Glifosato: perchè è pericoloso per la nostra salute?

Il glifosato è uno dei pesticidi più utilizzati al mondo, che da circa due anni è al centro di un’accesa polemica tra chi vorrebbe bandirne l’utilizzo a causa della sua nocività e chi invece ne minimizza i rischi per l’uomo.

Questo potente ed efficace diserbante, è stato scoperto negli anni Cinquanta, ma è stato brevettato per la prima volta solo nel corso degli anni Settanta dalla Monsanto, una multinazionale statunitense, specializzata nella produzione di mezzi tecnici per l’agricoltura.

Nonostante, i numerosi studi scientifici che accertano la pericolosità di questa sostanza per la salute dell’uomo, il dibattito circa l’eventuale abolizione del glifosato presenta ancora alcuni coni d’ombra e l’opinione pubblica risulta  divisa al riguardo.

Approfondiamo l’argomento cercando di fare un po’ di chiarezza in proposito e farci una nostra personale opinione vedendo più nel dettaglio cos’è il glisofato, perché fa male e se la sua abolizione sia auspicabile o meno.

Cos’è il glifosato?

Come anticipato prima, il glifosato è un diserbante non selettivo in grado di uccidere qualsiasi tipo di pianta. È stato introdotto per la prima volta sul mercato nel 1974 con il nome Roundup.

Il glifosato all’epoca, ebbe un successo immediato soprattutto se paragonato agli erbicidi più utilizzati, questo pesticida era infatti meno nocivo per l’uomo e facilmente degradabile.  Questo erbicida ha una scarsa capacità di penetrare nel terreno, fermandosi ad una profondità di circa 20 centimetri, limitando quindi il rischio di raggiungere le falde acquifere.

Il glifosato viene spesso utilizzato non solo in agricoltura, ma anche per diserbare strade e marciapiedi e mantenere puliti i binari delle ferrovie. La diffusione del glifosato nel corso degli anni si è consolidata sempre di più, soprattutto grazie all’introduzione di piante resistenti a questa sostanza e quindi alla possibilità irrorare  in modo omogeneo il terreno liberandolo solo delle piante infestanti.


Perché il glifosato fa male?

Il dibattito pubblico sui danni causati dall’utilizzo indiscriminato del glifosato è stato sollevato per la prima volta il 23 marzo 2015, quando l’Agenzia Internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC), che fa parte dell’Organizzazione Mondiale delle Sanità (OMS), ha presentato uno studio che annoverava il glifosato tra i probabili agenti cancerogeni.

Nonostante l’alta probabilità che questa sostanza sia una delle possibili cause che contribuiscano allo sviluppo di alcuni tipi di tumore, la questione si è conclusa in maniera poco chiara con l’affermazione che al momento non ci siano ancora evidenti prove scientifiche per dichiarare con certezza la nocività di questo diserbante.

Al di là della correlazione tra glifosato e tumore, nel corso degli ultimi anni sono stati compiuti alcuni studi scientifici che hanno dimostrato alcune relazioni tra l’uso di questa sostanza e malattie come l’autismo, la celiachia, l’ansia e la depressione.

Secondo alcuni ricercatori del MIT, tracce di glifosato sono presenti in una molteplicità di alimenti come la pasta, la farina, i biscotti e la maggior parte dei prodotti confezionati. Il glifosato entrando nel nostro organismo in maniera diretta attraverso i cibi, avrebbe una funzione largamente distruttiva e aggressiva.

In sintesi il glifosato agisce sul nostro organismo in tre modi:

  • Si lega al manganese presente all’interno del nostro corpo modificandone la disponibilità.
  • Inibisce il normale lavoro svolto dagli enzimi CYP, la cui attività è cruciale per lo smaltimento delle tossine, delle sostanze inquinanti e per l’assorbimento della vitamina D. L’alterazione dell’assorbimento di questa vitamina è correlato ad un gran numero di patologie moderne, come la celiachia, il diabete, l’autismo, la depressione e l’ansia.
  • Infine, l’esaurimento delle scorte di manganese presenti all’interno del nostro organismo provoca la distruzione della flora batterica, compromettendo il corretto funzionamento dell’intestino e causando altre forme di patologie.

Nei prossimi mesi il glifosato sarà vietato?

Nonostante i numerosi rischi certi per la salute dell’uomo causati da questo pesticida, ad oggi l’Unione Europea non ha ancora preso una decisione definitiva circa la possibilità di bandire il glifosato, giudicando improbabile la sua cancerogenicità e minimizzando del tutto i risultati delle ricerche che attestano al contrario la sua pericolosità.

Lo scorso febbraio è stata lanciata una petizione STOP GLYPHOSATE che mira entro la fine dell’anno a raccogliere oltre un milione di firme, provenienti dai cittadini appartenenti ai vari Stati Europei per fare in modo che questa sostanza venga bandita.

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