Come donare o conservare il cordone ombelicale?

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In Italia è possibile, grazie all’ordinanza del Ministro della Salute, prelevare e conservare le cellule staminali dal cordone ombelicale. Le cellule staminali possono essere finalmente, conservate anche in Italia, grazie al decreto Milleproroghe; il procedimento è appena cominciato, occorrerà molto tempo perché si porti a compimento in toto, ma siamo ottimisti.

La scena del cordone ombelicale reciso ed eliminato, sarà nel futuro soppiantata da una nuova immagine, la vita contenuta nel sangue ricco di cellule staminali del cordone stesso. Si può scegliere di donare il cordone ombelicale per salvare altre vite umane o si può conservare.

Prima di tutto chiariamo il concetto di cellule staminali cioè cellule non differenziate, cioè che ancora non hanno una funzione determinata e precisa all’interno del nostro organismo. Le cellule staminali si riproducono in maniera illimitata e potrebbero generare altre cellule indifferenziate e cellule destinate ad avere una funzione specifica. Le cellule staminali sono cellule totipotenti possono, cioè dare vita a tutti i tipi di tessuti, oppure possono essere unipotenti, se danno vita ad un solo tipo di tessuto.

Quale uso possono avere le cellule staminali contenute nel cordone ombelicale?

Il primo uso può essere autologo, cioè le cellule possono essere prelevate e conservate per un fratello,  oppure per un eventuale trapianto allo stesso donatore, che nel suo futuro si trovi nella situazione di doverne avere bisogno per effettuare un trapianto terapeutico. Questa modalità di donazione è approvata dalla pratica medica. Sono presenti nel sangue del cordone ombelicale speciali cellule, che potrebbero essere utili nel futuro per rigenerare i tessuti. La medicina rigenerativa è ancora oggetto di studi.

Il cordone ombelicale può essere donato?

Per poter donare il sangue del cordone ombelicale occorre essere in buone condizioni di salute, per non trasmettere malattie a chi riceve il sangue dal soggetto donatore. Per effettuare la donazione occorre autorizzare il personale medico, cioè quindi occorre sottoscrivere un documento che autorizzi la conservazione di un campione del proprio cordone, presso una Banca pubblica. Occorrerà anche effettuare delle analisi di laboratorio e dei test genici, per dichiarare lecita la donazione. Saranno gli stessi operatori, una volta autorizzata la donazione, ad occuparsi delle varie fasi, cui la futura mamma deve sottoporsi, cioè il colloquio con il personale medico, il prelievo del sangue per le indagini, ed il controllo dopo 6 mesi dal parto. Al momento del parto, il cordone è reciso, il personale specializzato provvederà ad assicurare l’integrità e la sterilità del prelievo.