La muffa dei cibi è pericolosa?

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Aprire il frigorifero o la dispensa e trovare proprio ciò che si voleva mangiare attaccato dalle muffe è capitato prima o poi a tutti ma come è bene reagire: buttare tutto d’istinto o cercare di recuperare il salvabile? In alcuni cibi, soprattutto formaggi come  il camembert o il Gorgonzola,  la muffa è addirittura un motivo di pregio e conferisce un sapore particolare ma in altri – la maggior parte – è il segnale più visibile di alterazione del prodotto.

Con il generico termine muffa si indicano una serie di funghi microscopici che si sviluppano e riproducono tramite spore in ambienti umidi con temperature comprese tra i 15 e i 30 gradi, ma le condizioni possono variare tant’è che spesso si sviluppano anche in alimenti conservati in frigorifero. La muffa si presenta con una peluria bianca o colorata sulla superficie dei cibi e bisogna fare molta attenzione alla possibilità di contagio perchè le spore facilmente vengono trasportate dell’aria pronte a depositarsi ed attecchire su altri alimenti.

Cosa fare dunque se scopriamo le muffe? Di norma bisogna buttare tutto e pulire con attenzione perchè quando le muffe non fanno parte del processo controllato di produzione del prodotto (interessa specifici ceppi di funghi) sono il sintomo evidente di degradazione e alterazione del prodotto, fonte di possibili intossicazioni a livello di intestino, fegato, reni e centri nervosi.

Il pane è un alimento facilmente colpito da muffa perchè già in fase di preparazione nelle camere di fermalievitazione le muffe trovano un ambiente ideale per svilupparsi; quando il pane è ammuffito la mollica ha un odore dolciastro e inizia coprirsi nel giro di 2-3 giorni di macchie scure: in questo caso va buttato e il portapane è bene pulirlo con l’aceto. I succhi di frutta vanno buttato al primo segno di muffa, così come la carne, frutta e verdura con polpa succosa come pomodori, pesche, arance. In caso di verdura “dura” come carote e zucchine possono essere consumati dopo aver eliminata la parte ammuffita, così come le mele.

Con i latticini bisogna considerare la stagionatura: quelli freschi (ad esempio ricotta) e lo yogurt vanno buttati invece a quelli stagionati basta asportare con cura la zona colpita da muffa e poi si possono consumare; discorso simile anche le confetture perchè lo zucchero si lega con l’acqua impedendo la formazione delle tossine quindi, rimossa la muffa che si presenta in superficie, il resto della marmellata può essere recuperata.

Come conservare i cibi per evitare muffe

Le muffe si sviluppano non solo per la combinazione di umidità e temperatura favorevole, ma anche in luoghi che non brillano per l’igiene o se non si conservano i cibi correttamente, un problema casalingo ma a volte anche a monte in ambito industriale o durante il trasporto. A casa ricordiamo di non lasciare mai per troppo tempo il cibo in frigo, così come gli avanzi che vanno consumati nel giro di pochi giorni; soprattutto se lavati o cucinati gli alimenti devono essere conservati coperti da pellicole protettive o in contenitori ben chiusi; stesso discorso per i prodotti in scatola una volta aperti.

Infine ricordiamo di tenere gli alimenti separati tra loro, conservando in frigorifero quelli che hanno bisogno di basse temperature e in dispensa in un luogo asciutto gli altri e di riportare immediatamente al negozio un prodotto acquistato da un giorno su cui sono comparse le muffe.