Elettrosmog: come difendersi?

Cellulari, elettrodomestici, televisioni, reti wifi, impianti elettronici avanzati, sono solo alcuni dei risultati di un progresso tecnologico in continua evoluzione. Ormai non possiamo più farne a meno, siamo immersi in un mare di onde elettromagnetiche, viviamo una vita dominata dall’uso della tecnologia. Basti pensare che oggi i bambini, anche quelli con un solo anno di vita, non hanno più tra le mani una bambola, una macchinina o un dolce pupazzetto, ma un smartphone o un tablet di ultima generazione.

La tecnologia senz’altro ci rende la vita più semplice, molte attività quotidiane sono velocizzate e facilitate grazie al progresso tecnologico, oggi un’esistenza senza internet, senza impianti elettrici, senza elettrodomestici non riusciamo ad immaginarla.

Purtroppo però non si può far finta di non sapere che esistono onde elettromagnetiche negative che potrebbero essere pericolose per la nostra salute. Le emissioni da elettrodotti, ponti radio, antenne e impianti elettrici di ogni sorta, interagiscono e disturbano i processi biologici di uomini ed animali.

L‘elettrosmog è come un silenzioso ed invisibile inquinamento i cui effetti sulla nostra salute sono oggetto di anni di studi e indagini scientifiche che spesso hanno portato a risultai contrastanti. Ma siamo sicuri che le continue esposizioni ai campi elettromagnetici sono rischiose per la salute? E in tal caso, cosa possiamo fare per difenderci e limitare i danni?


Elettrosmog: da cosa è causato?

Lo chiamano inquinamento elettromagnetico o elettrosmog e si fa riferimento all’inquinamento derivato da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Il problema maggiore dell’inquinamento elettromagnetico è che rimane nascosto e non lo si può vedere come avviene invece nel caso dello smog.

Ci sono milioni di onde che attraversano il nostro cervello ogni giorno, tutto quello che ci circonda emette delle onde elettromagnetiche. Bisogna però partire dal concetto che nell’ambiente esiste un campo elettromagnetico naturale, generato dalla Terra, dall’atmosfera e dal sole, e che ha contribuito all’evoluzione della vita, inoltre nel nostro corpo scorrono continuamente piccole correnti che consentono la trasmissione nervosa, l’attività cerebrale e altre funzioni fisiologiche.

L’elettrosmog invece è dovuto ai campi elettromagnetici prodotti dall’uomo e dalle sue attività. Le onde elettromagnetiche negative che potrebbero a lungo andare compromettere la nostra salute, sono quelle generate da diverse sorgenti presenti nei vari ambienti di vita, come ad esempio:

  • le linee elettriche
  • la cabine di trasformazione
  • apparecchi alimentati da energia elettrica
  • elettrodomestici
  • computer, tablet e altri accessori tecnologici
  • smartphone
  • radiazioni infrarosse
  • la luce
  • la radiazione ultravioletta
  • i raggi x e i raggi gamma
  • impianti radiotelevisivi
  • reti wifi

Elettrosmog: effetti sulla salute

I campi elettromagnetici prodotti dall’attività dell’uomo si possono suddividere in due grandi categorie: a bassa frequenza, la cui intensità diminuisce rapidamente con la distanza e nel caso di sorgenti domestiche interessano solo alcune zone del corpo come viso o mani; ad alta frequenza, sono quelli alla base delle telecomunicazioni e vengono utilizzati principalmente per trasmettere informazioni a distanza.

Da diversi decenni gli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute sono stati oggetti di un intenso studio, che però nel tempo ha portato a diversi dati anche contrastanti tra loro. Gli unici effetti dannosi per la salute, accertati scientificamente, sono quelli acuti e riscontrabili a breve tempo, ma che per verificarsi necessitano di esposizioni così elevate da essere considerati fenomeni rari  se non impossibili nei normali ambienti di vita quotidiana.

In ogni caso gli effetti sulla sulla salute possono verificarsi proprio in base al tipo di frequenza del campo elettromagnetico, per cui:

  • le basse frequenze: possono generare correnti e campi elettrici nel nostro corpo, che a loro volta inducono una stimolazione delle cellule elettricamente eccitabili, come quelle del sistema nervoso e dei tessuti muscolari. Ciò potrebbe portare a sensazioni dolorose nei casi più lievi e addirittura fibrillazione ventricolare per esposizioni più estreme. I campi a bassa frequenza inoltre, in seguito ad  alcune ricerche è risultato che sono possibili cancerogeni per l’uomo.
  • le alte frequenze: provocano un riscaldamento dei tessuti, non a caso vengono utilizzate nei forni a microonde, tuttavia nell’uomo l’innalzamento della temperatura è impercettibile ai normali livelli di esposizione quotidiana.

È importante capire però, per non allarmarsi, che sia per le basse frequenze che per le alte frequenze gli effetti negativi sulla salute accertati, possono verificarsi solo quando si è esposti alle radiazioni al di sopra delle soglie raccomandate. A preoccupare di più è ovviamente l’eventualità di effetti dannosi che si presenterebbero a lungo termine, per questo da tempo si studia se esista un legame tra l’elettrosmog e svariate patologie fra cui quelle tumorali come neoplasie cerebrali e gliomi.

Elettrosmog: come difendersi?

Anche se continuano le ricerche scientifiche sui possibili effetti a lungo termine causati dai campi elettromagnetici e dalle onde negative, a livello internazionale sono stati fissati dei limiti di esposizione, basati scientificamente, che se vengono rispettati, non dovrebbero verificarsi danni alla salute.

Bisogna comunque tenere presente che anche se si applicano dei limiti di esposizione a seconda delle varie sorgenti di campi elettromagnetici, è comunque importante essere prudenti e se è possibile seguire delle precauzioni per cercare di limitare concretamente i possibili danni alla salute causati dall’elettrosmog. Ecco alcuni conigli da seguire per precauzione:

  • Spegnere sempre il cellulare quando si va a letto
  • evitare di utilizzare o di tenere per troppo tempo a contatto con il copro apparecchi elettronici
  • proteggere il riposo notturno, evitando di tenere in camera da letto apparecchi elettrici
  • non abusare di elettrodomestici
  • posizionare sotto al pavimento di casa appositi tessuti in lega metallica che proteggono dalle basse frequenze e che si possono applicare sotto le mattonelle oppure sui muri perimetrali e a soffitto
  • l’impianto elettrico va organizzato a stella o a pettine, senza anelli chiusi, utilizzando guaine e cavi schermati che consentono di abbattere il campo irradiato attraverso i muri
  • sulle pareti si possono applicare delle specifiche vernici in grado di abbattere i campi elettrici in alta frequenza
  • si può installare un disgiuntore di corrente o bio-switch  che va collegato solo alla camera da letto, e serve per bloccare il passaggio di elettricità una volta spenta la luce per poi riattivare tutto quando si accende il primo interruttore.
adele-dauria

Sono laureanda alla facoltà di lettere moderne all’Università degli Studi di Salerno. Da sempre interessata e aggiornata sulle novità riguardanti salute, bellezza, cura del corpo e benessere psico-fisico.

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