Trager, il massaggio per la mente

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Forse non avete mai sentito parlare del Trager, ma fin da piccoli, tutti noi abbiamo beneficiato di questo piacevole massaggio. Il Trager è, infatti, un massaggio eseguito da un educatore con tocchi leggeri, dolci dondolii, sfioramenti delle mani. Gesti simili alle coccole della mamma al proprio bambino mentre lo culla tra le proprie braccia.

La filosofia si basa sulle ricerche del fondatore il Dott.Milton Trager (1908-1997), secondo il quale il massaggio manuale sul corpo, si riflette sul sistema nervoso. Ad esempio quando un corpo si sente leggero, si muove come se fosse più leggero e viceversa.

Il massaggio Trager ha funzioni molteplici sia sul corpo sia sulla mente, che si rilassano poiché le manovre ritmiche dell’educatore, agendo sui sistemi vestibolari e sui recettori del movimento, hanno un effetto calmante. I movimenti grandi, piccoli e impercettibili dell’educatore sul paziente sono a ogni sessione oltre 4000, sempre molto delicati, in modo da non sottoporre mai il corpo a tensioni. Questo “intimo” massaggio è l’ideale per alleviare le contratture muscolari, ridurre la percezione del dolore e migliorare il tono muscolare.

Spesso succede che il dolore di una parte del corpo provochi irrigidimenti in altre parti: il trauma a un ginocchio può, per esempio, far contrarre la zona del bacino, la colonna vertebrale e le spalle. Con il Trager si può aiutare a ripristinare le funzionalità normali della muscolatura e dei nervi, proprio “sciogliendoli”.

Normalmente una sessione di massaggio Trager, dura circa un’ora e può essere distinta in due parti: una di lavoro passivo compiuto con il soggetto disteso comodamente su un lettino da massaggio e l’altra in piedi, con l’esecuzione attiva di esercizi di rilassamento e ascolto del corpo.

La tecnica utilizzata nella sessione Trager sul lettino è costituita principalmente da compressioni leggere, sfioramenti, allungamenti, dondolii, flessioni e manovre di mobilizzazione da parte del massaggiatore, definito infatti “educatore”. Il soggetto è completamente passivo, l’educatore varia spesso i movimenti, passando ad esempio da un movimento lento a uno più ritmico, per evitare l’aiuto “volontario” da parte del paziente.

L’importante durante la sessione di massaggio, è che prima di tutto l’educatore lavori sereno e rilassato, in ascolto di sé e completamente aperto a ogni messaggio, volontario o involontario, che possa provenire dal paziente. Entrambi durante la fase passiva raggiungono uno stato di coscienza-incoscienza simile a quello della meditazione o del training autogeno. Molto spesso può accadere che il paziente si commuova, provando un’estrema sensazione di leggerezza e sollievo “spirituale”, per questo spesso viene definito massaggio “psicologico”.

Le emozioni percepite durante una sessione rimangono impresse nella mente del soggetto e possono anche essere richiamate in un secondo momento: come il ricordo di un’esperienza dolorosa provoca sensazioni spiacevoli, così un ricordo di rilassamento può permettere di distendere la muscolatura contratta.

Non è detto che la sessione di massaggio Trager si sviluppi in silenzio, anzi, molte volte è proprio il “paziente” che desidera raccontare le sensazioni che sta provando, o le sensazioni e i ricordi che tale massaggio gli riportano alla mente.

Nel 1991, l’Associazione Trager Italia (ATI) è entrata a far parte dell’Organizzazione Trager International, che mantiene e diffonde il patrimonio di ricerca del fondatore. Tra i compiti dell’associazione c’è quello di promuovere la conoscenza e la diffusione dell’Approccio Trager in Italia, oltre a vigilare affinché chi applica il massaggio Trager rispetti le regole etiche e professionali come specificato nel Codice Deontologico e nello Statuto dell’Associazione stessa.

Fino a qualche anno fa il Trager in Italia era pressoché sconosciuto. A causa della necessità di recarsi negli Stati Uniti per il training, esso era patrimonio solamente di qualche terapista che aveva studiato all’estero. Dal 1989 grazie all’impegno di un manipolo di entusiasti, si organizzano i corsi anche nel nostro paese, tenuti dai docenti abilitati dall’associazione.

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.