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Le ragadi alle mani e ai piedi: come curarle?

Le ragadi alle mani e ai piedi: come curarle?

Le ragadi sono delle lacerazioni della pelle che si manifestano nelle zone del corpo in cui la pelle entra in contatto con le mucose: gli orifizi di bocca e ano, il capezzolo, dietro l’orecchio, le mani, i piedi e l’intergluteo. Sono delle fessure, crepe o lesioni della superficie molto fastidiose e dolorose, che non sempre sono di facile ed immediata guarigione e colpiscono indistintamente donne e uomini.

In generale, la ragade anale è una piaga dovuta ad un’eccessiva dilatazione, e quindi lacerazione, della pelle ed è legata ad uno stato infiammatorio dell’intestino che provoca una consistenza non normale delle feci (e quindi uno sforzo durante la defecazione che stira i muscoli e causa le abrasioni).

Possono diventare anche croniche qualora non vi è risposta alla terapia o vi sono presenti emorroidi, fistole sottopelle, bordi spessi, infezioni, polipo anale: in questi casi si ricorre alla sfinterotomia (terapia di divisione di sfintere anale interno) in modalità farmacologica o chirurgica, con anestesia generale.

Per le altre tipologie di ragadi invece, le cause dell’insorgere di queste lesioni, o meglio dette ulcerazioni, sono legate alla zona in cui si verificano e da variazioni di temperatura (freddo e secchezza dell’epidermide).

Quelle alla bocca sono dovute ad una perdita di elasticità della pelle che si secca, in contemporanea al continuo inumidimento della zona che il soggetto ripete, con la lingua.

Quelle al capezzolo sono legate strettamente all’allattamento e ad una sua procedura non propriamente corretta. Compaiono già 2-3 giorni dopo il parto e quasi sempre, sono causate da prescrizioni infermieristiche sbagliate; essendo anche di origine infettiva, spesso si verifica un ingresso di germi e l’insorgenza di mastiti.

Fare attenzione quindi, a tenere sempre molto pulito il capezzolo, prima e dopo la poppata del neonato, e utilizzare acqua sterile e sapone con pH acido per idratarlo. Lasciare poi asciugare all’aria e assicurarsi che il bimbo inserisca in bocca, in modo corretto, il capezzolo e l’areola quando mangia, evitando pasti troppo lunghi.  Negli altri momenti, mantenere il seno all’aria e sempre asciutto: per attutire il fastidio, si può applicare della lanolina naturale o lozioni alla calendula, o ricorrere al tiralatte in caso di dolore insopportabile.

Quelle alle mani sono conseguenza del freddo e della screpolatura e, generalmente, si verificano negli spazi interdigitali, sulle nocche, sui polpastrelli e nell’area intorno alle unghie. Sono difficili e lunghe da curare: utilizzare rimedi topici come la soluzione di nitrato d’argento e le creme antibiotiche.

Quelle ai piedi, insorgono sia negli spazi interdigitali sia sui talloni, soprattutto se si indossano le scarpe per molte ore e vi si subiscono attriti all’interno (ad es. gli sportivi). Nello specifico, le ragadi diventano molto dolorose quando le ferite sono profonde e possono anche sanguinare, con rischio di infezione. Questo avviene perché la pelle del piede è molto secca e, con la formazione dei calli (ispessimento della pelle secca) e la pressione che si esercita sui talloni quando si cammina, si formano queste crepe (anche l’età, il sovrappeso, lo stare spesso in piedi, problematiche dermatologiche come l’eczema e la psoriasi, e malattie come il diabete e l’ipertiroidismo, possono provocare queste lacerazioni).

Anche se la pelle è eccessivamente umida, il sudore può far nascere batteri e funghi che indebolendo la pelle, la rendono soggetta alle ragadi: si avvertiranno così sintomi come prurito, una colorazione più scura della pelle e dolore nel camminare. È dunque importante, innanzitutto, comprare scarpe adatte e in secondo luogo, utilizzare creme antifungine se si hanno i piedi troppo umidi, e creme antibiotiche se sono troppo secchi. Le ragadi ai talloni è un problema propriamente estivo, ossia quando si utilizzano sandali e scarpe aperte e l’umidità scivola lateralmente: ecco che la pressione esercitata crea le lacerazioni.

Come curare le ragadi?

Ma come curare le ragadi (non croniche)? Le pomate cicatrizzanti sono certamente ideali e ne esistono di vario tipo: quelle a base di oli vegetali (come il burro di avocado ed il cocco), quelle a base di ippocastano che sono antibatteriche, e quelle a base di vasellina che idratano la pelle secca reintegrando l’acqua mancante. Per le ragadi anali, è efficace una pomata che contenga nitroglicerina, in quanto consente la guarigione in 2 settimane circa, oppure un’iniezione di siero botulinico che rilassa i muscoli.

Come metodi casalinghi invece, possiamo consigliare uno scrub leggero per le ragadi ai piedi e talloni; un bagno caldo per quelle anali; idratare la pelle secca più volte al giorno con creme specifiche e applicare la buccia di banana matura per qualche minuto o una miscela di bicarbonato e acqua calda per le altre tipologie di ragadi.

Anche la crema alla cera d’api (si può realizzare autonomamente) è un vecchio rimedio della tradizione appartenente alla cultura contadina, molto utilizzata ed efficace per curare le ragadi (soprattutto al seno), in quanto ha proprietà emollienti, idratanti e cicatrizzanti.

Che prodotti usare?

  • Olio essenziale tea tree: ideale per le ragadi alle mani, va applicato (1 goccia) sulle zone interessate massaggiando fino al totale assorbimento, sia al mattino sia alla sera, per disinfettare, si può poi stendere una crema alla calendula per stimolare la cicatrizzazione. Ripetere il trattamento fino a completa guarigione. Durante il giorno, mantenere costantemente le mani pulite ed utilizzare una crema mani lenitiva. Per i piedi, seguire lo stesso trattamento e applicare crema piedi timo e amido di riso, per 2 volte al giorno.
  • Dermovitamina: è un gel filmogeno per le piccole ragadi, screpolature e tagli di mani e piedi, che crea un film protettivo dagli agenti esterni, evita la riapertura delle lacerazioni, cicatrizza e riduce il dolore.
  • Rhagadil: medicazione veloce per le ragadi delle dita e pellicine doloranti, si trasforma in una pellicola protettiva invisibile, elastica e traspirante che agisce come una seconda pelle.
  • Verdeoasi: è una crema adatta per i problemi di secchezza, ispessimento cutaneo, ragadi e piccole ferite; contenendo oli essenziali puri, mantiene a lungo la freschezza e la leggerezza delle estremità.
  • Compeed: cerotti per le ragadi alle mani e piedi che avvolgono perfettamente la zona interessata, danno rapido sollievo dalla pressione e dal dolore, mantengono la parte costantemente idratata e proteggono dall’esterno (sporco, acqua, germi), garantendo una guarigione più veloce.

4 commenti

  1. Tutti gli anni quando arriva il grande freddo ho le mani piene di piccoli tagli. Visto che questa situazione si presentava ogni anno e le creme ormai non mi aiutavano più di tanto, lo scorso inverno decisi di rivolgermi ad uno specialista. Mi ha consigliato di usare dei guanti in fibroina di seta, da usare soprattutto la notte. Ogni sera prima di andare a letto me li metto, li bagno e devo dire che la mattina ho delle mani più belle, più lisce e giorno dopo giorno le lacerazioni si sono rimarginate.

  2. PER LE RAGADI AL CAPEZZOLO HO TROVATO UTILISSIMO L’USO DI UN PEZZO DI SETA DERMASILK INSERITO NELLE COPPE DEL REGGISENO…IL PEDIATRA QUELLA VOLTA MI HA DATO UN OTTIMO CONSIGLIO…MAGARI E’ UTILE ANCHE X QUALCUNALTRA!!!

  3. Io mi sono trovata bene bene usando i reggiseni in tessuto dermasilk. Un ottimo tessuto che mi ha permesso di guarire le ragadi, di togliere il dolore e di godermi il momento dell’allattamento. Scoperto grazie alla pediatra l’ho acquistato su internet direttamente dal produttore che è italiano. Merita l’acquisto veramente.

  4. Antonietta D Elia

    Ho avuto molte informazioni utili al mio problema .

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