Il rischio d’infarto diagnosticato nei capelli

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I nostri nonni credevano che un forte spavento facesse diventare tutti i capelli bianchi. Oggi si è scoperto che non tutto è falso. Alcuni studiosi canadesi hanno dimostrato scientificamente che rabbia, stress e ansia, lasciano una traccia nei nostri capelli.

Pare che la chiave di lettura dei nostri capelli siano i livelli di cortisolo nell’organismo, ritenuto l’ormone dello stress. Infatti, la sua secrezione aumenta soprattutto nei periodi di maggior tensione, nervosismo e stanchezza.

Fino ad ora per rilevarlo bastava un semplice esame del sangue, delle urine o della saliva. Da oggi anche attraverso un esame tricologico.

La novità scientifica, consiste nell’aver capito che il cortisolo è trattenuto dai fusti piliferi che possono conservare una “memoria” dello stress più lunga nel tempo.

In media i capelli crescono un centimetro al mese: prendendo un campione di capelli lunghi sei centimetri è possibile misurare la concentrazione di cortisolo, cioè i livelli di stress degli ultimi sei mesi.

Questa tesi è stata dimostrata su un campione di 112 persone di cui circa la metà con precedenti casi d’infarto. I ricercatori hanno potuto verificare che i capelli di chi aveva avuto da poco attacchi di cuore presentavano notevoli tracce di cortisolo soprattutto negli ultimi mesi. Importante da rilevare è che in entrambi i gruppi di sperimentazione sussistevano fattori di rischio come il diabete, l’ipertensione, il fumo e la storia familiare rispetto alla malattia coronarica, fatta eccezione per il cortisolo, più alto solo tra i pazienti che avevano avuto precedentemente un infarto.

In poche parole il controllo del livello di cortisolo nel capello nei 90 giorni precedenti l’attacco cardiaco, dimostra che può essere considerato un’ottima misura per “diagnosticare” un attacco di cuore imminente. Sembrerebbe, quindi, sempre più vicina la possibilità di affrontare i rischi cardiaci conoscendo anzitempo lo stato clinico di ciascun soggetto, sia esso sotto stress che non.

L’infarto, la maggior parte delle volte arriva senza preavviso, vitale quindi è poter intervenire prontamente, per cui la possibilità di tenere sotto controllo il cortisolo, come campanello d’allarme per l’aggravarsi del nostro stato di salute potrebbe essere fondamentale.

Quindi la prossima volta che facciamo un check up sanitario, non dimentichiamo l’esame tricologico.

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.