Il bicarbonato di sodio è spesso considerato un rimedio universale per le pulizie domestiche: economico, naturale e facile da usare. Tuttavia, nonostante la sua versatilità, non è adatto a tutte le superfici.
La sua leggera abrasività e il pH alcalino possono causare danni anche gravi a determinati materiali. In molti casi il problema non è immediato, ma si manifesta nel tempo con opacità, aloni, graffi o usura irreversibile. Conoscere le superfici incompatibili con il bicarbonato è fondamentale per evitare errori difficili da rimediare.
Cosa scoprirai?
L’alluminio e il rischio di ossidazione
L’alluminio reagisce negativamente alle sostanze alcaline. Il bicarbonato, entrando in contatto con questo materiale, innesca un processo di ossidazione che modifica in modo permanente la superficie. A differenza dello sporco, l’ossidazione non si elimina con il risciacquo o con una pulizia più accurata, perché coinvolge direttamente lo strato superficiale del metallo.
Il risultato è una superficie annerita, opaca e irregolare, spesso con macchie scure o aloni che danno all’oggetto un aspetto vecchio e trascurato. Questo fenomeno è particolarmente evidente su pentole, caffettiere, teglie e utensili in alluminio, soprattutto quando il bicarbonato viene usato insieme all’acqua calda o lasciato agire a lungo.
I vetri e le superfici in vetroceramica
Il bicarbonato non è indicato nemmeno per il vetro, soprattutto quando viene utilizzato con sfregamento. Anche se all’inizio può sembrare efficace, nel tempo provoca micro-abrasioni che rendono la superficie opaca e meno brillante, compromettendo la trasparenza originaria del materiale.
Questi micro-graffi non sono sempre visibili a occhio nudo, ma diventano evidenti controluce e favoriscono l’adesione dello sporco, del calcare e dei residui di detergente. Il problema è particolarmente frequente su box doccia, vetri delle finestre e piani cottura in vetroceramica, dove la brillantezza è una caratteristica fondamentale anche dal punto di vista estetico.
Una superficie graffiata tende a sporcarsi più facilmente e a trattenere le impurità, rendendo necessarie pulizie sempre più frequenti e aggressive, con un peggioramento progressivo dell’aspetto e una riduzione della durata nel tempo del vetro stesso.
Il legno trattato e i mobili antichi
Il legno utilizzato negli arredi è quasi sempre protetto da vernici, cere o oli che ne preservano l’aspetto e ne riducono l’assorbimento. Il bicarbonato, anche se usato con moderazione, tende a rimuovere progressivamente questi strati protettivi, agendo come un abrasivo leggero ma costante. Con il tempo, la superficie perde uniformità e risulta meno liscia al tatto.
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Il risultato sono aloni, scolorimenti e superfici secche, soprattutto nei mobili antichi o di pregio, dove le finiture sono spesso più delicate. In alcuni casi possono comparire zone più chiare o opache che alterano visibilmente l’estetica del mobile. Una volta compromessa la finitura, il legno diventa più vulnerabile all’umidità, allo sporco e all’usura quotidiana, rendendo necessarie operazioni di ripristino più complesse.
L’oro e le placcature che si consumano
Il bicarbonato è particolarmente dannoso per oro, superfici dorate e oggetti placcati. L’azione abrasiva consuma progressivamente lo strato superficiale, soprattutto nelle placcature sottili, che sono progettate per essere solo decorative e non resistenti allo sfregamento. Anche una pulizia occasionale può quindi iniziare un processo di usura invisibile nell’immediato.
Con l’uso ripetuto, la superficie perde brillantezza e uniformità e può arrivare a scoprire il metallo sottostante, alterando colore e aspetto dell’oggetto. Questo tipo di deterioramento è permanente e non può essere corretto con una semplice lucidatura. Per questo motivo, il bicarbonato non dovrebbe mai essere utilizzato per la pulizia di gioielli, cornici o oggetti decorativi dorati, soprattutto se di valore o con finiture delicate.

