Il vischio è solo un ornamento di Natale?

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Il vischio è una pianta cespugliare sempreverde parassita, ossia che mette radici sopra il tronco di alcuni alberi (come le querce, il melo, l’acero, i pioppi, i salici, etc.) e, invadendo la loro corteccia, assorbe le sostanze nutritive della pianta che la ospita. Il vischio è facilmente individuabile durante l’inverno perché le sue foglie appuntite rimangono verdi tutto l’anno e per i suoi fiori rossi o bianchi. Come ai giorni d’oggi il vischio è il protagonista indiscusso della leggenda del bacio sotto il vischio, fin dall’antichità questa pianta è sempre stata portatrice di buoni auspici o, addirittura, ritenuta “sacra”: capace di domare gli incendi, di rendere fertile una donna, di quietare i dolori al ventre, di allontanare le malattie, etc.

E’ solo verso la fine dello scorso secolo però, che il vischio viene menzionato nelle farmacopee grazie alla scoperta e alla sperimentazione dei suoi principi attivi, come le proteine, i polifenoli, i flavonoidi e i polisaccaridi, con azione anti-ipertensiva. Il vischio infatti, è una delle piante più efficaci e utili per combattere l’ipertensione e per regolarizzare il sistema cardio-circolatorio, poiché stimola il sistema parasimpatico e favorisce la vasodilatazione. Ciò gli permette di essere utilizzato anche in qualità di coadiuvante in caso di aterosclerosi e angina, per migliorare la circolazione, per l’artrite, per favorire la diuresi e l’escrezione di urea.

Se lo si applica localmente, presenta anche un’azione antinfiammatoria per i dolori reumatici e gli attacchi acuti di sciatica, nonché come rimedio naturale per emicrania, crisi epilettiche e, soprattutto, per rinforzare il sistema immunitario.

Questa sua caratteristica gli conferisce il titolo di pianta inibitrice la formazione di cellule cancerose nel corpo, aggirando il rischio di sviluppare cancro e tumori, perché le sostanze presenti nel suo succo (viscotossine e lectine) sono tossiche per le cellule tumorali e stimolano le cellule linfocitarie del paziente a resistere ed attaccare il tumore stesso. Di positivo inoltre, vi è il fatto che non ci sono effetti collaterali, se non l’effetto della puntura sottocutanea e l’eventuale reazione infiammatoria locale, sintomo dell’efficacia dell’azione del vischio e della sua dose specifica.

Gli studi ed esperimenti effettuati hanno dimostrato che il trattamento con estratto di vischio è un valido ausilio nella chemioterapia standard in pazienti con tumore al seno in fase avanzata. Naturalmente sono necessari degli studi aggiuntivi sulla farmacologia, per determinare se gli effetti riscontrati possano essere ottenuti anche con la somministrazione orale.

Attenzione però, il vischio è anche una pianta molto tossica: le bacche se ingerite, possono causare vomito e diarrea fino allo shock; l’uso di estratti di vischio per via parenterale può suscitare reazioni allergiche, iperpiressia e shock cardiovascolare. Per questo il vischio si può assumere senza rischi, solo in infusione ed è comunque consigliabile consultare prima un medico, per averne la certezza.

Ecco alcune tipologie di tisane per diminuire la pressione sanguigna, ridurre nervosismo e stress, alleviare diarrea, problemi gastrointestinali, sintomi di mestruazioni dolorose e menopausa, curare tosse e asma (o affezioni respiratorie generali):

–          mettete in infusione le parti attive del vischio (foglie, bacche e fiori) in acqua bollente e bevetene poi anche sei/sette tazze al giorno, per tonificare il corpo.

–          La tisana al vischio ipotensiva: miscelate 4 gr di Leonurus c. erba (sommità), 3 gr di vischio (foglie), 20 gr di biancospino (fiori) e 10 gr di arancio (foglie). Mettete poi in infusione 1 cucchiaio della miscela in una tazza da tè d’acqua bollente e filtrate dopo 10 minuti. Bevetela lontano dai pasti.

In caso di congelamento, si può preparare una pomata mescolando bacche fresche con strutto di maiale. Applicare poi il composto sulle parti congelate.