Fiacca estiva? Combattila con il cibo

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fiacchezza estiva

L’estate è una delle cause principali di aumento della temperatura esterna. Il caldo eccessivo può essere collegato ad uno stato di ipotensione (pressione bassa), in quanto favorisce la dilatazione dei vasi.

Queste condizioni sono diffuse soprattutto in soggetti con patologie e donne in gravidanza. Ci sono, però, anche alcune persone in cui la pressione è una costante indipendentemente dal caldo (predisposizione genetica).

Ma anche questi soggetti con le alte temperature vedono peggiorare i sintomi tipici di questo disturbo. Vediamo insieme quali sono e con quali cibi è possibile combattere le conseguenze della fiacchezza estiva.

Sintomi della fiacchezza estiva

La fiacchezza è una conseguenza diretta della pressione bassa. Ci si sente accaldati anche senza motivo, senza forze, spossati e si avvertono malessere generale e capogiri.

Tra gli altri possibili sintomi legati all’ipotensione:

  • vertigini
  • senso di stordimento
  • nausea
  • giramenti di testa forti
  • svenimenti
  • astenia immotivata

Le cause di questa patologia, più frequente nelle donne e in chi pratica sport sono:

  • predisposizione genetica
  • carenza di ferro
  • farmaci diuretici
  • malattie cardiovascolari
  • ciclo abbondante
  • digiuno
  • diete drastiche

Pressione bassa e alimentazione

Per la pressione bassa, soprattutto in estate, un aiuto arriva dall’alimentazione: Con i cibi giusti si può dare un notevole aiuto all’ipotensione evitando fiacchezza immotivata e malessere generale e improvviso.

Con il caldo aumenta la sudorazione e la perdita di liquidi. Ecco come rimediare, assumendo:

  • acqua
  • fagioli
  • spinaci
  • patate
  • mandorle
  • riso integrale
  • crusca
  • barbabietole
  • miele
  • ginseng
  • datteri
  • pappa reale
  • banane
  • alghe

Un classico è la liquirizia pura che, grazie alla glicirizzina (principio attivo) contrasta i cali pressori. Basta succhiare una radice o bere una tisana. Evitate l’alcol che ha un grande effetto vasodilatatore.

Per maggiori informazioni rivolgersi allo specialista e a un buon nutrizionista.