Addio al jet lag con il Valkee

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Il viaggiatore conosce bene gli effetti del jet lag, il male da fuso orario che provoca: stordimento, stanchezza, sonno, capogiri, nausea. Per chi si trova a cambiare spesso continente, smaltire il fuso orario può risultare difficile. Se si è in vacanza ci si può anche prendere un paio d’ore di relax per riprendersi, ma se il viaggio è di lavoro e bisogna subito immergersi in riunioni e meeting, la mente deve essere fresca e risposata.

Viaggiando verso est spesso risulta difficile ingranare le giornate nei primi giorni: il momento del risveglio corrisponde all’orario serale, e quindi si parte già stanchi al mattino! Viceversa viaggiando verso ovest ci si sente riposati e non si andrebbe mai a letto.

Oggi sembra che il problema del jet lag si possa risolvere con il Valkee: si tratta di un apparecchio medico clinicamente testato fatto ad auricolare che emana una luce intensa nel cervello attraverso il canale uditivo. L’apparecchietto che sembra essere il nuovo rimedio contro il jet lag, è grande poco più di un’I-Pod (pesa 54 gr) e costa 185 sterline (disponibile nel colore nero e bianco), ed è in fase di sperimentazione alla compagnia aerea Finnair (compagnia Finlandese) sulla tratta aerea business class Helsinki-Shanghai, fino alla fine di aprile 2012. Poi si valuterà l’efficacia da parte degli utilizzatori. Se l’auricolare si rivela un successo, il dispositivo potrebbe essere reso ampiamente disponibile.

Il Jet lag è, purtroppo, una condizione fisiologica principalmente causata dall’incapacità del cervello di adattarsi al cambiamento di fuso orario, quando si viaggia su voli a lunga distanza. I malesseri legati al jet lag sono soggettivi e variano molto da persona a persona, ma si è dimostrato che sottoporsi a fonti intense di luce (come ad esempio stare davanti ad una finestra per almeno 30 minuti o fare una lampada abbronzante) porta benefici sia alla mente che al corpo. Il principio per cui anche il Valkee dovrebbe funzionare è proprio questo: i fotoni passando attraverso le orecchie agirebbero sulle aree del cervello deputate alla regolazione del sonno allungando la veglia e quindi aiutando il soggetto ad adattarsi in caso di jet lag. Queste zone del cervello sono le principali aree responsabili della produzione e dell’immagazzinamento di serotonina, melatonina e dopamina e influenzano l’umore, il sonno e la depressione.

Il principio della luce che arriva al cervello attraverso il condotto auricolare si sta sperimentando dal 2007, ed è stato riconosciuto che le luci intense sono un trattamento efficace per la cura degli sbalzi d’umore e in particolare della depressione stagionale.

In una ricerca clinica effettuata a gennaio e febbraio 2009, il 92% dei partecipanti che soffrivano di gravi disturbi affettivi stagionali (depressione invernale), hanno osservato un miglioramento con un dosaggio giornaliero di 8-12 minuti di Valkee per quattro settimane. Tutte le persone che soffrivano di fortissime emicranie hanno avuto beneficio a sottoporsi a questo tipo di trattamento.

La durata del trattamento è regolabile tramite il software per PC in dotazione con il dispositivo che permette di realizzare i risultati individuali migliori. Il Valkee è dotato di un cavo USB per PC/Mac e un caricabatterie simile a quello in uso per i cellulari.

Nel caso non disponiate di un Valkee, sappiate che per ridurre gli effetti del jet lag la cosa migliore è sincronizzare i ritmi sonno-veglia già sull’aereo: se si arriva di notte è meglio non dormire in aereo, se si arriva di mattina occorre invece dormire in volo.

L’auricolare è solo l’ultimo di una lunga serie di prodotti volti a contrastare il jet lag, tra cui vari modelli di maschere per gli occhi, spray, pillole e dispositivi di elettroterapia.

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.