Il sidro di fuoco con rafano per raffreddore e influenza

Con l’inizio dell’autunno e in previsione del freddo inverno in casa non dovrebbero mai mancare i rimedi per contrastare i vari sintomi influenzali pronti a rendere più faticose le nostre giornate se non addirittura a costringerci a letto. Raffreddore, tosse e mal di gola possono essere curati facendo ricorso a tutti quei rimedi naturali o “della nonna” che la tradizione tramanda.

Si tratta di rimedi che sfruttano le proprietà di elementi d’uso comune come alimenti, erbe o spezie che, combinati insieme, svolgono azione antibatterica, espettorante e antibiotica. Tra gli ingredienti più utilizzati per questi rimedi naturali troviamo il miele, il limone, lo zenzero e il rafano, quest’ultimo protagonista della ricetta del cosiddetto “sidro di fuoco”.

Le proprietà terapeutiche del rafano sono conosciute sin dall’antichità, citate nei suoi testi anche da Plinio il vecchio; la radice di rafano è un espettorante naturale che aiuta ad eliminare il muco, ha un’azione digestiva ma anche antinfiammatoria e analgesica.

La salsa di rafano

Per preparare il sidro di fuoco bisogna partire dalla salsa di rafano che si ottiene frullando insieme rafano, miele, acqua e aceto. In un frullatore inserisci 500 grammi di radice di rafano pelata e tagliata a dadi grossolani a cui vanno aggiunti mezzo bicchiere di aceto di mele, mezzo bicchiere di acqua, 1 cucchiaio abbondante di miele e 1 cucchiaino di sale grosso.

Gli ingredienti vanno frullati fino ad ottenere la consistenza di una purea. Bisogna ricordare di maneggiare il rafano il meno possibile, di non toccarsi gli occhi quando si pela per evitare di lacrimare e, per lo stesso motivo, di tenersi a distanza quando si apre il coperchio del frullatore e si sprigionano così tutti i fumi del ragano. Un ruolo molto importante nella preparazione della salsa di rafano è riservato al mezzo bicchiere di aceto di mele che evita di far diventare nero il rafano e allo stesso tempo di far disperdere alcuni composti volatili del rafano che, una volta persi, renderebbero la salsa troppo amara.

La purea ottenuta frullando i vari ingredienti va trasferita in contenitori che si possono chiudere ermeticamente e se non si consuma nell’immediato per preparare il sidro di fuoco può essere anche conservata in congelatore fino a tre settimane.

Come si prepara il sidro di fuoco

Sono diversi gli ingredienti che si utilizzano per preparare il sidro di fuoco ma tutti di normale uso in cucina come aceto, peperoncino e pepe nero, miele, limone. Per preparare circa 1 litro di sidro di fuoco occorrono:

  • 100 ml di salsa di rafano
  • 100 grammi di zenzero fresco
  • 1 cipolla
  • 1 limone
  • 3 cucchiai di miele
  • 1 litro di aceto di mele
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 10 spicchi di aglio
  • 1 peperoncino (secco o fresco)
  • mezzo cucchiaino di pepe nero macinato (o qualche grano intero)

Come prima cosa bisogna preparare tutti gli ingredienti che vanno tritati o affettati per poi assemblare il tutto quindi va pelato e tritato lo zenzero fresco, tagliato a fette sottili il limone con tutta la buccia (è preferibile usare per questo un limone biologico), sbucciare e schiacciare gli spicchi d’aglio, spezzettare il peperoncino e preparare la salsa di rafano (o tirare fuori dal surgelatore quella già pronta).

Se non si ha la salsa di rafano (non è sempre facile trovare la radice fresca) si può sostituire con il wasabi, la pasta verde che si accompagna al sushi a base proprio di rafano e wasabia; di wasabi in pasta ne occorrono 100 ml invece di quello in polvere anche 25 grammi.

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In un vasetto di vetro lavato e sterilizzato si posizionano a strati tutti gli ingredienti; il contenitore deve essere abbastanza capiente da lasciare poco spazio libero. L’aceto di mele è l’ultimo ingrediente da versare, avendo cura di riempire tutti gli spazi e poi coprire completamente il composto. Prima di chiudere il vasetto è bene inserire un pezzetto di carta oleata così da evitare il rischio di far arrugginire il coperchio.

Il sidro di fuoco va posto in un luogo buio e fresco e fatto riposare per un mese, trascorso il quale si filtra il tutto utilizzando una garza o uno straccio di cotone pulito (strizzando gli ingredienti solidi che hanno macerato nell’aceto) e si conserva in una bottiglia in frigorifero.

La presenza dell’aceto e del mele ha un effetto conservante per il sidro di mele che può essere utilizzato sia come rimedio contro i sintomi influenzali prendendone un cucchiaio 3 volte al giorno (bevuto come uno sciroppo o diluito in acqua) ma anche, a chi piace il gusto, come condimento per insalate.

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