L’eparina: cura contro il Coronavirus?

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Anche se non vi sono attualmente delle evidenze scientifiche che la dimostrino come cura effettiva del nuovo Coronavirus (Covid-19), si sta diffondendo la notizia dell’utilizzo dell’eparina a basso peso molecolare (EBPM) come cura per combattere diverse complicanze scaturite dal virus.

In base a ciò che sappiamo in merito ai sintomi del Covid-19, il virus inizialmente si manifesta attraverso uno stato di malessere generale, caratterizzato (in molti casi) da febbre e tosse secca.

Se lo status clinico peggiora, il virus può portare a delle alterazioni funzionali e morfologiche del sistema polmonare, provocando una polmonite interstiziale con una conseguente riduzione di ossigeno a livello ematico.

Nel suo stadio più grave, la malattia porta a una condizione di iper-infiammazione provocando nel sistema polmonare una trombizzazione.

Che cos’è l’eparina?

Cerchiamo di comprendere la sua natura e funzionalità. L’eparina a basso peso molecolare è un farmaco utilizzato da tempo in caso di trombosi venosa profonda, tromboembolismo venoso post chirurgico ed embolia polmonare, quindi in casi di patologia acuta e di ridotta mobilità.

Il farmaco agisce sul processo di coagulazione interagendo con l’antitrombina-III (un particolare fattore di coagulazione).

Poiché i casi di polmonite grave provocata dal Coronavirus portano a una trombizzazione di piccoli vasi, sulla base di dati clinici condotti su ben 415 casi hanno constatato che l’utilizzo dell’eparina a basso peso molecolare abbia un effetto non solo terapeutico ma anche profilattico su un determinato target di pazienti.

Eparinae e AIFA

Dato che si sono verificati dei riscontri positivi sull’utilizzo dell’eparina a basso peso molecolare, nonostante lo scetticismo iniziale, sembra che l’AIFA (Associazione Italiana del Farmaco) abbia inserito anche questo farmaco nella lista fornita ai medici per contrastare gli effetti del Covid-19.

L’eparina, in base a ciò che è stato riportato dall’AIFA stessa, può essere adoperata:

  • a scopo profilattico nella fase iniziale della malattia, per prevenire il tromboembolismo venoso. Può essere utilizzata quando si verifica una polmonite e il paziente è a letto immobilitato.
  • a scopo terapeutico nei pazienti più gravi, per contenere manifestazioni trombotiche dovute all’iper-infiammazione.

Anche se al momento non vi è ancora un’evidenza scientifica sull’utilizzo di questo farmaco come cura contro il Coronavirus, i risultati fanno ben sperare.

La nostra fiducia risiede in tutto il personale medico che sta facendo l’impossibile per combattere questo virus. Noi continuiamo a fare la nostra parte, rispettando le regole e restando a casa.

Giuliana Mele
Laureata in Lingue, Lettere e Culture comparate presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Con la danza nel cuore e nell’anima, resto affascinata da ogni forma d’arte. Divoratrice di libri e musica e da sempre appassionata di benessere, cosmetica bio e rimedi naturali.