Vaccinazioni: quali sono e quando farle

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A partire dal secondo mese di vita un bambino deve essere sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie. La legislazione vigente è stata concepita in un tempo in cui le vaccinazioni disponibili erano poche e le malattie da combattere mietevano molte vittime: poliomelite, difterite, tetano e tubercolosi soprattutto.

Negli ultimi anni la ricerca ha messo a punto vaccini per numerose malattie altrettanto gravi mentre, proprio grazie ai vaccini già introdotti, molte malattie sono quasi completamente scomparse, almeno in Italia.

COME FUNZIONA

Iniettando il vaccino (sul braccio o sulla coscia), il sistema immunitario del piccolo viene messo in contatto con i germi che causano quella specifica malattia (con virus o batteri inattivati o uccisi o con parti di esse ottenute per frammentazione o riprodotte in laboratorio). Questo contatto determina la produzione di specifici anticorpi capaci, anche a distanza di tempo, di proteggerci da quella malattia. Prima dell’introduzione di un nuovo vaccino, per tanto, vengono eseguiti numerosissimi test così da determinane l’assoluta sicurezza.

FREQUENZA

Gli unici anticorpi che i neonati posseggono sono quelli acquisiti nei nove mesi di gravidanza attraverso la placenta e nei mesi di allattamento materno. Con il passare dei mesi le riserve di anticorpi gradualmente diminuiscono e matura sempre più il sistema immunitario del bambino, ormai in grado di produrli autonomamente. Per questo è necessario iniziare le vaccinazioni entro il terzo mese di vita, e ripetute frequentemente nel primo anno di vita per l’immaturità del sistema immunitario che, a distanza di poche settimana, perde la memoria degli anticorpi appena introdotti.

MALATTIE PREVENIBILI CON I VACCINI

Difterite: da anni scomparsa dall’Italia, si presenta con forte mal di gola, problemi respiratori che degenerano causando gravi danni al cuore e al sistema nervoso.

Tetano: il germe responsabile si trova nel terreno e su superfici sporche e penetra attraverso una ferita. La malattia colpisce i muscoli e causa problemi respiratori.

Pertosse: i sintomi possono durare mesi. È caratterizzata da lunghi e forti attacchi di tosse che, quasi non consentono di respirare tra un colpo e l’altro.

Malattie causate dall’haemophilus influenzae: si tratta di un microrganismo che può causare meningite, polmonite, otite.

Poliomelite: il virus può causare paralisi permanente e addirittura la morte.

Morbillo: è un virus molto contagioso. Dopo 3-5 giorni di febbre elevata, raffreddore e tosse compare un esantema che inzia dal volto e si estende al tronco e agli arti. Da temere soprattutto le complicazioni (infezioni polmonari, danni al cervallo).

Parotite: il virus causa un’infiammazione e un ingrossamento delle ghiandole salivari.

Rosolia: è caratterizzata da febbre non molto elevata, esantema e ingrossamento dei linfonodi, molto pericolosa per le donne nel primo trimestre di gravidanza.

Epatite A: trasmesso per via alimentare, questo virus causa infiammazione del fegato di entità minore rispetto a quello delle Epatiti B e C.

Meningite: si tratta di una malattia molto grave causata da un’infezione virale o batterica al cervello. Spesso lascia danni permanenti.

E ancora varicella, infezioni da pneumococco, rotavirus e papilloma virus.