Le presine da cucina vengono utilizzate continuamente vicino a pentole, teglie e fornelli, ma spesso finiscono in lavatrice soltanto quando presentano una macchia evidente. Anche quando sembrano ancora pulite, però, il tessuto può aver assorbito piccoli schizzi di olio, vapori di cottura e odori degli alimenti.
Il problema è ancora più evidente nelle presine imbottite, perché lo sporco non rimane necessariamente soltanto sulla superficie. Per questo una normale passata in lavatrice può non essere sempre sufficiente quando sono presenti zone molto unte. Prima del lavaggio può essere utile intervenire direttamente sul grasso e, per le presine bianche e resistenti, valutare un trattamento con percarbonato quando il materiale lo consente.
Il grasso entra nelle fibre
Durante la preparazione dei pasti le presine vengono appoggiate sul piano di lavoro, avvicinate ai fornelli e utilizzate con mani che possono avere piccole tracce di olio o condimenti. Giorno dopo giorno, il tessuto assorbe parte di questi residui.
Non sempre compaiono vere e proprie macchie. A volte la presina diventa semplicemente più scura in alcuni punti oppure inizia a conservare un odore di cucina anche quando apparentemente non è sporca.
Particolare attenzione meritano i bordi e la zona centrale, cioè i punti che vengono afferrati più frequentemente. È qui che possono comparire quelle piccole aree unte che resistono maggiormente al normale lavaggio.
Prima di procedere bisogna comunque controllare l’etichetta. Non tutte le presine hanno la stessa composizione e alcune possono contenere imbottiture o materiali che richiedono modalità di lavaggio specifiche.
Prima si tratta l’unto
Quando sulla presina è presente una macchia di grasso, può essere utile pretrattarla prima di metterla in lavatrice. In questo caso si può utilizzare una piccola quantità di detersivo per piatti, pensato proprio per lavorare sullo sporco grasso.
Il prodotto può essere applicato direttamente sulla zona leggermente inumidita e distribuito delicatamente con le dita. Non serve versarne molto né impregnare completamente il tessuto.
Dopo un breve tempo di posa, la presina può essere lavata seguendo le indicazioni riportate sull’etichetta. Se sono presenti più zone unte, è preferibile trattarle singolarmente invece di aumentare indiscriminatamente la quantità di detergente.
È meglio evitare anche sfregamenti troppo energici, soprattutto sulle presine trapuntate. Il tessuto esterno e le cuciture devono rimanere integri affinché l’imbottitura resti correttamente al proprio posto.
Se sono bianche
Le presine bianche possono sviluppare con il tempo un aspetto grigiastro o ingiallito, soprattutto quando vengono utilizzate frequentemente. Se il tessuto è resistente e l’etichetta lo consente, può essere valutato un ammollo con percarbonato di sodio.
Si prepara una bacinella con acqua alla temperatura compatibile con il tessuto e si aggiunge il percarbonato seguendo le dosi indicate sulla confezione. Il prodotto lavora meglio quando l’acqua non è troppo fredda, ma la temperatura massima prevista per la presina non deve mai essere superata.
Le presine possono essere immerse per il tempo consigliato dal produttore del percarbonato e successivamente sottoposte al normale lavaggio.
Questo trattamento non va applicato automaticamente alle presine colorate o realizzate con materiali delicati. In questi casi bisogna verificare sia le indicazioni del tessuto sia quelle del prodotto utilizzato, perché alcuni colori potrebbero perdere intensità.
Occhio all’imbottitura
Una presina può sembrare asciutta all’esterno mentre la sua imbottitura conserva ancora umidità. Questo aspetto è particolarmente importante dopo un ammollo o un lavaggio completo.
Prima di riporla in un cassetto, la presina deve essere lasciata asciugare completamente anche all’interno. Chiuderla ancora umida insieme agli altri tessili da cucina può favorire la comparsa di un fastidioso odore di chiuso.
È quindi preferibile lasciarla in una posizione ben ventilata e concederle tutto il tempo necessario. Le presine particolarmente spesse possono richiedere più tempo rispetto a un normale canovaccio.
Anche dopo l’asciugatura è utile controllare che l’imbottitura non abbia formato zone compatte o irregolari. Se il lavaggio ha modificato sensibilmente la struttura interna, la presina potrebbe non essere più nelle condizioni ideali per essere utilizzata vicino a superfici molto calde.
Quando è meglio cambiarle
Lavare regolarmente le presine permette di eliminare sporco e odori, ma non può recuperare un accessorio ormai deteriorato.
Bruciature, tessuto consumato, cuciture aperte e imbottitura assottigliata sono segnali che meritano attenzione. Una presina viene utilizzata per proteggere le mani dal calore e la sua funzione è quindi più importante dell’aspetto estetico.
Lo stesso vale quando l’imbottitura si è spostata lasciando alcune zone molto sottili. Continuare a utilizzare una presina soltanto perché è stata appena lavata non significa che offra ancora la stessa protezione.
Per quelle ancora in buone condizioni, invece, una manutenzione più attenta può fare la differenza. Pretrattare le zone unte con poco detersivo per piatti, utilizzare eventualmente il percarbonato sulle presine bianche compatibili e soprattutto lasciare asciugare completamente l’imbottitura permette di affrontare proprio quello sporco che una semplice occhiata alla superficie spesso non rivela.

