Liquirizia: un tesoro per i rimedi naturali!

La radice dolce che mangiamo giunge a noi europei  dalla Cina, e fino a cinquanta anni fa veniva coltivata solo in alcune regioni italiane,come la Lucania, la Sicilia  e Calabria, che oggi ne producono circa il 70% .

La pianta cresce spontanea e dalla radice si estraggono succhi, utilizzati per scopi differenti ed il suo infuso produce effetti benefici contro la tosse e le infiammazioni; inoltre è un un ottimo alleato per chi soffre di pressione bassa.

I principi attivi della liquirizia sono principalmente la glicirizzina, circa 30 flavonoidi e isoflavonoidi, colina, betaina ed altre sostanze amare.

La pianta di liquirizia si riconosce peril fusto alto 100-150 centimetri, legnoso, con fiori piccoli e di colore azzurro e viola. Se si strofinano le foglioline iridescenti, si sente un odore di zucchero caramellato, e la radice contiene il succo.

Le proprietà della liquirizia

La liquirizia può essere utilizzata per tanti scopi, cominciamo con l’utilizzo delle sue radici. Prima di tutto viene usata per aromatizzare ed aumentare il colore della birra, e per migliorare l’aroma di alcuni tipi di tabacco. Le radici più sottili vengono fatte essiccare e sono quelle che troviamo in commercio come bastoncini.

Il succo che viene estratto dalle radici contiene 5-10 % di glucidi ed il 20% di glicirizzina, che è un edulcorante naturale con un potere dolcificante superiore a quello del saccarosio e del miele.  Ma il suo zucchero, la mannite o mannitolo, ha un effetto lassativo e può agire contro la stipsi.

E per regolarizzare le funzioni intestinali. Sempre nelle radici sono presenti i flavonoidi, dei potenti antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi, e ci aiutano a rimanere giovani. Essi hanno anche proprietà antinfiammatorie.


La liquirizia possiede un effetto saziante, e viene spesso suggerita nelle diete alimentari; in cucina si può utilizzare anche per la preparazione di dolci e tisane. E sempre nell’ambito dell’alimentazione, può essere utilizzata contro le tossificazioni alimentari, per contrastare i microrganismi presenti nel cibo.

L’acido glicirrizzico può contrastare la crescita dell’herpes. Ma la glicirizzina blocca la crescita e la replicazione anche di altri virus, di qui la sua azione antivirale, cioè contrasta le infezioni soprattutto polmonari.

Una sostanza contenuta nella liquirizia sarebbe capace di produrre un acido nitrico, che amplifica la risposta del nostro sistema immunitario per contrastare linfociti e macrofagi. Inoltre un altro utilizzo è quello di riuscire a contrastare la tosse e l’asma per le sue proprietà emollienti.

Alcuni ricercatori americani hanno testato una molecola proveniente dalla liquirizia e hanno dimostrato che è capace di inibire lo sviluppo di cellule tumorali. La molecola BHP appartiene alla classe dei polifenoli di cui sono già note le proprietà antitumorali.

Controindicazioni della liquirizia

A chi fa male la liquirizia? Le controindicazioni al consumo di liquirizia sono relative soprattutto alla presenza dell’acido glicirizzico, che varia l’equilibrio dei Sali minerali, di conseguenza può accadere che si manifesti il fenomeno della ritenzione idrica con  gonfiore delle caviglie e del viso.

La liquirizia inoltre causa un innalzamento della pressione (azione ipertensiva) ed è quindi vietata agli ipertesi, a chi è soggetto a edemi, e ai diabetici. Consultare sempre prima il proprio medico per scongiurare ogni rischio!

È  vietata quindi alle donne in gravidanza e che stano allattando ed ovviamente ai soggetti ipertesi.

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