Il bergamotto: non solo profumi e thè, ma anche arma contro il colesterolo e la glicemia alta

Dal colore, pare che sia una mutazione genetica del limone e dell’arancia amara (o limetta), esteticamente è simile ad un arancio-limone, non se ne conosce la vera provenienza ma viene chiamato “il pero del Signore” (perché è simile alla pera bergamotta): che cos’è?

Ecco il bergamotto, l’agrume sferico del genere Citrus che cresce soltanto in Calabria lungo la costa reggina da Villa San Giovanni a Gioiosa Ionica (Reggio Calabria) e per questo ha ricevuto il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta) dall’Unione Europea, in quanto alimento “speciale” le cui particolari caratteristiche dipendono e sono legate al territorio in cui nasce.

I suoi frutti verdi diventano gialli quando giungono a maturazione e sono composti da tre parti: la buccia (Esocarpo), ricca di “otricoli” ossia le piccole cavità piene di olio essenziale; il mesocarpo, ossia il tessuto compatto bianco-giallognolo che si trova sotto la buccia; e la polpa (Endocarpo) che, divisa in 10-15 spicchi, contiene i semi. Il succo è di sapore acido amarognolo.


A differenza degli altri “citrus” però, pur essendo commestibile, il frutto non viene mangiato ma utilizzato per estrarre un olio essenziale dalla sua buccia, molto profumato e pregiato. Questo frutto, infatti, è “speciale” perché oltre ad essere DOP, possiede molte proprietà in diversi settori, come il cosmetico, il gastronomico (è utilizzato nel tè Earl Grey, uno dei tè aromatizzati più diffusi al mondo) ed il farmaceutico, ed il suo olio essenziale si trova in molti prodotti quali lo shampoo, il bagno doccia e le creme.

Come agrume, il bergamotto è ovviamente apprezzato per il suo contenuto di vitamina C, Bl e B2 e P nel succo, di vitamina A ed E nel flavedo, che gli consente di divenire molto utile nei casi di disturbi ossei per insufficiente assorbimento calcico, di disturbi della dentizione, di collagenopatie, di astenia o di ipereccitabolità muscolare e neuromuscolare, di eretismo cardiaco, di anemie da ridotto assorbimento di ferro, di congestione epatobiliare e di malattie varie con alterata permeabilità vasale.

Le proprietà dell’ olio essenziale di bergamotto

L’olio essenziale di bergamotto, ossia la parte “nobile” del bergamotto, è molto apprezzato perché è composto da circa 350 elementi chimici che lo differenziano dagli altri oli essenziali di agrumi sia per la quantità così elevata di sostanze sia per le sue proprietà “uniche” tra gli oli essenziali. L’olio essenziale viene prodotto tramite il raspamento della buccia ed è ideale per chi considera troppo dolce l’olio di arancio e mandarino e troppo aspro l’olio di limone: per produrre 1 kg di olio essenziale, sono essenziali 250 kg di bucce.

Ha azione antisettica, sanitizzante, antiflogistica, cicatrizzante, lenitiva, rigenerante e antinfiammatoria per la pelle, in quanto è disinfettante e antibatterico: è dunque indicato in caso di foruncoli, acne, eczemi, psoriasi, dermatite seborroica, tagli, ferite (porre qualche goccia sulla garza sterile che viene usata a protezione), ustioni, punture di insetti, ascessi, cistite, leucorrea ed infezioni del tratto urogenitale.

Bergamotto per curare i geloni

In caso di geloni, utilizzate l’essenza nelle zone colpite poiché possiede la capacità di riattivare la circolazione: utilizzare una soluzione di 5 gr in 100 ml di olio di ricino e sfregare sulla parte interessata. Come antisettico (per la cicatrizzazione), disinfettante e deodorante, mettete poche gocce sulla parte interessata diluendo in alcool (80°) in proporzione 1:1.

Per l’uso interno, diluite 1-6 gocce al giorno, in acqua: è ottimo per le coliche e le infezioni intestinali, le parassitosi intestinali, le digestioni difficoltose, la cistite e i casi di frigidità femminile.

Per i suffumigi, far bollire dell’acqua, toglierla dal fuoco e poi aggiungere 5-8 gocce di essenza: coprite il capo con un asciugamano e respirate il vapore a pieni polmoni.

In caso di alitosi, ascessi e infezioni della bocca, fate dei gargarismi mettendo 5 gocce di bergamotto in un bicchiere di acqua tiepida e procedete facendo sciacqui prolungati, almeno 2 volte al giorno.

Per fare un semicupio (ottimo rimedio naturale per tonificare il corpo e, soprattutto, in caso di problemi ginecologici o relativi alla zona addominale, per aiutare la microcircolazione, distendere le terminazioni nervose e stimolare il rilassamento muscolare), immergetevi nell’acqua fino a coprire tutto il bacino. Aggiungete 8 gocce di essenza di bergamotto e restatevi immersi per almeno un quarto d’ora, 1 o 2 volte ogni giorno.

Bagno al bergamotto

Per concedersi un buon bagno rilassante, mettete 4-10 gocce nell’acqua tiepida oppure, se prediligete la doccia, usate un guanto di spugna per massaggiarvi il corpo (su quest’ultimo, ne bastano 3-4 di gocce). Per un massaggio della pelle, mettete 6-8 gocce di essenza in 2 cucchiai di olio base; per una frizione invece, diluite 2-3 gocce di essenza in una base alcolitica e frizionate sulla zona cutanea che corrisponde all’organo affetto, finché non si rileverà il riscaldamento della stessa parte.

Uso del bergamotto in aromaterapia

In aromaterapia, è anche un antidepressivo e calmante poiché ha la capacità di combattere lo stress ridonando serenità ed ottimismo e riducendo al contempo gli stati di agitazioneconfusione e paura: ciò permette di eliminare i blocchi psicologici, riportando buonumore e dinamicità, e di agire sul sistema nervoso contrastando l’ansia e rilassando (anche il sonno viene così agevolato). La sua essenza, infatti, riduce le risposte psicologiche allo stress e i livelli di cortisolo, che è l’ormone dello stress: e ciò si somma alla diminuzione della pressione sanguigna in chi soffre di ipertensione.

Nei mesi invernali con le giornate molto corte, l’olio essenziale di bergamotto si rivela un ottimo sostegno psicologico poiché riporta alla mente i ricordi e le sensazioni di solarità e di purezza, contrastando la malinconia, l’apatia, lo scoraggiamento e sollevando l’umore. Durante i viaggi di lavoro e le lunghe trattative, non dimenticatevi dell’olio essenziale di bergamotto!

Porta chiarezza e tranquillizza l’anima: vi servirà per avere la giusta serenità nell’affrontare e sostenere la pressione a cui sarete sottoposti: se vi spostate in macchina potete utilizzarlo per profumare l’abitacolo. Come diffusore per gli ambienti, ne è sufficiente 1 goccia per ogni mq della stanza: utilizzare un bruciatore di olii essenziali oppure porre le gocce negli umidificatori dei termosifoni, è ottimo per purificare l’aria soprattutto se la stanza è di un ammalato.

L’olio della buccia del bergamotto viene utilizzato per addolcire molti infusi, dolci, liquori (il più famoso è il bergamino; la bevanda gassata analcolica invece, è un ottimo dissetante in estate e va bevuta ghiacciata) e la maggior parte dei profumi contiene la sua essenza: è proprio la freschezza di quest’ultima, infatti, che gli consente di essere l’elemento base nella produzione di numerose acque di colonia e cosmetici.

Essendo una nota di testa, il profumo è tenue, fresco, fruttato e leggermente balsamico; fa parte della tipologia di profumi che si avverte subito, per prima, con una vibrazione alta e sottile e molto veloce nel dissolversi, lasciando una piacevole sensazione di leggerezza. Sono le essenze fresche, ad alta frequenza, che agiscono dal basso verso l’alto, dando quel sentore di chiarezza alle idee e di felicità allo spirito.

Bergamotto fa abbassare il colesterolo

Recenti studi hanno dimostrato che il bergamotto sia capace di abbassare i livelli del colesterolo “cattivo” e aumentare quelli di colesterolo “buono” e di combattere la glicemia alta. Somministrando una o più porzioni da 500mg di estratto di bergamotto ad individui con colesterolo alto infatti, si è rilevato che dopo 1 mese, il colesterolo buono HDL è aumentato del 42% mentre sono diminuiti il colesterolo cattivo, LDL, del 38%, la glicemia fino al 25% e i trigliceridi del 41%. Ciò significa che il bergamotto è assai utile sia per abbassare il rischio di malattie cardiovascolari e di infarto, sia per i diabeti o per coloro a rischio di diabete, data la riduzione di glicemia che comporta.

Questa capacità del bergamotto è dovuta al fatto che oltre ad essere un potente antiossidante e a proteggere dai radicali liberi, contiene nel suo stelo un’ingente quantità di flavonoidi che riescono a bloccare l’enzima responsabile della produzione di colesterolo. E’ ideale quindi nei pazienti che presentano i primi segnali di ipercolesterolemia e nei pazienti in trattamento con statine, per ridurne il dosaggio, o intolleranti alle statine.

In commercio, ad esempio, per il controllo del colesterolo, si trova il Tokaber, un integratore alimentare che possiede una formulazione a base di bergamotto e che sfruttando le sue proprietà benefiche ricavate dal succo estratto, aiuta il corpo a smaltire il colesterolo in eccesso (insieme ad un’adeguata dieta variata e sana e ad un’attività fisica costante).

Controindicazioni del bergamotto

L’olio essenziale di bergamotto è molto tollerabile ma bisogna usarlo in piccole dosi sulla pelle, diluito in un olio di base e soprattutto, non ci si deve esporre poi al sole per almeno 10 ore. Contenendo furocumarine, il bergamotto è un elemento fototossico e può causare pigmentazioni scure sulla pelle, la quale diviene molto sensibile; a parte questa avvertenza, l’olio essenziale è atossico e non irritante.

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