Il Cammino di Santiago in bicicletta

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Per antonomasia, il Cammino di Santiago di Compostela si fa a piedi, ma vi sono anche altri modi possibili di compierlo senza perdere alcun significato, paesaggio o cammino spirituale personale. A cavallo è senz’altro una soluzione molto naturale ma la bicicletta è sicuramente il mezzo preferito per scoprire la ricchezza culturale e naturale della Spagna ed i suoi sensazionali sentieri.

In generale, l’attrezzatura, le raccomandazioni, i consigli e il modo di affrontare e vivere il Cammino è uguale sia per i pedestri sia per i ciclisti. Solo l’organizzazione in precedenza è per quest’ultimi fondamentale perché non tutti i percorsi sono accessibili e non tutti gli ostelli accettano i ciclisti: quindi bisogna informarsi molto bene prima di partire!

Di seguito, ecco alcuni ulteriori consigli per fare il Cammino di Santiago in bicicletta, rispetto a quello a piedi.

Per la bicicletta, se si vuole percorrere il tragitto pedestre, è indispensabile avere una mountain bike perché alcuni tratti non sono ciclabili nemmeno per i più esperti; scegliendo un percorso misto invece, è più indicata la bicicletta da cicloturismo. La moutain bike dà sicuramente più indipendenza ma, a svantaggio, ha una capacità di carico minore, poiché non consente il carico di borse anteriori, e una velocità minore sui tratti asfaltati o sterrati.

La scelta consigliabile potrebbe essere una bicicletta da cicloturismo tutto terreno, con un minimo di forcella anteriore, ruote da 28′, coperture semislick da 1 1/4 di pollice, con raggi non troppo sottili (meglio da 2mm), visto che il carico sulla ruota posteriore ed il terreno irregolare rendono frequenti le rotture di raggi. Consigliamo anche gli allunghi sul manubrio, perché permettono la variazione della postura dopo molte ore di viaggio, e 2 portaborraccia regolabili, che consentano di trasportare le bottiglie sia da 0,5 litri sia da 1,5lt.

Importante essere autosufficienti per le riparazione della bicicletta: non sono affatto frequenti i negozi di riparazione biciclette quindi, ricordate di portarvi un attrezzo multiuso con chiavi a brugola e smagliacatena, un paio di camere d’aria, un pneumatico di riserva, pezze autoadesive, leve, 1 cavetto freno, 1 cavetto cambio e qualche raggio. Naturalmente, informatevi e imparate anche a farle queste piccole riparazioni (aggiustare freni e cambio, cosa fare in caso di foratura, etc) altrimenti, senza la conoscenza e la manualità, gli attrezzi saranno solo dei pesi inutili.

L’abbigliamento migliore (qui trovi i nostri consigli per preparare lo zaino) per la stagione estiva, è sicuramente quello da ciclista: salopette o pantaloncini con fondello, maglia in lycra, calzetti leggeri e scarpe tecniche da mountain bike, non troppo rigide che permettano anche di camminare (evitare quelle da trekking ciclistico perché sono ideali per la montagna e terrebbero troppo caldo).

Se si preferiscono i pantaloncini da freeride poiché sono comodi e hanno le tasche, ricordarsi soltanto di controllare che abbiano il fondello staccabile perché, avendo solo 2 cambi d’abbigliamento, è necessario lavare e asciugare tutto in fretta (al massimo, la mattina, ciò che è rimasto umido, lo si può fissare con delle spille da balia alla borsa, prima di partire). Per le calzature, meglio una pesante da montagna e una da alternare più leggera o da trekking o da running, molto ammortizzata.

Non dimenticate i guanti: devono essere estremamente protettivi nella zona del tunnel carpale poiché le molte ore poggiati sul manubrio possono causare compressioni del nervo mediano, che talvolta sono poi risolvibili solo con piccole operazioni chirurgiche.

Le borse (non lo zaino sulle spalle!): le più attrezzate e resistenti sono straniere, quindi è meglio ordinarle per tempo, scegliendo il modello che abbia diverse tasche e sia facile da montare e smontare dai supporti, visto la frequenza con cui si dovrà ripetere questa operazione. I supporti migliori per le borse sono in titanio e sono molto costosi, ma assicurano leggerezza e resistenza. La configurazione ottimale delle borse è quella di due borse posteriori con baule, due piccole anteriori e la classica borsa manubrio con porta mappa, fermo restando che meno si porta e meglio sarà!

Preparazione fisica: i consigli sulla preparazione antecedente il Cammino sono gli stessi dati per il Cammino a piedi. Allenatevi per tempo, gradualmente e fate delle uscite anche con le borse a pieno carico, per abituare il corpo al peso che poi dovrà trasportare. La media normale dei pellegrini in bicicletta è di 50-75 km al giorno, in dipendenza dalla conformazione della tratta (pianura o montagna). Molti organizzano le tappe anche in base al paese in cui ci si vuole fermare e visitare con le ore di luce disponibili: ricordarsi che dirigendosi verso l’Atlantico, l’alba ed il tramonto sono posticipati rispetto l’Italia e quindi, è meglio partire la mattina con la luce (verso le 7 / 8), che tanto la sera ne potremo godere fino circa le 10 (i pedestri invece, solitamente partono alle 5 / 6 la mattina, per evitare le ore più calde).

Il tragitto in bicicletta è sicuramente più veloce ma al contempo, può rivelarsi anche più complicato. Abbandonate ogni tentazione di gara, media oraria, altimetria, cardiofrequenzimetri o percorsi veloci stradali poiché il Cammino va oltre queste misurazioni materiali, permettendo ad ognuno di ascoltare autonomamente se stesso ed il proprio corpo. I silenzi in cui penetrerete vi regaleranno sensazioni indimenticabili con voi stessi.

Il sito web spagnolo del Cammino individua 10 tappe per i ciclisti poco allenati; i più esperti possono riuscirci anche in una settimana, ma su strade in asfalto e perdendo un po’ del fascino delle meravigliose cittadine che si potrebbero incontrare. Il percorso che si consiglia come migliore è sicuramente quello dei pedestri, da affiancare in bicicletta (ricordate sempre che il passaggio delle biciclette infastidisce i marciatori pellegrini). Siate indiscreti, non abbandonate mai il sentiero e utilizzate sempre casco e gilet di alta visibilità. Vi sono comunque tratti e tappe con varianti per i ciclisti, che procedono su strada, e son perfettamente indicate.

Gli alloggi: informatevi bene prima di partire sull’elenco degli alloggi disponibili per i ciclisti e non dimenticate che, comunque, i pedestri hanno sempre la precedenza negli ostelli. Prendete quindi in considerazione il fatto che dovrete spesso usufruire di alloggi privati e più costosi.

Se ne necessiterete, a Santiago de Compostela c’è un servizio di deposito per zaini e biciclette presso l’Ufficio del Pellegrino (rúa do Vilar).