Dito a scatto: cause e rimedi

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La tenovaginalite, più comunemente conosciuta come “dito a scatto” è un’infiammazione della guaina dei tendini che per motivi diversi e ignoti si infiamma e provoca fastidi. Il dito non riesce a fare i movimenti base, non riesce a piegarsi e avvertiamo quella strana sensazione di “tac” nel dito. Come intervenire?

Dito a scatto: chi colpisce

Il dito a scatto è un’infiammazione che colpisce in genere le donne sopra i 40 anni. Non si esclude che anche le giovanissime possono essere interessate da questa infiammazione.

I diti più colpiti sono pollice, medio e anulare della mano che usiamo di più per lavoro o per faccende domestiche. Il dito a scatto non è un’infiammazione grave, ma compromette il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Quando colpisce in modo acuto il dito interessato risulta bloccato senza riuscire a fare alcun tipo di movimento (nemmeno piegarlo). In questi casi l’intervento chirurgico è il rimedio necessario. Ci sono casi in cui invece non è necessario il bisturi (in media 7 casi su 10), ma è possibile ricorrere ad altri rimedi non invasivi. Vediamo insieme quali sono.

Crioterapia per il dito a scatto

La crioterapia non è altro che un antinfiammatorio naturale basato sull’applicazione del “freddo”.

Questo rimedio è utile nei casi in cui il dolore del dito a scatto è alle prime manifestazione, ovvero all’inizio. In questo caso è sufficiente applicare il ghiaccio (un cubetto avvolto in una garza di cotone per non scottare la zona da trattare) per circa 20 minuti, almeno 4 volte al giorno per un paio di settimane.

La crioterapia o terapia del freddo è un antinfiammatorio a rilascio graduale, l’infiammazione tende a diminuire con il tempo lentamente. L’altra azione è quella antidolorifica,anche il dolore locale passa già dalle prime applicazioni.

Tutori per il dito a scatto

Quando il dolore dura da troppo tempo (anche mesi) il ghiaccio non è più una soluzione efficace (almeno da sola). Cosa si fa?

Si ricorre ai tutori, grazie alla consistenza ergonomica, sono fatti su misura in modo da aderire perfettamente al dito e permettere i movimenti. Servono due: uno per i movimenti di giorno e l’altro per tenerlo fermo durante la notte.

In questo modo il tendine si disinfiamma e piano piano inizia a tornare alle dimensioni naturali e riprendere il corretto movimento. In genere in 2/3 mesi il problema del dito a scatto si risolve.

Farmaci per il dito a scatto

Se il dolore persiste è necessario abbinare al trattamento con i tutori, anche una terapia con farmaci a cerotto.

Sono cerotti antidolorifici che vengono applicati all’interno del dito a scatto. I cerotti si presentano a pezzi interi ed è necessario ritagliarli a misura per applicarli al dito. In genere si mettono alla sera per permettere al farmaco di agire durante la notte per maggiore efficacia. I risultati? Entro un paio di giorni il dito dovrebbe ritornare a muoversi regolarmente (massimo una settimana).

Ionoforesi per il dito a scatto

Se dopo i vari rimedi prima elencati non dovessero ancora esserci miglioramenti è possibile provare con la ionoforesi con ketoprofene (un principio attivo con antinfiammatorio).

In cosa consiste la ionoforesi? Sono delle leggere scariche elettriche che fanno penetrare il medicinale nella zona del tendine da trattare. L’effetto è mirato e la seduta (circa 25 minuti) è indolore. Il ciclo prevede massimo 10 sedute di ionoforesi.

In ultima ipotesi si ricorre all’intervento chirurgico,che spesso i medici possono consigliare anche alla prima visita quando il caso è già a limite (ovvero immediata immobilità del dito). Ovviamente sono casi rari e per non sbagliare quando avvertire la sensazione del dito a scatto è bene sempre rivolgersi ad uno specialista per una corretta diagnosi.(vedi anche alluce valgo).