Aiutarsi a digerire con le erbe… e con l’amaro?

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Si sa che la digestione sia un momento molto delicato, soprattutto se si è affrontato un pasto impegnativo, copioso e ricco di grassi. Se si aggiungono poi situazioni come lo stress, il mangiare velocemente o alimenti pesanti, si avvertono sensazioni come mal di testa, eruttazioni, pesantezza, dolore, sudorazione, sonnolenza e il digerire diviene un vero problema. Tralasciando le vere e proprie malattie, si può migliorare ed evitare queste situazioni mangiando regolarmente ed in modo lento, masticando ripetutamente, bevendo piano ed evitando bibite gassate, alcolici e alimenti molto speziati. Inevitabile però, che accadano ed assumere farmaci ogni qualvolta non è proprio il meglio per il nostro organismo. Ecco dunque alcune erbe che, naturalmente, possono aiutare lo stomaco nel suo duro lavoro quotidiano, sia da utilizzare mentre si cucina sia da assumere quando “il danno è fatto”:

–          L’alloro: contiene sostanze amare e sebbene sia delicato, presenta un profumo acuto. Da togliere al termine della cottura, limita la proliferazione batterica ed è un antinfiammatorio. Se si utilizzano le sue foglie per fare un decotto, si trarranno benefici per le digestioni difficoltose, ma anche per combattere l’aerofagia, per i disturbi nervosi, per la circolazione (tonifica i capillari sanguigni) e per l’apparato respiratorio (anticatarrali e stimolanti).

–          Il rosmarino: molto aromatico, perde il suo profumo nella cottura donandolo alle pietanze e rendendole al contempo più leggere e digeribili. Stimola la diuresi, la sudorazione, la circolazione e soprattutto, la secrezione biliare per digerire i grassi; tonifica anche il fegato, è antispasmodico, antiossidante e antibatterico.

–          La salvia: forte e amara, ha la capacità di stimolare l’intestino e la cistifellea, favorendo la digestione dei cibi grassi (consigliabile quindi utilizzarla nei ripieni). Oltre ciò, è alleata anche nei casi di problemi con la glicemia o con la sudorazione ed è antisettica, antinfiammatoria e antifungine.

–          L’angelica: è un’erba officinale che aiuta a digerire e calma la fermentazione interna dei cibi, particolarmente indicata quando il mal di pancia post pranzo è arrivato. Sotto forma di tintura madre ha proprietà decongestionanti; solitamente è parte del Carmol, ossia un composto di cumino, anice, finocchio, coriandolo e melissa, utilizzato per le congestioni.

–          La melissa: evita la motilità della mucosa gastrica, interviene in caso di disturbi gastrici psicosomatici ed è utile per l’alitosi: basta prenderla a digiuno la prima volta, e poi dopo i pasti (in gocce).

–          Il cumino: ha proprietà antifermentative e antispasmodiche e può essere utilizzato sia come condimento sia per fare un thè.

–          La menta piperita: antifermentativa e tonica, ideale post pasto.

–          L’anice verde: è sedativa e antispasmodica.

–          La camomilla: per eccellenza l’erba più sedativa e antispasmodica.

–          Il tiglio: è come la camomilla, ma ancor più sedativo.

–          L’achillea: allevia il mal di pancia e aiuta a digerire stimolando la produzione dei succhi gastrici.

Ecco due esempi di tisane, per aiutarci a digerire:

–          1 cucchiaino di zenzero grattugiato, ½ cucchiaino di semi di finocchio, ½ cucchiaino di menta piperita essiccata, 250ml di acqua: mettete lo zenzero e i semi in un pentolino con l’acqua e fate bollire per 5-10 minuti. Spegnete la fiamma, aggiungete la menta e richiudete con il coperchio, lasciando riposare per altri 10 minuti. Filtrate dunque la tisana con il colino e, con o senza zucchero, bevetela pure: favorisce la digestione, la secrezione dei succhi gastrici e acquieta i fastidi dati dai gas nello stomaco.

–          Miscela di radice di liquirizia per il 30%, foglie di ribes nero per il 30%, foglie di melissa per il 20% e radice di altea per il 20%: mettete 1 cucchiaio della miscela (potete farvela comporre in farmacia) in acqua fredda e fate bollire in un pentolino, per qualche minuto. Spegnete e fate riposare per 5 minuti, con un coperchio. Filtrate con il colino e bevete, anche una tazza due volte al giorno dopo i pasti, poiché ridona benessere allo stomaco: ha proprietà antinfiammatorie, lenitive, cicatrizzanti e calmanti (rispetto alle somatizzazioni date dal nervosismo e dallo stress).

E l’amaro? Ecco un altro tasto delicato, che si scontra con il comune sapere e tradizioni… bere l’amaro a fine pasto fa digerire? Purtroppo no, è una falsa credenza dettata dal suo effetto di stimolazione delle papille gustative e della produzione di saliva. In effetti il gusto amaro delle erbe favorisce la produzione di succhi gastrici ma ciò non significa che aiuti la digestione perché, in realtà, la gradazione alcolica elevata irrita le pareti dello stomaco e rallenta il suo normale processo di svuotamento. Assolutamente da evitare dunque, assumere l’amaro a stomaco vuoto e se proprio non riuscite a farne a meno, assumetelo sempre dopo il pasto più abbondante della giornata e preferibilmente, con il ghiaccio (per diminuire la gradazione alcolica). L’unico amaro che può servire per stimolare davvero la digestione, è quello al rabarbaro poiché ha una gradazione alcolica bassa, di 12,5°. Ricordate però, che dopo un pranzo già ricco di grassi, l’amaro è anche il colpo finale per la vostra linea: contiene 55 calorie in 30 ml di bevanda!!!

Ricordate sempre che la base della digestione è comunque ciò che si ingerisce, e molto dipende da quello. Piccoli accorgimenti e consigli su cosa fare e non fare, possono rivelarsi molto utili ed efficaci: sicuramente aiuta la digestione mangiare un unico piatto di carboidrati complessi (pasta) con le verdure o con il solo pomodoro; anche le verdure crude ad inizio pasto, con a seguito pesce o carne, sono degli ottimi alleati. Il gelato (alla frutta) ed il sorbetto (non alcolico) sono più digeribili a stomaco pieno, poiché la bassa temperatura viene limitata dal cibo già presente. Attenzione invece ai pomodori, che potrebbero abbassare l’acidità gastrica e complicare la digestione delle proteine, e ai formaggi che, in quanto grassi, rallentano il processo e possono far insorgere gonfiori, intolleranze e fermentazioni. Nemici della digestione poi, è anche l’abbinamento pasta e dolci (eccessivo l’apporto sommato di zucchero e grassi) e la frutta a fine pasto che, in particolar modo per coloro che soffrono di meteorismo e digestione lenta, aumenta la fermentazione nell’intestino.