Reducetariani: meno carne ma di qualità

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Essere vegetariani o vegani sembra una scelta troppo radicale ma inizi ad interrogarti su quanta e quale carne consumi abitualmente? La via di mezzo è rappresentata ora dai reducetariani o reduciani, ovvero quelle persone che decidono di mangiare ancora la carne ma riducendone il consumo settimanale/mensile e puntando soprattutto alla qualità e all’attenzione circa la sua provenienza.

Il movimento “riduci carne” è stato fondato da Brian Kateman, giovane ricercatore della Columbia University , convinto che la scelta di ridurre il consumo di carne e di proteine di origine animale non solo sia un vantaggio dal punto di vista della salute, in linea con le indicazioni fornite da professionisti della nutrizione internazionale, ma sia anche un’esigenza di tipo etico e di salvaguardia dell’ambiente.

Come essere reducetariano

Non essendo una scelta radicale come l’essere vegetariano o vegano (si stima che l’84% delle persone ritorna sui suoi passi) il percorso per diventare reducetariano è graduale e abbastanza semplice seguendo le indicazioni di Kateman per ridurre nel giro di qualche mese il consumo non solo di carne ma anche di pesce e prodotti caseari. Il primo passo è scegliere un giorno della settimana in cui si eliminano le proteine di origine animale, il secondo è abituarsi negli altri giorni a limitarne il consumo ad un solo pasto, quindi evitare carne, pesce e derivati del latte se già si sono mangiati a pranzo o sono nel menù della cena.

Dopo questo primo passo legato a quando mangiare proteine animali il secondo step è relativo alla quantità, riducendo le porzioni, e alla qualità scegliendo solo carni prodotte da allevamenti che nutrono gli animali al pascolo; se quest’ultimo aspetto può sembrare complicato con il passare del tempo aumenterà la conoscenza e la criticità nei confronti di ciò che si mangia.

Il nuovo movimento, che non può essere definito un vero e proprio regime alimentare, è stato lanciato da Brian Kateman nel novembre 2014 e da allora sono in molti ad aver condiviso la sua scelta anche sui principali social network con l’hashtag #lessmeat a corredare commenti, considerazioni e foto della propria scelta reducetariana.