Più giovani con la dieta Slow-Aging

La dieta del momento che promette bellezza e giovinezza è la dieta Slow-Aging, che in italiano significa adagio, in modo lento.

Questa dieta è ideata dal chirurgo plastico Pier Paolo Rovatti che ha deciso di affrontare la perdita di peso e l’invecchiamento come due facce del medesimo problema.

La dieta si basa sui principi della medicina antiaging, cioè una medicina che sta prendendo sempre più piede in Italia (negli Usa è già molto diffusa) e si occupa di rallentare l’avanzare dell’età, attraverso un approccio preventivo e terapeutico che coniughi salute (stare bene) e benessere (vivere bene). All’inizio si prevede una serie di check-up del nostro corpo per capire l’età biologica e cercare di rallentare l’invecchiamento.


La medicina antiaging svolge un ruolo preventivo, al fine di ridurre il rischio potenziale di sviluppare malattie correlate all’invecchiamento.

Gli obiettivi che si prefigge la medicina antiaging sono molteplici: incremento dell’energia e della resistenza fisica, aumento della concentrazione e della memoria, prevenzione dall’invecchiamento della pelle, riduzione della massa grassa, ottimizzazione dell’umore, potenziamento del desiderio e dell’efficienza sessuale, rafforzamento del sistema immunitario.

La chiave di tutto, dunque, è condurre lo stile di vita più indicato per invecchiare al meglio.

L’idea di base di questo regime alimentare è che bisogna evitare di indebolire i meccanismi che ci mantengono giovani e quindi è necessario contrastare l’attacco dei radicali liberi e limitare i picchi di insulina, l’ormone che regola i livelli di zuccheri nel sangue, il cui eccesso danneggia le nostre cellule e blocca lo smaltimento dei grassi. Bisogna ridurre il consumo di sostanze ricche di grassi e zuccheri, consumare alcolici in quantità moderata e aumentare l’assunzione di cibi antiossidanti.

Indice glicemico dei cibi

Importante è sempre verificare l’Indice glicemico dei cibi, cioè la velocità con cui aumenta la glicemia dopo l’assunzione di quel determinato alimento. Fino a 50 si tratta di un Indice glicemico basso, da 50 in su è alto.

Le migliori fonti di glucidi a basso Indice glicemico sono la verdura e la frutta, tranne banane, fichi, mango, papaia e castagne.

Ad altissimo Indice glicemico sono, invece, amidi e cereali, quindi patate, pasta, riso, farro, miglio. Unica eccezione sono orzo e avena decorticati, cereali con grandi performance nutrizionali, perfetti in una strategia slow-aging.

Poi bisogna evitare una vita sedentaria e fare quindi quotidianamente una moderata attività fisica per almeno 45 minuti.

Una vita sana non può non considerare i danni derivati dal fumo, che va eliminato, mentre tra i fattori che favoriscono l’invecchiamento, non va trascurato lo stress. Infine è importantissimo il sonno (almeno 9 ore di sonno tutte le notti).

Assumere antiossidanti

Vitamina C ed E, carotenoidi, polifenoli, Omega 3 e 6: sono gli antiossidanti che non devono mancare mai sulla nostra tavola e che possiamo trovare nei cibi che abitualmente consumiamo, dagli agrumi, ai cereali, alle verdure e ai legumi.

Ma ci sono molti altri cibi che conosciamo poco e che sono una vera miniera di antiossidanti come le alghe, ricche di ferro, proteine, nove aminoacidi essenziali, iodio, vitamine e algina.

Alimenti esotici

Nella dieta slow sono previsti alimenti esotici: le alghe (ricchissime di ferro), il gomasio (un antiossidante derivato da una miscela di sesamo e sale da utilizzare al posto del sale), l’olio di Macadamia, di Argan e il Sacha inchi, cioè l’olio estratto da una pianta peruviana, usato come alternativa all’olio d’oliva.

Al posto della pasta è consigliato utilizzare il bulgur, cioè il frumento integrale che è molto diffuso in Medio Oriente.

Per fare dell’insalata un piatto slow-aging completo, si può usare un aceto speciale: quello estratto dalla linfa della palma da cocco. E’ ricchissimo di vitamine del gruppo B, di vitamina C e di aminoacidi, l’aceto di cocco fa bene anche all’intestino grazie alla presenza di fruttoligosaccaridi, carboidrati complessi dagli effetti prebiotici.

Anche un piatto di riso può fare la differenza: basta sceglierlo selvaggio. Questo tipo di riso ha un alto contenuto di proteine, dell’aminoacido lisina ed è una buona fonte di vitamine e minerali.

Come avrete ben capito, questa non è una vera e propria dieta e quindi non ha una durata, infatti, il suo ideatore consiglia di seguirla per sempre, poiché è un vero e proprio regime alimentare a basso indice glicemico. Comunque in fase iniziale promette di perdere fino a 7 chilogrammi.

La dieta Slow Aging funziona?

Le diete a basso indice glicemico sono corrette, ma il gusto delle alghe, del bulgur e del Sacha inchi è molto lontano dalle nostre abitudini, per cui spesso non è semplice riuscire ad abituarsi a questi sapori inusuali. Il gomasio è una miscela di sesamo e sale, quindi è sconsigliabile eccedere nel suo consumo per evitare di innalzare i livelli di pressione arteriosa e aumentare la ritenzione idrica dell’organismo.

La difficoltà di questo regime alimentare potrebbe essere che in realtà non si tratta di una dieta, ma di un vero e proprio stile di vita, che prevede sia attenzione per l’alimentazione che un’adeguata attività fisica quotidiana.

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