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Cura del cancro al seno a basso costo: sarà utilizzata nei Paesi poveri

Carmine Ferro
cancer

Il tumore al seno è una triste realtà che colpisce sempre più donne. Tuttavia, negli ultimi anni, le possibilità di sopravvivenza in Occidente sono aumentate fino al 92%, grazie all’introduzione di determinati trattamenti – tra cui, il più importante, quello della crioablazione – che hanno permesso di aumentare davvero tanto le possibilità di sopravvivere alla malattia e debellarla.

Cos’è la crioablazione?

La crioablazione è una tecnica che permette di “congelare” una lesione all’interno del corpo e in questo modo ne viene provocata la necrosi, ossia la distruzione. Permette, perciò, di distruggere il tumore in modo non chirurgico e viene utilizzata per diverse patologie tumorali – ad esempio, il tumore ai reni, al fegato, ai polmoni, alla prostata e alle ossia – e sta avendo molto successo anche per quanto riguarda il tumore al seno, anche se non sono ancora molti i lavori scientifici dedicati a questo specifico utilizzo.

Un dispositivo economico per curare il tumore al seno

Anche se già piuttosto utilizzata nei paesi Occidentali, la tecnica della crioablazione è comunque un trattamento costoso e, per questo motivo, le statistiche presenti negli altri Paesi sono meno entusiasmanti. Ad esempio, in Arabia Saudita le possibilità di sopravvivenza scendono al 64%, mentre nei paesi estremamente poveri sono davvero misere.

E’ per questa ragione che un team di ricerca dell’Università John Hopkins di Baltimora ha messo a punto un dispositivo sperimentale a basso costo che permette di curare il tumore al seno e può essere esportato nelle zone più povere del mondo e utilizzato su chi non può permettersi i trattamenti più onerosi sovracitati.

Il dispositivo ha avuto anche un nome: si chiama Kubanda, che in Zulu vuol dire “freddo“. Nonostante sia ancora in fase sperimentale e quindi dovrà essere oggetto di altri studi approfonditi, Kubanda è già stato sperimentato tre volte e ha curato con successo il tessuto epatico di un maiale, molto simile a quello di un essere umano.

Come mai è più economico?

Il team di ricerca ha cambiato il gas alla base del funzionamento dello strumento medico, cioè quello che permette di congelare la massa tumorale.  Nei sistemi occidentali viene utilizzato l’argon, che è un gas nobile molto prezioso, dal momento che un trattamento costa anche 10000 dollari negli Stati Uniti. Il nuovo dispositivo, invece, ha sostituito questo gas con l’anidride carbonica, più economica e reperibile, che permetterà appunto di utilizzare il trattamento nei Paesi più poveri, come l’Africa.

Carmine Ferro
Sono Napoletano, 35enne, laureato in Ingegneria Ambientale all'Università degli Studi di Salerno con una particolare attitudine per il risanamento ambientale e la depurazione delle acque reflue, il riciclo, il riutilizzo, la raccolta differenziata. Mi interesso di tutto ciò che ecologico e bio. soprattutto nell'ottica della sostenibilità ambientale.
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