Mal di schiena: rimedi efficaci per la sindrome faccettale

520
sindrome faccettale

Il mal di schiena è un fastidio che colpisce molte persone, di tutte le età, può essere dovuto a strappi, posizioni scorrette, cadute, e a tanto altro. La sindrome faccettale è un tipo di mal schiena cronico, poco conosciuto forse ma molto diffuso, colpisce infatti milioni di persone in tutto il mondo, è addirittura una delle malattie che causa più frequentemente dolore alla schiena.

È sempre stata considerata una malattia da anziani, poiché generalmente si presenta dopo una certa età, a causa dell’invecchiamento della struttura della schiena, infatti si dice che colpisce 3 persone su 5 dopo i 50 anni. In realtà però si è constatato negli ultimi anni che la sindrome faccettale colpisce anche i giovani a causa di alcune cattive abitudini, colpendo purtroppo un giovane su cinque al di sotto dei 40 anni.

Essendo poco conosciuta ma a quanto pare molto diffusa, è importante capire di cosa si tratta, quali sono le cause, quali possono essere i sintomi, come facciamo a capire se siamo affetti da sindrome faccettale, ma soprattutto: è possibile curarsi?

Cos’è la sindrome faccettale?

La sindrome faccettale o delle faccette articolari è una malattia degenerativa, che colpisce appunto le faccette vertebrali, ossia quelle strutture ossee che hanno la funzione di connettere tra loro le vertebre, permettendo quindi tutti i movimenti della nostra colonna vertebrale. È quindi essenzialmente una lombalgia cronica, aggravata dall’ortostatismo (ossia la posizione eretta del corpo), dalla flessione e soprattutto dall’estensione del tronco, saltuariamente associata all’irradiazione periferica, si irradia ai glutei, alle cosce posteriori, raramente al di sotto, non arriva mai fino ai piedi.

Generalmente, quindi, coinvolge uno o più vertebre del tratto lombare, ossia la parte bassa del rachide, che sarebbe la struttura costituita dalla colonna vertebrale e dai suoi annessi, con una funzione importantissima poiché è il sostegno della nostra testa e del tronco ed è la protezione del midollo spinale, quindi il rachide è la parte costretta a sopportare il carico maggiore e per questo è più soggetta a usura.

Le vertebre (le ossa che formano la colonna vertebrale) normalmente sono ricoperte da una cartilagine che le riveste e le protegge, evitando il loro sfregamento, quindi in caso di sindrome faccettale, la cartilagine è come se si logorasse alla stregua delle faccette articolari, perciò le vertebre finiscono per toccarsi dando origine a un’infiammazione e alla compressione del nervo di Luschka che passa tra le faccette vertebrali, e tutto ciò genera un mal di schiena e cervicale con un dolore fortissimo e frequente!

Cause e Sintomi della sindrome faccettale

L’ipotesi è che le faccette vertebrali, così come il disco, siano capaci di generare autonomamente la sensazione di dolore. I fenomeni degenerativi poi possono colpire duramente le faccette articolari determinando quindi ipertrofia delle faccette e osteoartrite. Inoltre sebbene le cartilagini siano prive di innervazione, la capsula articolare è ricca di recettori del dolore, ed è possibile che questi elementi siano attivati rispettivamente dalla infiammazione e dalla distensione dell’articolazione.

Oltre a colpire la parte bassa del rachide, la sindrome faccettale a volte può riguardare anche il  tratto cervicale, zona anche questa soggetta a usura  a causa delle attività quotidiane.

Possibili cause

Abbiamo detto che generalmente è una malattia che riguarda le persone di una certa età, a causa del naturale invecchiamento della colonna vertebrale o a volte può essere dovuta a un precoce invecchiamento del disco vertebrale. Ma abbiamo anche detto che purtroppo oggi riguarda anche molti giovani al di sotto dei 40 anni, questo a causa di posture scorrette, alla tendenza di svolgere attività fisiche usuranti, di eseguire esercizi in modo sbagliato in palestra.

Sintomi comuni

Il sintomo più caratteristico della sindrome faccettale è il dolore acuto alla schiena. Chi soffre di questa malattia solitamente fa fatica ad alzarsi dal letto la mattina, poiché si avverte un un fastidioso mal di schiena e una rigidità della colonna vertebrale che impedisce di muoversi per cui non ci si riesce ad alzare prima di 15-20 minuti minimo. La situazione tende a migliorare durante la giornata perché le faccette vertebrali si riattivano piano piano ma purtroppo la sera il dolore si ripresenta a causa degli sforzi compiuti durante la giornata.

La notte è il momento della giornata più problematico per chi è affetto dalla sindrome faccettale, poiché quasi sempre la notte si presenta una lombalgia acuta che impedisce di riposare bene e di muoversi nel letto per trovare una posizione più comoda.

Il dolore spesso si estende alla natiche e alle  cosce  e aumenta alla rotazione o all’inclinazione laterale della colonna vertebrale. Un altro sintomo di chi soffre di questa malattia è che tende ad assumere, obbligatoriamente per il dolore, una posizione verso destra o sinistra e ha difficoltà a stare in piedi o seduti per molto tempo.

Come curare la sindrome faccettale

La buona notizia è che una soluzione a questo fastidioso problema esiste, anzi più di una!! Da tempo infatti esistono vari modi per rimediare al dolore causato dalla sindrome faccettale, i medici solitamente propongono:

  • farmaci antinfiammatori, utili nelle fasi di dolore acuto ma inefficaci per curare totalmente la malattia
  • fisioterapia, basata su esercizi e terapie per migliorare la flessibilità della colonna e ripristinare una postura corretta
  • radiofrequenza pulsata, consiste nell’inserimento di un ago che che irradia energia elettrica a basso voltaggio interrompendo il dolore
  • interventi di artrodesi vertebrale, grazie a delle microviti si bloccano le faccette articolari riducendo il dolore ma limitando la possibilità di movimento

Questi sopraelencati sono rimedi tradizionali che più che risolvere il problema, ne attenuano i sintomi, riducono il dolore, ripristinano una posizione corretta, e quindi rendono più sopportabile la malattia. Ma è ovviamente preferibile trovare una soluzione più definitiva ed efficace che ci consenta di ritornare a vivere la quotidianità tranquillamente. È quindi una buona notizia il fatto che oggi esiste una soluzione innovativa per curare la sindrome faccettale!!!

Stiamo parlando della nuova tecnica con sonda rotante, una tecnica percutanea, poco invasiva, basata sull’utilizzo di un dispositivo di ultima generazione. Questo dispositivo compie un movimento di rotazione ad alta velocità in grado di rimuovere il tessuto capsulare che si trova sulle faccette articolari e che, a causa della sindrome, è infiammato.

Il movimento del dispositivo essendo ad alta velocità genera calore e permette quindi anche di addormentare le terminazioni nervose periferiche e il nervo di Luschka, ossia ciò che viene danneggiato dalla sindrome. Quindi grazie a questo piccolo intervento, molto semplice eseguito in anestesia locale, di circa 20 minuti, adatto a tutti, senza controindicazioni, si ha un’interruzione del dolore e della sintomatologia.

La ripresa è molto rapida, si viene dimessi già il giorno dopo l’intervento e si può ritornare quasi subito a svolgere le normali attività, è comunque consigliabile sottoporsi successivamente a un trattamento fisioterapico per tenere sotto controllo la malattia. È un intervento eseguito soprattutto sui giovani.

Avatar
Sono laureanda alla facoltà di lettere moderne all'Università degli Studi di Salerno. Da sempre interessata e aggiornata sulle novità riguardanti salute, bellezza, cura del corpo e benessere psico-fisico.