante volte avrete sentito parlare di intolleranze alimentari? Molte persone le confondono con le allergie oppure confondono alcuni sintomi con disturbi differenti. Cosa sono le intolleranze alimentari? Quali sono le verità e le bugie su questo problema? Proviamo a sfatare alcuni miti e tabù con l’aiuto di esperti del settore (nutrizionisti e allergologi).

Sono simili alle allergie?

In tanti confondono le intolleranze alimentari con le allergie. Niente di più sbagliato! E’ necessario fare un po’ di chiarezza su questo dualismo per evitare di confondere le cose e magari prendere sotto gamba una patologia più serie o viceversa ingigantire una semplice intolleranza “passeggera”.

Innanzitutto dobbiamo precisare che il termine “intolleranza alimentare” è generico e sta ad indicare le reazioni degli alimenti di tipo non allergico (ovvero non scatenate da anticorpi). Le intolleranze alimentari a differenza delle allergie:

  • hanno effetti più blandi, spesso tardivi e soprattutto sono legati alle quantità assunte
  • l’organismo non forma IgE (immunoglobuline-anticorpi) che invece determinano le allergie vere e proprie
  • si può continuare a mangiare in minor quantità un determinato alimento “intollerato” (con le allergie deve essere totalmente eliminato)
  • l’intolleranza è transitoria (spesso anche conseguenza di disturbi gastrointestinali) mentre l’allergia può persistere nel tempo

Vedi anche Esami inutili.

Le cause delle intolleranze alimentari

Per individuare un’intolleranza alimentare e diversificarla da un’allergia è bene prestare attenzione alle cause scatenanti. I meccanismi che portano alle intolleranze sono 3:

  1. Intolleranza enzimatica; quando l’organismo non ha quell’enzima utile per digerire un determinato alimento. Un esempio è il deficit dell’enzima lattasi che porta l’intolleranza comune al lattosio

latte-intolleranza-lattosio


  1. intolleranza da farmaci: quando l’organismo è più sensibile a determinate molecole dei cibi (es.istamina dei pomodori)
  2. Intolleranza da malassorbimento: Un alimento che irrita la mucosa dell’intestino. Intolleranza molto seria come quella al glutine

Test per la diagnosi dell’intolleranza

I test attendibili per diagnosticare un’intolleranza sono pochi (a differenza delle allergie) e sono:

  • Breath test: il test per le intolleranze al lattosio
  • test genetico per il glutine

N.B sono inaffidabili svariati test proposti in alcune farmacie o erboristerie o addirittura quelli casalinghi fai-da-te. Non sono dannosi, ma inutili ai fini di una corretta diagnosi.

Gonfiore addominale: Intolleranza alimentare?

Sono svariati i sintomi delle intolleranze: flatulenza, stitichezza, mal di stomaco! Nessuno è condizione necessaria e sufficiente per una sicura diagnosi di intolleranza alimentare. Comunemente si pensa che la pancia gonfia sia il sintomo principale di intolleranza. Falso! La pancia gonfia spesso deriva da una cattiva digeribilità di alcuni alimenti pesanti che causano fermentazione (legumi).

Nemmeno una digestione più lenta è un campanello d’allarme certo per indicare che si è in presenza di intolleranze alimentari. L’unica spia affidabile è il colon irritabile. Cosa fare? Mai eliminare dalla dieta alimenti ricchi di glutine, lattosio e fruttosio insieme. Non si risolve così un’intolleranza il più delle volte “temporanea”. Unico consiglio è quello di non terminare mai un pasto con la frutta (meglio assumerla lontano magari coe spuntino a metà mattinata o pomeriggio).

Rivolgersi sempre ad un medico specialista, che dalla prima diagnosi può subito percepire sintomi e magari collegarli ad una particolare “intolleranza” a quell’alimento!

 

 

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