Depressione post partum: come riconoscerla?

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Hai appena avuto un bambino, uno degli eventi più importanti e più felici nella tua vita. “Che cosa potrebbe fare una donna più felice di un nuovo bambino?” ti chiedi. E allora perché sei così triste? Probabilmente si tratta di baby blues.

Questa sorta di ‘malinconia’ colpisce l’80% delle donne : ci si sente  turbate, sole, impaurite e poco amorevoli verso il proprio bambino con un conseguente senso di colpa proprio perché si provano questi sentimenti. Per la maggior parte donne, i sintomi sono lievi e scompaiono da soli. Ma il 10-20% delle donne sviluppano una forma più invalidante di disturbo dell’umore chiamata depressione post-partum.

Il “baby blues” è uno stato di passaggio di intense emozioni che si verifica in circa la metà delle donne che hanno partorito da poco e che si presenta dopo 3-5 giorni dopo il parto e dura fino ad un paio di settimane. Lo stato d’animo delle neomamme è ansioso: ci si sente svuotate dopo aver portato dentro per nove mesi il proprio bambino, ci si scontra con una realtà faticosa che probabilmente non ci si aspettava.

Perdita di sonno, orari stremanti contribuiscono a rendere ancor più irritabile la giovane mamma già consapevole che la sua vita non sarà mai più la stessa. Anche la preoccupazione di non essere in grado di nutrire il proprio piccolo contribuisce ad alterare le sensazioni della donna: non si è mai sicure che il latte sia sufficiente, che il piccolo sia sazio e cresca quanto deve.  Tuttavia il baby blues non interferisce con la capacità di una donna di prendersi cura del bambino. Quando il periodo di tristezza si allunga oltre le 2 settimane viene definito depressione post partum.

Questa condizione si verifica in circa il 10-20% delle donne; fattori di rischio includono una precedente depressione, stress psicosociale, inadeguato sostegno sociale.Tra i sintomi: umore depresso, pianto, l’incapacità di godere di attività piacevoli, disturbi del sonno, stanchezza, problemi di appetito, pensieri suicidi, sentimenti di inadeguatezza come genitore, e difficoltà di concentrazione. Nei casi più gravi la donna può essere pericolosa per se stessa e per i propri figli e non andrebbe lasciata sola con loro.

LE CAUSE

Scientificamente non è stata individuata una causa, sebbene è stato dimostrato che gli ormoni rivestono un ruolo importante in questa patologia: i livelli di ormoni estrogeni, progesterone e cortisolo diminuiscono drasticamente entro 48 ore dal parto. Le donne che tendono a sviluppare depressione post-parto possono essere più sensibili a questi cambiamenti ormonali.Le condizioni ambientali, poi, sono di sicuro fondamentali nello sviluppo della malattia: un clima familiare non sereno, litigi di copi, la perdita di un posto di lavoro o gravi problemi economici sono sicuramente fattori di rischio.

Anche i cambiamenti fisici sono colpevoli: il dolore fisico nelle prime settimane dopo il parto, specie se cesareo, possono influenzare negativamente l’umore della puerpera. Non vedersi in forma, non poter indossare gli abiti della stessa taglia portata prima della gravidanza è terribile per gran parte delle donne.

LA CURA

Per il baby blues non è necessaria alcuna cura perché si risolve spontaneamente in poco tempo. La depressione vera e propria necessita, invece, di una adeguata terapia psicologica: la malata deve essere supportata dalla famiglia e, se necessario, assumere farmaci antidepressivi prescritti da uno specialista.