Olio, oleolito e olio essenziale: qual è la differenza?

Gli oli, gli oleoliti e gli oli essenziali sono alcuni dei prodotti più versatili ed amati nel mondo dei rimedi naturali. Si tratta di preparazioni facili da utilizzare e reperibili attraverso un’ampia gamma di canali: dalle erboristerie fino ai negozi online di prodotti naturali.

È facile confondere i vari tipi di oli vegetali, spesso senza rendersi conto che ogni prodotto viene realizzato attraverso tecniche diverse e possiede differenti caratteristiche. Per scoprire qual è il tipo di olio più adatto alle nostre esigenze, è molto importante capire a quale sostanza ci andiamo ad approcciare.

Ecco perché è fondamentale leggere sempre l’etichetta contente la composizione del prodotto e scegliere quelli privi di additivi chimici o sostanze potenzialmente pericolose. Al fine di trovare il rimedio giusto, bisogna poi conoscere a fondo i vari tipi di oli vegetali.

Oltre al metodo di preparazione, gli oli, gli oli essenziali e gli oleoiti presentano differenti proprietà che derivano dal tipo di lavorazione a cui sono state sottoposte le materie prime utilizzate per preparare il prodotto oleoso. Ma qual è, quindi, la differenza tra un olio, un olio essenziale e un oleolito? Scopriamolo insieme.

Olio

Gli oli sono delle sostanze largamente utilizzate in diversi settori. Non solo quello cosmetico, infatti, ma sono indispensabili anche in cucina e fanno da base alla maggior parte di ricette e manicaretti. Si passa dai più comuni, come l’olio d’oliva e l’olio di semi di girasole, fino ad arrivare ai meno conosciuti, ma ugualmente deliziosi, ad esempio l’olio di sesamo e quello di nocciola.

Questi prodotti oleosi si ricavano dalla spremitura diretta di parti della pianta. Solitamente, vengono scelti i semi o il nocciolo: due elementi che presentano tutti i principi nutritivi dell’ingrediente e che trasferiscono poi nell’olio ogni loro caratteristica e proprietà benefica.

In commercio è ormai possibile trovare con facilità ogni tipologia di olio; importante, però, è leggere sempre le etichette e scegliere prodotti puri e non diluiti con sostanze di dubbia provenienza o non completamente naturali. In campo cosmetico, i più noti sono l’olio di cocco, l’olio di mandorle dolci e l’olio di jojoba.


Oleolito

Gli oleoliti si preparano lasciando macerare parti di materia vegetale, che possono essere fresche o essiccate, all’interno di un olio di base che funge da solvente. Ad esempio, olio di oliva e olio di jojoba sono molto usati per la realizzazione degli oleoliti, ma qualsiasi altro olio può fungere da vettore con ottimi risultati.

La macerazione ammorbidisce la matrice della pianta e le consente di rilasciare le sue proprietà all’interno del solvente. Si viene così a creare un aromatico infuso che può diventare l’ingrediente principale di tantissimi rimedi fai da te curativi e di bellezza.

Gli oleoliti si possono solitamente utilizzare sia per via topica che per via orale, a seconda del soggetto e del caso specifico da trattare.

Per fare solo qualche esempio, alcuni tipi di oleolito sono ottimi da versare all’interno della vasca per godersi un bagno caldo benefico o da spalmare direttamente sulla pelle per renderla subito più idratata. Addirittura, c’è chi li sceglie come condimento per le proprie insalate o minestre.

Olio essenziale

Gli oli essenziali si trovano naturalmente all’interno delle piante e vengono estratti secondo diversi metodi di lavorazione. Quelli più utilizzati sono la distillazione in corrente di vapore e la spremitura a freddo.

  • La distillazione in corrente di vapore è un processo di separazione che consente di isolare la materia sensibile alle temperature. Il vapore o l’acqua vengono aggiunti all’apparato di distillazione, così da abbassare i punti di ebollizione dei composti. L’obiettivo è quello di riscaldare e separare i componenti a temperature inferiori al loro punto di decomposizione. La distillazione produce quindi due distillati primari: gli oli essenziali stessi e l’acqua che ribolle. Quest’ultima assume anch’essa alcune proprietà della pianta ed è chiamata idrosol.
  • La spremitura a freddo viene preferita quando si tratta di lavorare piante che possiedono fiori ricchi di sostanza oleosa, grazie ai quali si può ricavare più olio essenziale. Per realizzare questo processo vengono utilizzate delle specifiche presse che rompono le ghiandole oleifere della pianta permettendo la raccolta dell’olio essenziale.

Gli oli essenziali vengono estratti da piante che hanno un alto contenuto di oli volatili o resinosi. Bisogna tenere a mente che gli oli essenziali sono molto più concentrati e potenti degli oli e degli oleoliti. Per questo motivo devono sempre essere diluiti con un olio vettore quando si applicano direttamente sulla pelle.

Tutti questi tipi di oli vegetali sono stati utilizzati nel corso dei secoli da ogni civiltà del mondo per trattare un’ampia varietà di problemi. Con questa piccola guida sulla differenza tra olio, oleolito e olio essenziale sarà più semplice scegliere il tipo di prodotto maggiormente adatto ad ogni singola esigenza.

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