Come si può diagnosticare e curare la celiachia?

xeliac test celiachiaNel soggetto predisposto geneticamente, l’introduzione di alimenti contenenti glutine (quali pasta, pane, biscotti) o anche tracce di farina ricavata da alcuni cereali, fa sorgere una risposta immunitaria abnorme intestinale, cui consegue un’infiammazione cronica con scomparsa dei villi intestinali.

Se è noto che qualcuno nella famiglia ha la celiachia, quindi, conviene effettuare un controllo preventivo, per evitare le complicazioni derivanti dalla mancata cura della malattia.

Autonomamente, si può effettuare un monotest (Xeliac), disponibile in farmacia, per mezzo di una goccia di sangue: se sullo stick reattivo, compreso nel kit, appare una linea rossa, il test avrà dato esito negativo; se appaiono due righe rosse, il test è positivo (vi è la presenza degli anticorpi prodotti dalla risposta immunitaria all’intolleranza al glutine).

Questo test, però, è solo uno screening di primo livello che segnala la presenza di anticorpi anti-transglutaminasi IgA: è necessario poi rivolgersi (tempestivamente) ad uno specialista che proceda con esami più approfonditi (erogati gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale) ovvero:

  • Esame del sangue per la ricerca di anticorpi anti-endomisio (EMA), anti-gliadina (AGA) e anti-trasglutaminasi serica tissutale (tTG)
  • Esame bioptico (esofago-gastro-duodeno endoscopia con biopsia del piccolo intestino) che consiste nel prelevare un piccolo frammento di mucosa intestinale ed analizzarlo al microscopio (si effettua inserendo un lungo e sottile tubo attraverso la bocca, esofago e stomaco fino all’intestino, dove si asporta il campione necessario). Se una persona soffre di celiachia, attraverso questo esame viene evidenziata l’atrofia dei villi intestinali e generalmente un aumento dei linfociti intraepiteliali.

Una volta accertata definitivamente da un medico specialista la patologia, il paziente che ne è affetto avrà diritto ad una esenzione del ticket sanitario e alla fornitura di alimenti senza glutine.

La terapia

La celiachia non ha cure precise, ma la si può controllare in modo efficace mediante un cambiamento di dieta. Quando il glutine viene eliminato dalla dieta, le infiammazioni dell’intestino tenue cominciano a cessare entro alcune settimane.


All’inizio può essere necessario assumere integratori di minerali e vitaminici (sotto prescrizione medica) per aiutare a correggere ed integrare le deficienze alimentari.

Fortunatamente, sul mercato son presenti sempre un numero maggiore di prodotti senza glutine (anche pane, pasta, etc).

Se ingerisco del glutine cosa succede?

Se viene ingerito anche accidentalmente un cibo contenente glutine, potrebbero verificarsi dolori addominali e diarrea: piccole tracce di glutine potrebbero non causare sintomi evidenti ma nonostante questo, produrre ugualmente dei danni. Quindi, anche alternare una dieta senza glutine ad una normale alimentazione potrebbe portare a successive e serie complicazioni: attenzione a non commettere questo comune errore!

La guarigione e una significativa ricrescita dei villi avviene in parecchi mesi nei più giovani e in 2-3 anni negli anziani: circa il 95% dei celiaci che seguono una dieta senza glutine ha un recupero totale. Solo una piccola percentuale che ha danneggiato seriamente il proprio intestino, non ha miglioramenti.

Quando la dieta non ha effetto, il trattamento spesso include medicine finalizzate a tenere sotto controllo le infiammazioni intestinali e altre condizioni risultanti dall’ assorbimento sbagliato.

Ps. Va ricordato che esiste un modo per ridurre il rischio di ammalarsi di celiachia in tenera età: evitare biscotti, pasta e pane fino al compimento del primo anno di vita.

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