Vaginismo: la patologia che porta via l’amore

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Una vita sessuale intensa ed appagante aiuta a vivere meglio, a relazionarsi bene con gli altri e a capire di più il proprio partner. Ma cosa accade quando la donna è bloccata e avverte dolore nell’atto sessuale.

In termini medici parliamo di vaginismo, una vera e propria patologia di natura, nella maggior parte dei casi, psicologia più che fisica, che porta la donna ad una totale chiusura nei confronti del proprio compagno e ad un appiattimento della vita sessuale.  
Esso rappresenta, per la donna, una reazione globale di paura. La penetrazione infatti sembra per lei ridursi ai soli significati aggressivi e violenti. Nelle forme meno gravi, il vaginismo permette la penetrazione, ma non la conclusione del rapporto per l’insorgere di un dolore insopportabile. Altre volte i rapporti sono vissuti dalla donna con senso di fastidio e sensazioni sgradevoli.

La fobia del rapporto sessuale che prova una donna con problemi di vagnismo si estende spesso anche ad altre disfunzioni sessuali, come mancanza del desiderio, scarso livello di eccitazione, mancanza di interesse verso il partner. Altre volte le paure travalicano il campo sessuale e invadono altre aree o attività, come ad esempio la paura di nuotare (specialmente nell’acqua alta), di prendere l’ascensore, degli animali e delle novità in genere.

Per il resto, la vaginismica è in genere una donna dotata di una vivace intelligenza, aperta all’approfondimento psicologico ed anche dotata di forte carica sessuale e di femminilità. Il suo rapporto con la figura materna è in genere particolarmente stretto: la madre è una figura pressante, compartecipativa della vita, anche sessuale, della figlia.

Tale patologia induce, spesso, il cosiddetto matrimonio  bianco, dove i partners non hanno mai avuto un rapporto sessuale completo.  La donna che soffre di questo disturbo, infatti tende a far ricadere la scelta del partner su uomini con qualche problema di natura sessuale (eiaculazione precoce, disfunzioni erettili, scarso desiderio, ansia da prestazione dovuta a scarsa esperienza), in modo che il partner sia più comprensivo nei riguardi della fobia della donna.

Ed infatti il partner accoglie con apparentemente con molta comprensione le razionalizzazioni da lei proposte (desiderio di rimanere vergine fino al matrimonio, mancanza di sufficiente tempo o intimità, ecc.); in realtà, questa accettazione incondizionata di mancanza di rapporti è una collusione attiva, che ha lo scopo di mantenere le cose come stanno, allo scopo di minimizzare quelle che sono le proprie problematiche sessuali (non a caso, quando la donna con vaginismo entra in terapia e migliora, il suo partners peggiora).

In genere il vaginismo è un disturbo cronico che non si risolve da solo e che richiede un trattamento psicoterapico con l’obiettivo di ridurre l’ansia associata al rapporto sessuale, in modo da eliminare lo spasmo muscolare che impedisce la penetrazione.