Capillari fragili, cosa fare?

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Quando a minime sollecitazioni come gli strappi della ceretta, gli sforzi di ogni giorno o l’esposizione al sole, i capillari sanguigni si rompono e compaiono sulle gambe dei reticoli rosso/violacei sotto la cute (ecchimosi, ematomi e petecchie), ben visibili, simili a degli scarabocchi, significa che il nostro corpo soffre di una fragilità capillare.

I capillari infatti, per consentire gli scambi di sostanze nutritive tra sangue e tessuti, sono di natura permeabili ed elastici; quando però questa elasticità è minore o non sufficiente, i capillari si rompono e gli inestetismi appaiono sulla pelle.

Generalmente sono le gambe ed il viso le parti maggiormente colpite; e sono le donne i soggetti che ne soffrono, data la celeberrima cattiva circolazione e pressione sanguigna degli arti femminili a causa delle alterazioni ormonali che subiscono.

Le cause possono essere varie comunque: dalla sindrome di Marfan (ipersurrenalismo) e cause di carattere patologico, a traumi e stress, dalla mancanza di vitamina C ad alterazioni ormonali della gravidanza o delle mestruazioni o della pillola anticoncezionale, da una scorretta alimentazione unita ad una vita sedentaria, al sovrappeso e alla stitichezza, alla predisposizione genetica. E’ un ristagno del sangue, quindi, che provoca un carico eccessivo dei vasi che sotto la pressione sanguigna, cedono e diventano visibili.

Per questo è necessario modificare ed eliminare la cause possibili (come la sedentarietà ed il deficit alimentare) e migliorare la circolazione. Innanzitutto, seguire uno stile di vita sano che comprenda sia un’alimentazione completa di tutte le sostanze nutritive (aumentare la vitamina C e i frutti rossi, i broccoli, i cavoli, le cime di rapa, gli spinaci, il sedano ed il pesce.

Non dimenticare mai le fibre che ripuliscono sangue ed intestino, e bere molta acqua durante il giorno) sia un’attività fisica costante, che combatta la stasi venosa e la ritenzione idrica (visto che è causa della cellulite quanto della fragilità capillare).

Come attività fisiche, le più indicate sono l’acquagym, la bicicletta, la danza, il tappetino elastico e se non siete particolarmente sportivi, fate almeno lunghe e frequenti passeggiate.

Anche nella vita quotidiana comunque si possono adottare utili accorgimenti come

  • non utilizzare abiti troppo fascianti e stretti; usare calze a compressione graduata che favoriscano il ritorno del sangue venoso,
  • non stare in piedi a lungo (in tal caso, muoversi ogni tanto e stringere i polpacci per favorire il ritorno venoso),
  • non accavallare le gambe da seduti e tenere i piedi sollevati da terra,
  • non utilizzare stivali troppo stretti al polpaccio o tacchi troppo alti tutto il giorno,
  • non assumere grassi saturi e sale,
  • non aumentare di peso in modo incontrollato, sia durante l’adolescenza sia durante la gravidanza,
  • non sottoporsi a cerette a caldo,
  • non esporsi eccessivamente al sole, alle lampade solari e non stare troppo vicino alle fonti di calore come pannelli radianti, termosifoni, borse dell’acqua calda, etc,
  • non fare bagni e docce con temperatura dell’acqua superiore ai 30°C,
  • non bere alcolici (non più di 2 bicchieri al giorno),
  • non fumare
  • prima di coricarsi, alternare getti caldi e freddi sulle gambe e poi tenerle sollevate per alcuni minuti
  • sottoporsi ad idromassaggi e a massaggi linfodrenanti praticati da professionisti qualificati.

Talvolta questi cambiamenti e sane abitudini non sono però sufficienti e bisogna ricorrere ad una terapia prescritta dal medico e a rimedi naturali che aiutino il nostro organismo a rafforzarsi, affinché non si rompino ancora altri capillari.

Per questo motivo è importante non trascurare il problema ed eseguire delle analisi cliniche per capire se siano esistenti patologie o insufficienze cardiovascolari. Ed anche i farmaci ed i prodotti erboristici devono essere presi sotto controllo e consiglio del proprio medico.

I flavonoidi sono molto utili a tal proposito perché sono composti presenti in talune piante che non solo sono antivirali e anticancerogene, ma sono anche conosciuti per la loro capacità di regolare la permeabilità dei capillari ed aumentarne la resistenza.

L’assunzione di 150 gr al giorno aumenta la forza della parete capillare; 900 mg al giorno di diosmina e 100 mg al giorno di esperidina aiutano a combattere invece i sintomi dei capillari fragili (si possono usare anche la quercetina e la rutina).

Dove possiamo trovare i flavonoidi?

Semplice: nella frutta ed in particolar modo nei frutti di bosco (more, mirtilli, lampone, uva spina, ribes, etc), nella vite rossa (vino) e nelle erbe officinalis; oppure negli integratori appositi acquistabili in farmacia o ancora in creme e lozioni da usare sulla cute.

Un valido aiuto deriva appunto dalle piante (fitoterapia): il cipresso è utile per l’insufficienza venosa, la vite rossa per la fragilità venosa, la centella stimola la produzione di collagene, il mirtillo tonifica, la rosa canina contiene molte sostanze antiossidanti, il rusco (o pungitopo) tonifica gambe e tessuti e la propoli e il cardo mariano sono capillaroprotettori.

Come farmaci invece, sono in commercio medicinali contenenti princìpi attivi di natura o derivazione vegetale, come la vitamina C, l’escina derivata dai semi di ippocastano, la rutina e l’esperidina che, in sinergia, migliorano il collagene e quindi i capillari (di conseguenza, sono una prevenzione anche per le malattie cardiovascolari, grazie alla loro azione antipertensiva, antinfiammatoria ed ipocolesterolemizzante).

Gli esperti consigliano trattamenti a base di 400 mg di quercetina o rutina (3 volte al giorno) o di 1 grammo di flavonoidi presenti negli agrumi, da assumere 3 volte al giorno.

Questi metodi sono dei rimedi preventivi però, per i capillari già rotti e visibili l’unica soluzione è un intervento come il laser o la scleroterapia, valutato dopo un’attenta analisi del quadro clinico del paziente.