Narcisismo patologico: sintomi e caratteristiche digitali

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narcisismo selfie

Selfie e follower alimentano l’autostima? Assolutamente no, sono gli elementi di chiusura in se stessi per eccellenza. Oggi no si fa un passo se non lo si condivide sui social network.

I selfie ci gonfiano fino a farci sentire onnipotenti. Il passo verso il narcisismo patologico digitale è breve. E il cattivo esempio delle star non facilita il ridimensionamento del fenomeno di massa.

Un individualismo sfrenato da condividere con la massa. Questo è il concetto che si annida dietro al bisogno di mostrarsi e mostrare la propria esistenza. ‘Io ci sono’, ‘io esisto’ questo è il leitmotiv che spinge tutti a condividere tutto di se stessi.

I medici hanno chiamato questo narcisismo patologico ‘sindrome da selfie’. Ma come riconoscerlo? Secondo statistiche ed esperti del settore basta osservare il cattivo comportamento ed esempio delle star.

Le abitudini delle celebrità che condividono con il mondo ogni attimo della loro vita sono diventate una routine di stili di vita da imitare. Non esistono più i miti positivi da imitare (come i vecchi filosofi, personaggi illustri della storia ecc), ma solo i miti senza essenza.

Il narcisismo patologico del selfie non apre all’esterno, come vuole far credere ma chiude sempre di più in se stessi. Non esiste la perfezione, non tutti abbiamo lo stesso stile di vita.

Ed ecco che queste differenze vogliono essere abbattute in ogni caso. Si è disposti a tutti. E questa amara certezza la dice tutta sul male oscuro della nostra società.

L’ansia è il primo campanello d’allarme quando a tutti costi si vuole star dietro ad un narcisismo di massa senza fondamenta.

Il narcisismo porta al delirio di onnipotenza quotidiano. Stacchiamoci da questo e cominciamo a mettere in piedi per terra e guardare la nostra realtà vera per renderla migliore, non devastarla con l’impossibile.