Proprietà benefiche e usi del rabarbaro

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benefici del rabarbaro

Il rabarbaro è una pianta appartenente alla famiglia delle Poligonacee originaria dell’Asia occidentale e meridionale. Quest’erba cresce in modo spontaneo e ha un aspetto maestoso dovuto al colore vivace del fusto e alle dimensioni del fiore, infatti il più delle volte la possiamo trovare in giardino come elemento ornamentale.

Il rabarbaro, oltre che per finalità ornamentali, può essere utilizzata anche per le sue innumerevoli virtù terapeutiche, ancora poco conosciute nel nostro Paese. Al contrario, sin dall’antichità, il rabarbaro è stato utilizzato dalle popolazioni asiatiche, a scopi curativi, soprattutto in Cina e Mongolia.

Esaminiamo in maniera più approfondita quali sono le caratteristiche di quest’erba, le sue proprietà  benefiche e i principali metodi d’utilizzo.

Sostanze contenute all’interno del rabarbaro

Il rabarbaro contiene numerose sostanze benefiche per il nostro organismo:

  • Vitamina C e vitamina del gruppo B
  • Sali minerali come manganese e potassio
  • Sostanze altamente salutari come composti antrachinonici e antranolici, acido gallico, acido crisofanico, acido cinnamico, acido ossalico, resine e tannini.

Proprietà del rabarbaro

Il rabarbaro è una pianta dalle proprietà aromatizzanti, digestive, depurative e lassative. Il suo consumo è altamente consigliato:

  • per chi soffre di disturbi della digestione o avverte un senso di pesantezza dopo i pasti
  • per le persone anemiche e deboli, che si trovano in uno stato di convalescenza oppure soffrono di inappetenza, infatti questa pianta agisce sul nostro organismo come un ricostituente naturale
  • per chi soffre di stitichezza: oltre a favorire le normali funzioni intestinali, agisce contro la fermentazione
  • è particolarmente indicata in tutti i casi si verifichino infezioni intestinali, l’azione astringente svolta dai tannini contribuisce a ridurre l’irritazione della mucosa intestinale velocizzando il processo di eliminazione degli agenti infettivi

Come utilizzare il rabarbaro

Per poter usufruire delle virtù benefiche del rabarbaro se ne utilizza la radice esiccata: piccole quantità aiutano nella digestione e stimolano l’appetito, mentre dosi più elevate agiscono da lassativo.
La radice di rabarbaro può essere utilizzata o macinata in polvere o per preparare un decotto, dopo averla fatta bollire per circa 10 minuti.

Controindicazioni del rabarbaro

L’utilizzo del rabarbaro è sconsigliato per chi soffre di artrite, calcoli renali ed emorroidi poiché l’alto quantitativo di acido ossalico presente al suo interno, può peggiorarne il naturale decorso. Quest’erba è sconsigliata anche per chi si trova in gravidanza, poiché favorisce le contrazioni uterine e durante il periodo dell’allattamento, poiché si corre il rischio di creare dipendenza.

Uso del rabarbaro in cucina

Il rabarbaro può essere utilizzato anche per preparare gustose marmellate lassative e digestive, che però vanno consumate con moderazione, poiché contengono numerosi glucosidi con proprietà purgative.
Altro impiego altrettanto gustoso è la preparazione di un liquore digestivo a base di rabarbaro.