Il grembiule da cucina conserva l’odore di fritto anche dopo il lavaggio

Il grembiule da cucina conserva l’odore di fritto anche dopo il lavaggio
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Il grembiule da cucina può uscire dalla lavatrice apparentemente pulito e continuare comunque ad avere quel caratteristico odore di fritto. Il problema si nota soprattutto sui grembiuli utilizzati frequentemente vicino ai fornelli, dove il tessuto entra continuamente in contatto con vapori, schizzi e piccolissime particelle di grasso.

In questi casi ripetere semplicemente il lavaggio non è sempre la soluzione migliore. L’odore può essere legato anche ai residui grassi rimasti nelle fibre, quindi conviene intervenire prima sulle eventuali zone unte e successivamente occuparsi dell’odore. Per i tessuti compatibili si può provare un ammollo con bicarbonato, seguito dal normale lavaggio previsto per il capo.

Perché l’odore rimane

Durante una frittura, l’odore non rimane soltanto nell’aria. Il grembiule si trova molto vicino alla zona di cottura e può assorbire vapori e minuscole particelle di grasso, soprattutto nella parte anteriore.

Con il passare del tempo questi residui possono accumularsi nelle fibre del tessuto. Il grembiule può quindi non presentare vere e proprie macchie, ma conservare comunque un odore evidente quando viene avvicinato al viso.

La situazione può essere ancora più evidente se il capo viene lasciato per diversi giorni nella cesta del bucato dopo aver cucinato. Gli odori hanno così più tempo per rimanere sul tessuto.

Prima del lavaggio è quindi utile osservare soprattutto la parte centrale del grembiule e verificare se, oltre all’odore, sono presenti piccoli aloni più scuri o zone leggermente unte.

Prima le zone unte

Quando è presente una macchia di olio o una zona che appare particolarmente grassa, può essere utile effettuare un pretrattamento con detersivo per piatti.

Dopo aver verificato le indicazioni riportate sull’etichetta del grembiule, la parte interessata può essere leggermente inumidita. Si applica quindi una quantità molto piccola di detersivo per piatti direttamente sulla zona unta e lo si distribuisce delicatamente con le dita.

Non serve impregnare completamente il tessuto né strofinarlo con forza. L’obiettivo è lavorare sul grasso prima che il capo venga sottoposto al normale lavaggio.

Se il grembiule è colorato o realizzato con un tessuto particolare, è preferibile effettuare prima una prova in una parte poco visibile. Dopo un breve tempo di posa si può procedere con il trattamento successivo.

L’ammollo con bicarbonato

Quando il problema principale è il persistente odore di fritto, sui tessuti lavabili e compatibili si può provare un ammollo con bicarbonato di sodio.

Si riempie una bacinella con acqua alla temperatura consentita dall’etichetta del capo e si aggiunge una piccola quantità di bicarbonato, mescolando per distribuirlo nell’acqua. Il grembiule viene quindi immerso completamente, facendo attenzione che anche la parte maggiormente esposta ai vapori di cucina rimanga sotto l’acqua.

Non è necessario preparare una soluzione eccessivamente concentrata. Il bicarbonato non deve trasformarsi in una pasta da strofinare sul tessuto: in questo caso viene utilizzato nell’acqua dell’ammollo.

Dopo averlo lasciato a bagno per un breve periodo, il grembiule può essere tolto dalla bacinella e avviato al normale lavaggio. Se il tessuto è delicato o l’etichetta sconsiglia l’ammollo, è preferibile non utilizzare questo metodo.

Poi in lavatrice

Dopo il pretrattamento e l’eventuale ammollo, il grembiule può essere lavato in lavatrice scegliendo programma e temperatura indicati sull’etichetta.

Non è necessario aumentare la quantità di detersivo nella speranza di eliminare meglio l’odore. Un eccesso di prodotto può essere più difficile da risciacquare e lasciare residui nelle fibre.

Anche sovraccaricare il cestello è poco utile. Il grembiule deve avere spazio sufficiente perché acqua e detergente possano circolare correttamente durante il programma.

Al termine del ciclo è utile controllare il capo prima di procedere con l’asciugatura. Se una zona precedentemente unta presenta ancora un alone, può essere preferibile ripetere il pretrattamento anziché sottoporla immediatamente a temperature elevate.

Lo stesso controllo può essere fatto con l’odore. Un grembiule ancora bagnato può avere un profumo diverso rispetto a quando è completamente asciutto, quindi il risultato definitivo va valutato anche dopo l’asciugatura.

Attenzione all’asciugatura

Un grembiule lavato correttamente può prendere nuovamente un odore poco gradevole se rimane umido troppo a lungo. Per questo, una volta terminato il programma, è preferibile toglierlo dalla lavatrice senza lasciarlo per ore nel cestello chiuso.

Il capo va steso in una zona ben ventilata e lasciato asciugare completamente prima di essere piegato o riposto. Tasche, cuciture e parti sovrapposte possono impiegare più tempo rispetto al resto del tessuto e meritano quindi un controllo.

Anche riporre il grembiule ancora leggermente umido in un cassetto può favorire un odore di chiuso che finirebbe per sommarsi a quello già assorbito durante la preparazione dei cibi.