Tabagismo: i danni provocati dal fumo delle sigarette

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fumo sigarette_tabagismoL’azione di fumare, ossia bruciare le foglie secche della pianta di tabacco e inalarne il fumo prodotto per abitudine, piacere e dipendenza, è il tabagismo.

Al mondo, si stimano oltre 1 miliardo di fumatori che, in media, consuma circa 6,5 kg/anno di tabacco, cioè circa 1600 sigarette l’anno. E queste cifre sono in continuo aumento sia nel Terzo Mondo sia in quello Industrializzato (basti pensare che dal 1970 ad oggi, si è verificato un aumento di consumo del tabacco del 67%).

Rilevante e allarmante inoltre, è il fatto che sta aumentando la percentuale di donne dedite al tabagismo e che l’età di inizio del “vizio” sia sempre minore.

Il fumo di tabacco contiene nicotina, un alcaloide stimolante che migliora nel breve periodo (temporaneamente) la memoria, la velocità di reazione (riflessi) e l’umore, ma genera anche una forte dipendenza chimica, sia psicologica che fisica, ed è causa di danni e morte delle cellule cerebrali (se l’esposizione alla nicotina è prolungata).

Inoltre, può aumentare anche l’ansia, il nervosismo, i disturbi del sistema metabolico, i disturbi del sonno ma soprattutto, come numerosi studi e ricerche dimostrano, l’atto del fumare è una delle maggiori cause che determinano malattie fisiche quali tumore al polmone, enfisema e malattie cardiovascolari.

Per tali motivi, in molti Paesi è regolata e limitata la vendita e la pubblicità del tabacco, sui pacchetti è d’obbligo avvisare ed informare sui rischi e conseguenze legate la fumo per sé e per gli altri e spesso, è vietato fumare nei luoghi pubblici.

Bisogna ammettere che il fumatore che smette di fumare diminuisce costantemente i rischi di queste patologie tanto da raggiungere (dopo 10 anni di astinenza) lo stesso livello di rischio di chi non ha mai fumato, però bisogna sottolineare che bruciando 20 sigarette al giorno, in 1 anno si assumono ben 70.000 carichi di nicotina che, quando inalata, raggiunge in 7 secondi il cervello (l’eroina ne impiega 14) e ne modifica la sua attività.

Inoltre, la sigaretta contiene non solo nicotina (liquido delle foglie di tabacco, solubile in acqua), ma anche il catrame (insieme di sostanze liquide tra cui il benzopirene), il monossido di carbonio (il gas causa dell’inquinamento atmosferico, presente negli scarichi delle automobili ed in taluni impianti industriali) e sostanze irritanti come il nichel, i fenoli, l’ammoniaca, il polonio 210, etc.

I danni del vizio del fumo

La combustione di tutte queste sostanze insieme provoca notevoli danni a:

  • Apparato respiratorio: peggioramento, con infezioni ed infiammazioni, al sistema muco-cicliare; riduzione dell’attività delle cellule linfocitarie e dei macrofagi e, quindi, delle difese immunitarie e del controllo sulle infezioni; distruzione del parenchima polmonare (che può condurre ad un enfisema) dovuta al rilascio di enzimi lesivi; invecchiamento precoce del sistema polmonare; comparsa o aumento di attività bronchiale e manifestazioni asmatiche; trasformazione del DNA cellulare e delle cellule; displasie tissutali e trasformazione di tipo tumorale dei tessuti.
  • Apparato circolatorio: aumento della frequenza cardiaca e pressione arteriosa, dovute all’immissione nel corpo delle catecolamine causate dalla nicotina, il monossido di carbonio causa policitemia e le concentrazioni di carbossiemoglobina, un’inadeguata ossigenazione del miocardio; aumento del fattore di coagulazione del sangue e di aggregazione delle piastrine; aumento dell’immissione di noradrenalina e conseguentemente, di scariche adrenergiche, che se dovessero coincidere con un periodo di vulnerabilità ventricolare, possono portare a morte improvvisa.
  • Cavità orale e prime vie digestive: irritazioni frequenti che rendono il fumatore vulnerabile a faringotonsilliti e laringiti croniche ed acute, a displasie del labbro e del cavo orale, della laringe e dell’esofago e a tumori maligni. Son predisposti anche ad ulcere gastriche e duodenali.
  • Feto e bambini: rischio di morte perinatale maggiore per i neonati di madri fumatrici; gli stessi neonati appartenenti a famiglie fumatrici pesano 250-300 gr circa in meno, rispetto a quelli di famiglie non fumatrici; aumento delle malattie ed infezioni all’apparato respiratorio inferiore e aumento di apnea di origine centrale del bambino con madri fumatrici.
  • Sistema endocrino e metabolico: aumento dei livelli ematici di catecolamine degli ormoni della crescita, cortisolo, ACTH, prolattina e beta endorfine; il peso corporeo dei fumatori risulta, in media, inferiore di 3-5 kg rispetto ai non fumatori; nelle donne si rileva una precocità di menopausa e un maggiore frequenza di osteoporosi; il monossido di carbonio legandosi con l’emoglobina causa un trasporto minore di ossigeno in tutto il corpo e genera la carbossiemoglobina; il midollo osseo iperstimolato può presentare policitemia; la pelle invecchia prima, diviene color grigiastro e perde di elasticità.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il fumo di tabacco è la causa del 90-95% dei tumori polmonari, dell’80-85% delle bronchiti croniche ed enfisema polmonare e del 20-25% degli “eventi” cardiovascolari.