10 punti del bagno che puoi pulire con l’acqua ossigenata

10 punti del bagno che puoi pulire con l’acqua ossigenata
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Nel bagno ci sono molti piccoli punti che durante una pulizia veloce possono passare inosservati. Le fughe, la base del rubinetto, il portaspazzolino o la zona sotto il beccuccio del dispenser sono solo alcuni esempi. Per gran parte di queste superfici, quando il materiale è compatibile, può essere utilizzata la comune acqua ossigenata al 3%.

Non sono necessarie concentrazioni maggiori. Prima di utilizzarla su un materiale che non si conosce è sempre opportuno effettuare una prova in un punto poco visibile.

Fughe e piastrelle

Il primo punto sono le fughe delle piastrelle, che con il passare del tempo possono apparire più scure rispetto al rivestimento circostante. Prima del trattamento è utile eliminare polvere ed eventuale sporco superficiale.

Una piccola quantità di acqua ossigenata può essere messa su uno spazzolino utilizzato esclusivamente per le pulizie e distribuita direttamente sulla fuga, senza bagnare inutilmente tutta la parete. Dopo qualche minuto si può lavorare delicatamente con lo spazzolino, senza esercitare una pressione eccessiva. Alla fine si passa un panno umido e si asciuga. Sulle fughe colorate è particolarmente importante effettuare prima una prova, perché potrebbe verificarsi un leggero effetto schiarente.

Il secondo punto sono le piastrelle vicino al lavandino, continuamente raggiunte da schizzi d’acqua, sapone, dentifricio e altri prodotti. In questo caso si procede prima con una normale pulizia. Successivamente, se il rivestimento è compatibile, si passa un panno leggermente inumidito con acqua ossigenata soltanto sui piccoli aloni o residui rimasti.

Dopo qualche minuto la superficie può essere ripassata con un panno umido pulito e asciugata. Non serve versare il prodotto direttamente sulla parete. Rivestimenti decorati, porosi, colorati o particolari richiedono invece una prova preventiva.

Gli accessori del lavabo

Il terzo punto è il portaspazzolino. Sul fondo possono rimanere acqua, dentifricio e una patina che si forma gradualmente. Il contenitore va prima svuotato e lavato normalmente con acqua e una piccola quantità di detergente.

Dopo il risciacquo, se il materiale è compatibile, si può passare un panno con poca acqua ossigenata sul fondo e lungo i bordi interni. Si lascia agire per qualche minuto, si risciacqua nuovamente e si asciuga completamente prima di rimettere gli spazzolini.

Il quarto punto è il portasapone. Quando viene utilizzata una saponetta, acqua e sapone possono creare una patina nelle scanalature e negli angoli. Anche in questo caso l’acqua ossigenata non sostituisce la normale pulizia. Prima si eliminano i residui utilizzando acqua tiepida e una goccia di detersivo per piatti, quindi si risciacqua.

Soltanto dopo, sulle superfici compatibili, può essere passata una piccola quantità di acqua ossigenata con un panno. Dopo qualche minuto si ripassa con acqua e si asciuga.

Il nono punto dello script riguarda invece il dispenser del sapone. I residui tendono a concentrarsi soprattutto lungo la base e sotto il beccuccio. Prima si rimuove il sapone secco con una normale pulizia, quindi sulle parti compatibili si può utilizzare poca acqua ossigenata con un panno o un cotton fioc. Dopo qualche minuto si passa un panno umido e si asciuga accuratamente. Su dispenser metallici, verniciati, colorati o decorati è necessaria maggiore cautela e una prova preventiva.

Lavandino e rubinetto

Il quinto punto è il bordo del lavandino, soprattutto nella zona in cui il lavabo incontra la parete o dove è presente del silicone. Essendo punti che rimangono spesso umidi, possono comparire piccoli aloni e zone scure.

Dopo la normale pulizia, una piccola quantità di acqua ossigenata può essere applicata su un dischetto di cotone o un pezzetto di carta da cucina, da appoggiare esclusivamente sulla zona interessata. Si lascia a contatto per qualche minuto, senza dimenticarlo per ore, quindi si rimuove e si passa un panno umido prima di asciugare. Se il silicone è deteriorato, staccato o scuro in profondità, una semplice pulizia potrebbe non essere sufficiente.

Il sesto punto è la base del rubinetto. Anche qui si accumulano acqua, residui di sapone e sporco. Dopo la pulizia ordinaria, pochissima acqua ossigenata può essere applicata con un cotton fioc o un panno lungo il bordo alla base del rubinetto, evitando accuratamente meccanismi e aperture. Dopo qualche minuto si ripassa con un panno umido e si asciuga. Le finiture particolari, colorate o delicate devono essere trattate soltanto dopo averne verificato la compatibilità.

Il settimo punto è il lavandino vero e proprio. Su un classico lavabo in ceramica o porcellana compatibile, dopo aver eliminato dentifricio, sapone e sporco visibile, si può mettere una piccola quantità di acqua ossigenata al 3% su un panno pulito e passarlo sulla superficie, soprattutto dove rimane una leggera patina.

Non serve riempire il lavabo di prodotto. Dopo qualche minuto si passa un panno umido pulito e si asciuga. Su pietra naturale, lavabi colorati o materiali particolari, invece, questo metodo non deve essere utilizzato automaticamente senza aver prima verificato la superficie.

L’ottavo punto è il tappo e la zona dello scarico. Dopo aver eliminato lo sporco visibile e aver effettuato la normale pulizia, poca acqua ossigenata può essere applicata con un cotton fioc o un piccolo panno intorno al tappo e sulla parte esterna accessibile dello scarico, quando il materiale è compatibile.

Non è necessario versarne grandi quantità nello scarico: il trattamento riguarda la superficie. Dopo qualche minuto si risciacqua e si asciuga. Se ciò che rimane è calcare duro, invece, il problema è differente e aumentare la quantità di acqua ossigenata non rappresenta la soluzione.

Le maniglie

Il decimo punto riguarda le maniglie del bagno, sia quella della porta sia quelle dei mobili. Vengono toccate continuamente, ma durante una pulizia veloce possono essere facilmente dimenticate.

Prima si eliminano polvere, impronte e sporco visibile, effettuando quando necessario una normale pulizia. Se il materiale è compatibile, una piccola quantità di acqua ossigenata al 3% può essere messa su un panno pulito.

Il prodotto non va versato direttamente sulla maniglia. È sufficiente passare il panno sulla parte maggiormente toccata e lungo i bordi, utilizzandone pochissimo. Dopo qualche minuto si ripassa con un panno leggermente umido e si completa con l’asciugatura.

L’acqua ossigenata al 3% può quindi essere utilizzata in diversi piccoli punti del bagno, ma senza considerarla un sostituto della normale pulizia. Prima viene eliminato lo sporco, poi, quando superficie e materiale lo consentono, si interviene con una quantità ridotta di prodotto.