La mesoterapia: i farmaci che agiscono contro la cellulite

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Il termine mesoterapia deriva da mesoderma, ossia lo strato medio-profondo del derma, in quanto questa terapia si basa sull’iniezione di alcune sostanze atte a trattare la patologia desiderata (sia farmaci classici sia omeopatici o fitoterapici), che possono penetrare fino al mesoderma. È un trattamento di medicina estetica che agisce contro la ritenzione idrica (il ristagno dei liquidi nei tessuti cutanei e sottocutanei), l’accumulo di scorie in eccesso (effetto disintossicazione) e gli inestetismi della pelle (rughe) e della cellulite, mediante l’iniezione intradermica di farmaci con aghi sottilissimi di 4, 6 o 12 mm.

Rispetto alla consueta somministrazione sistemica, l’iniezione permette di raggiungere le zone interessate utilizzando dosi inferiori di farmaco e con tempi minori di attesa d’azione (che si prolunga anche per alcune ore): essendo  effettuata su una determinata zona della cute, gli effetti collaterali a danno dell’intero organismo sono in tal modo annullati o ridotti.

La terapia deve essere però effettuata da un medico in un centro estetico specializzato che, dopo un’accurata diagnosi, deve ritenere la mesoterapia il trattamento migliore e deve verificare che il paziente non ne sia allergico (si effettua un test cutaneo di sensibilità). È un trattamento ideale anche nei casi di insufficienza venosa e linfatica, osteopatie, artropatie, affezioni dermatologiche, micro traumi da sport o riabilitazione motoria, ma essendo utilizzati un ago singolo o multi-iniettori  fino a 18 aghi ed essendo necessarie plurime sedute, è fondamentale che il personale sia un professionista specializzato.

I farmaci utilizzati poi, sono ad azione analgesica, antinfiammatoria, antiedemigena (per ridurre il gonfiore), rivitalizzanti (per ringiovanire la pelle), protettivi dei capillari e lipolitici, non provoca dolore ma viene sempre aggiunta una quantità minima di anestetizzante, quindi è assolutamente necessario che sia un vero medico ad effettuarla. Il tipo di farmaco iniettato dipende dall’obiettivo a cui si vuole giungere e una volta immesso tende a rimanere circoscritto nella zona per 12 ore, non si diffonde: quindi non bisogna aver timore di un possibile “spargimento” della sostanza nel corpo.

Anche per i naturali ematomi lasciati dall’ago (che rompe il vaso) non vi è problema, scompaiono entro poche ore. Generalmente un ciclo di mesoterapia è composto da 8-15 sedute settimanali (dai 15 ai 30 minuti al massimo, ciascuna) e le eventuali sedute successive, per stabilizzare i risultati ottenuti, 1 volta al mese; generalmente risulta più efficace sull’addome, sulle cosce, sui glutei e sotto il mento.

La mesoterapia è un tipo di trattamento d’urto, anche se non invasivo: quindi bisogna prestare attenzione a non abusare nelle applicazioni e nel dosaggio delle soluzioni. Gli effetti collaterali possono comunque essere dolore, infezione, sanguinamento, ematomi, reazioni allergiche, reazioni vagali.

Oltre al lato estetico, è doveroso sottolineare che la mesoterapia viene utilizzata anche in altri ambiti:

–          in medicina sportiva: contusioni, distorsioni, lesioni da sforzo etendinopatie.

–          in flebologia: insufficienze venose o linfatiche degli arti inferiori, sindromi post-trombotiche, ulcere flebo statiche, flebolinfedemi, eczemi varicosi, ipodermiti e flebiti superficiali.

–          in terapia del dolore: coxalgie, gonalgie, rachialgie, rizoartrosi, artrosi delle mani, cefalea muscolo-tensiva, cervicalgie, torcicollo, periartrite scapolo-omerale, fibromialgia, lombosciatalgie e nevralgie.

–          in dermatologia: acne, cheloidi, cicatrici ipertrofiche, alopecia areata e alopecia seborroica.

Come la pressoterapia, anche la mesoterapia può essere implementata con ulteriori terapie complementari volte a rafforzare i benefici del trattamento: si consigliano linfodrenaggio, bendaggi, idromassaggi, liposuzione-lipoaspirazione (tecnica chirurgica), fanghi termali, laser, pressoterapia e dermocelluterapia.

Anche l’utilizzo di estratti vegetali può rivelarsi molto utile in quanto sostanze come la centella asiatica, il rusco e l’ippocastano possono aiutare ulteriormente a stimolare il microcircolo e a migliorare la resistenza dei vasi, coadiuvando ed amplificando l’effetto anti-cellulite del trattamento. Il medico potrebbe prescrivere ulteriormente farmaci per via orale che agiscano sulla circolazione veno-capillare e linfatica, ed emulsioni, gel o creme riducenti e snellenti.

La mesoterapia è nata ufficialmente nel 1958 e da quel momento ha riscontrato molti riscontri positivi sia sulla sua efficacia sia sul minor utilizzo di farmaco che necessita; al  contempo però, ha fatto sorgere anche perplessità in quanto non esistono ancora studi sperimentali inequivocabili. Per tal motivo, ancora oggi non vi sono in commercio farmaci appositi per la terapia mesoterapica, ma solo formulazioni studiate per le inoculazioni via endovenosa, con diluzioni specifiche.

La mesoterapia è sconsigliata per le donne in gravidanza o che allattano, per coloro che soffrono di AIDS, diabete, infezioni ematiche, leucemia, patologie cardiache, ed è vietata  per coloro che assumono eparina o che hanno subito trattamenti chemioterapici o radioterapici per curare neoplasie.

Non confondete la mesoterapia con la liposuzione: la prima inietta particolari sostanze nel mesoderma (strato cutaneo centrale) che possiedono principi attivi utili per stimolare la rimozione delle cellule adipose e per migliorare lo strato superficiale dell’epidermide (sia per la cellulite sia per le rughe); la seconda invece, aspira gli accumuli di grasso profondi ed isolati e si svolge in anestesia locale. Ha però il rischio di “toccare” il muscolo, l’incertezza della quantità giusta di grasso da aspirare ed il difetto di non agire e migliorare la qualità della pelle “a buccia d’arancia”.