La leggenda dei semi di cachi per prevedere il clima

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Il nostro Paese è ricco di mearvigliose leggende contadine!

Riti, detti, credenze che influenzavano la vita dei nostri nonni i quali, basandosi proprio su questi, spesso decidevano se comportarsi in un modo oppure in un altro.

Sicuramente sono storie che spesso mancano di fondamento scientifico. Eppure mantengono un certo fascino proprio perché parte di una tradizione che fa parte del nostro tessuto culturale.

E’ il caso della leggenda dei semi di cachi!

Una leggenda, simpatica e semplice, che proprio in questo periodo autunnale viene ricordata da molti con nostalgia, magari ascoltata da bambini proprio dai nonni.

Cosa dice la leggenda

Stando alla tradizione, dall’osservazione dei semi di cachi è possibile prevedere il clima dell’inverno in arrivo.

Il segreto sta tutto nell’aprire verticalmente un seme.

A questo punto separate le due estremità del seme e… guardate sulla superficie interna!

Su di essa ci sono piccole forme del germoglio che, normalmente, possono essere associate a tre figure: un cucchiaio, una forchetta, un coltello.

Cosa significano queste figure?

Sempre secondo la credenza contadina, se nel seme avete trovato un germoglio che somiglia a un cucchiaio, significa che l’inverno sarà freddo e ci sarà molta pioggia e neve.

Secondo il detto, infatti, con il cucchiaio ci sarebbe stata “molta neve da spalare“.

Se, invece, notate che il germoglio ha la forma di una forchetta, significa che l’inverno imminente non deve essere temuto più di tanto perché sarà mite.

Infine, se notate che il germoglio ha la forma di un coltello, l’inverno sarà molto freddo e secco, quindi con scarse precipitazioni.

Da cosa nasce questa leggenda

Non si sa con precisione da cosa nasca questa leggenda.

Con ogni probabilità si tratta, però, di un modo per i nostri nonni di prepararsi all’inverno che stava arrivando con riferimento alle proprie piantagioni e coltivazioni.

Essendo gran parte dei nostri antenati dei contadini, infatti, sapere come sarebbe stato l’inverno era utile per sapere cosa conveniva coltivare e se prepararsi a inverni particolarmente rigidi e piovosi.

Non più di un semplice gioco, quindi, ma che affonda le radici nella vita pratica che i nostri nonni si trovavano a svolgere.

Varianti della tradizione

Nelle varie località italiane, la leggenda ha subito ovviamente delle variazioni derivanti dalle credenze e dalle influenze locali.

In Sicilia, infatti, si dice che il germoglio interno al seme sia la raffigurazione non di una posata ma della “mano di Maria“, ossia della mano della Madonna.

In Campania, invece, si dice che la figura interna al frutto, ossia la parte bianca, sia una rappresentazione di Cristo sulla croce.

Da qui, il nome “Legnasanta” con cui in Campania ci si riferisce al frutto, quasi considerato sacro.

Ma la popolarità del frutto è alta anche all’estero!

In Giappone, il cachi viene considerato un frutto particolarmente importante perché alcune piante di cachi sopravvissero all’esplosione nucleare a Nagasaki.

Lì, si parla di albero della pace.

Gianluca Grimaldi
Nato a Napoli, sono laureato in giurisprudenza. Da sempre sono appassionato di prodotti biologici, del loro utilizzo e di tutto quello che è benessere. Credo che la parola "ecologia" sia sinonimo della parola "futuro".