Latte: meglio parzialmente scremato o intero?

Latte intero o scremato? Molti pensano, erroneamente, che il latte scremato sia più facilmente digeribile e soprattutto apporti meno calorie rispetto a quello intero, più grasso e calorico. Non è esattamente così, anzi bere soltanto latte scremato può portare ad un deficit vitaminico.

E’ senz’altro vero che il latte vaccino parzialmente scremato fornisce meno calorie: 46 kcal contro le 64 kcal del latte intero. Per quanto riguarda i grassi, il latte scremato ne contiene 1.6 grammi, mentre il latte intero 3.6 grammi. Dal punto di vista calorico, quindi, la differenza è davvero trascurabile, mentre effettivamente se si hanno problemi di colesterolo alto (superiore a 230) è preferibile consumare esclusivamente latte parzialmente scremato.

Ma, in tutti gli altri casi, dunque anche quando si è a dieta, si può tranquillamente continuare a bere latte intero, infatti va ricordato che il latte intero è importante per il suo contenuto di vitamine liposolubili (quelle che si sciolgono nei grassi), tra cui la vitamina D, fondamentale per l’assorbimento del calcio, soprattutto nelle donne che, come sappiamo, sono maggiormente soggette all’osteoporosi. Il grasso del latte intero contiene soprattutto la vitamina A e la vitamina D, ma se queste mancano il calcio e le proteine non riescono ad essere assorbiti correttamente dal nostro organismo e quindi rimangono inutilizzati e in eccesso.

Se si consuma latte scremato, per problemi di colesterolo alto, quindi si dovranno assumere anche degli integratori alimentari a base di vitamine liposolubili per mantenere inalterato l’equilibrio vitaminico dell’organismo.

Ma non finisce qui: da diversi studi è emerso che eliminando il grasso dal latte viene anche eliminato l’acido linoleico coniugato (CLA), un potente anticancerogeno.


Come comportarsi dunque? Gli esperti consigliano di consumare soltanto latte vaccino intero, a meno che non si abbiamo particolari problemi, come colesterolo alto, intolleranza al latte o altri tipi di disturbi. Lasciamo perdere dunque il latte addizionato con vitamine, il latte ad alta digeribilità, quello con omega-3 (la più importante fonte di omega-3, grasso insaturo, è il pesce) e il latte a lunga conservazione (a meno che non sia necessario). Oltre ad essere più costosi non apportano reali benefici, anzi spesso provocano soltanto danni e carenze nutrizionali.

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