Tutto sulla pillola del giornodopo: cos’è, come funziona, dove si trova

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Parliamo di un metodo anticoncezionale d’emergenza: la pillola del giorno dopo.

La parola “pillola” fa erroneamente pensare alla pillola anticoncezionale, ma bisogna tenere ben a mente che la pillola del giorno dopo non è un anticoncezionale, bensì un metodo farmacologico d’emergenza.

Si può usare ad esempio nel caso che durante il rapporto si sia rotto il preservativo o che ti sia dimenticata di assumere la pillola anticoncezionale.

Entro quanto tempo si può assumere?

Questa pillola d’emergenza va assunta entro 72 ore (3 giorni) dal rapporto sessuale non protetto e ritenuto a rischio. Agisce semplicemente bloccando l’ovulazione ma senza avere effetti sull’impianto di un eventuale embrione nel caso fosse oramai già avvenuto, per cui non è in alcun modo in grado di indurre un aborto. L’efficacia della pillola del giorno dopo dipende dalla tempestività con cui viene assunta dopo il rapporto sessuale a rischio. Se assunta entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio garantisce un’efficacia del 95% e scende fino ad annullarsi dopo le 72 ore. Spesso è utilizzata in caso di violenza sessuale per evitare gravidanze indesiderate.

La pillola del giorno dopo contiene un principio attivo progestinico: il Levonorgestrel, una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 15 volte maggiore rispetto al dosaggio giornaliero (1,5 mg). Il Levonorgestrel agisce bloccando solo l’ovulazione, per cui ripetiamo, non è in nessun modo in grado di effettuare una terapia abortiva, a differenza della Ru-486.

La pillola del giorno dopo non è efficace dopo l’annidamento dell’ovulo e non provoca l’aborto.

I nomi commerciali con cui è distribuita in Italia la pillola del giorno dopo è NorLevo® (una sola compressa da 1,5 mg) e Levonelle® (due compresse da 0,750 mg).

La pillola del giorno dopo può essere venduta dietro prescrizione medica con ricetta non ripetibile. Per poter assumere il farmaco è quindi necessario rivolgersi a un consultorio, al medico di famiglia, alla propria ginecologa di fiducia, al pronto soccorso oppure a un presidio di guardia medica.

La pillola del giorno dopo è prescrivibile anche alle minorenni, considerate dalla legge 194/78 “sessualmente emancipate” dal momento del compimento del sedicesimo anno di età.

Il personale sanitario è tenuto al segreto professionale, e la prescrizione relativa è considerata prestazione d’urgenza, perché eventuali ritardi potrebbero correlarsi ad un maggior rischio di gravidanza indesiderata.

La legge 194 prevede l’obiezione di coscienza esclusivamente nei confronti dell’aborto, pertanto la prescrizione e la fornitura della pillola del giorno dopo rientrano nella normale giurisdizione del rapporto medico-paziente. Nonostante questo si sono verificati dei casi da parte di operatori sanitari cattolici che sono ricorsi all’obiezione di coscienza, cioè si sono rifiutati di prescrivere la pillola ritenendola erroneamente come fosse un farmaco abortivo.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha più volte sottolineato che la pillola del giorno dopo non è in grado di impedire né l’ingresso dello spermatozoo nell’ovulo, né l’annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero, per tale motivo, tale pillola è stata catalogata come anti-ovulatorio, poiché impedisce solo il rilascio dell’ovulo dalle ovaie.

La pillola del giorno dopo, in quanto contraccettivo d’emergenza, non va confusa con il Mifepristone, il farmaco per l’interruzione volontaria della gravidanza, noto come RU-486, dal quale si differenzia per principi attivi, tempi di assunzione e meccanismi di azione. Nel caso di assunzione della Ru-486 si tratterà di un vero e proprio aborto farmacologico da effettuarsi obbligatoriamente in ospedale.

La pillola del giorno dopo è un farmaco d’urgenza, ad ogni modo, è stato dimostrato che l’utilizzo ripetuto non presenta rischi noti per la salute. Solo in alcuni casi è stata causa di modesti effetti collaterali come nausea, vomito, perdite ematiche e cefalea.

La Chiesa non approva l’utilizzo della pillola del giorno dopo, considerando in generale la “contraccezione di emergenza” una forma di aborto.

Nel caso di un rapporto sessuale a rischio non affidatevi alla “fortuna” o a “metodi casalinghi”. Ad esempio non serve a nulla farsi una lavanda vaginale o applicare una crema spermicida dopo il rapporto (che casomai si utilizza prima del rapporto e non dopo!).

E’ invece possibile, fino a 7 giorni dopo il rapporto non protetto, utilizzare come anticoncezionale una IUD, cioè la spirale, che eviterà una gravidanza indesiderata. Ma questo è un metodo anticoncezionale intrauterino che va valutato con la propria ginecologa poiché una volta impiantato solitamente si tiene per almeno tre anni.

Facciamo nuovamente presente che la pillola del giorno dopo non è un metodo anticoncezionale, viene assunta per evitare una gravidanza indesiderata, ma non protegge in alcun modo se successivamente alla sua assunzione si hanno altri rapporti sessuali.

Quindi l’importante è scegliere preventivamente un metodo anticoncezionale: cerotto, bastoncino, pillola, spirale, diaframma, anello vaginale…. avete l’imbarazzo della scelta, l’importante è sceglierlo!

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.