Come riutilizzare calze e collant rotti

I collant, soprattutto quelli con meno denari e più velati, sono tra gli indumenti con l’indice di rottura più alto per le donne, a volte si sfilano e si rompono addirittura mentre si stanno indossando per la prima volta!

Piuttosto che gettarli nella spazzatura i collant rotti possono essere riutilizzati in maniera creativa, sfruttando la loro elasticità e in qualche caso le fantasie e i colori.

La scelta tra i diversi modelli, tra collant classici, autoreggenti e parigine, è dettata da fattori come l’abbigliamento o l’abitudine ma quando si rompono le calze diventano tutte uguali e tutte adatte ad essere riutilizzate nei modi che suggeriamo qui di seguito.

Paraspifferi e cuscini

Un vecchio paio di calze, in questo caso preferibilmente da più denari, può essere imbottito con altre calze o strofinacci per creare un paraspifferi senza bisogno di ago e filo, infatti basta tagliare una gamba del collant, rimuovere la parte superiore e la punta del piede ed iniziare ad imbottire; al termine basta annodare le due estremità e il paraspifferi è prono.

Per questo riutilizzo si possono adoperare, oltre ai collant, anche vecchie calze di lane che non si usano più per l’usura (parti più lise o perdita di colore).

Un riutilizzo simile, collegato all’imbottitura, prevede di utilizzare i collant rotti per riempire le federe di un cuscino da divano, sia nel caso in cui non si ha l’imbottitura che per renderla più corposa e morbida.

Bucato e pulizie

Tenere da parte un vecchio paia di collant (anche in questo caso va bene solo una gamba) è utile per lavare in lavatrice dei capi più delicati che andranno inseriti in questo “sacchetto” annodato all’estremità, assicurandosi così un lavaggio di questi capi più “riservato” nell’oblò.

I collant possono essere usati anche per stendere capi delicati come abitini leggeri o maglioni su cui non si vogliono creare in alcun modo i segni delle mollette che in alcuni casi possono rovinare i capi o faticano ad andar via.

Per stendere ad esempio una maglia senza rovinarla bisogna usare il collant come una seconda corda, da far passare attraverso il maglione da una manica all’altra da cui sbucheranno le due estremità del collant che va fissato normalmente alla corda con le mollette.

I vecchi collant possono essere anche d’aiuto nelle pulizie di casa, in particolare per eliminare le ragnatele che vengono come attirate dalle calze: basta infilare un paio di collant all’estremità di una scopa e pulire, come di consueto, le zone alte e gli angoli del soffitto dove generalmente si formano le ragnatele.

Sacchetti profumati ed elastici

Essendo chiuso ad un’estremità (dove va il piede) e aperto dall’altra il collant si presta bene per creare dei sacchetti (come nel caso del lavaggio in lavatrice dei capi delicati) in cui mettere delle erbe profumate o dei fiori essiccati (ad esempio lavanda, camomilla, petali di rosa, alloro o menta) per profumare armadi e cassetti.

Quando la saponetta è prossima alla fine, ormai ridotta ai minimi termini e difficile da usare o quando si rompe, piuttosto che buttarla può essere conservata in un sacchetto ricavato da una vecchia calza; quando è abbastanza pieno può essere usato sotto la doccia come una spugna già insaponata.

L’elasticità che caratterizza i collant, ma anche la loro delicatezza, possono trasformarli in fettuccine con cui legare le piante ad un sostegno, senza però rischiare di lesionare il fusto come potrebbe capitare con un fil di ferro o uno spago legato stretto. Intrecciando tra loro delle striscioline o delle gambe di collant si possono creare anche elastici e fasce per capelli.

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