Sudo troppo, come fare? I rimedi all’iperidrosi

La sudorazione eccessiva è un disturbo molto fastidioso, che può arrivare a condizionare la vita quotidiana, influendo negativamente anche sul piano psicologico. L’iperidrosi, questo il nome scientifico, colpisce quasi il 6% della popolazione e nella maggior parte dei casi riguarda le ascelle, i piedi, la fronte e i palmi delle mani. La colpa è delle ghiandole sudoripare apocrine.

Il nostro corpo possiede ben quattro milioni di ghiandole sudoripare, suddivise in due tipologie: le ghiandole eccrine sono responsabili della funzione fisiologica di regolare la temperatura corporea e di eliminare le tossine, ma sono anche stimolate da molte altre circostanze: ad esempio nelle situazioni di paura, rabbia, tristezza, dolore fisico, imbarazzo, stress, sforzo fisico, difficoltà emotive.
Le ghiandole apocrine, invece, reagiscono esclusivamente a stimoli dal sistema nervoso (involontario) e dagli ormoni.

Forse non tutti sanno che il sudore è inodore, ma quando entra in contatto con i batteri presenti sulla pelle, si decompone e assume il caratteristico cattivo odore.

Qualora la sudorazione eccessiva avvenga solo di notte, viene definita “night sweats”, cioè sudorazione profusa notturna. Siamo in presenza di questo disturbo qualora si verifichino tutte le seguenti condizioni:

  • provoca il risveglio
  • impone il cambio della biancheria completamente inzuppata
  • non dipende dall’eccessiva temperatura della stanza da letto, dalle troppe coperte, dalle vampate post-menopausa o da medicinali assunti.

Un episodio sporadico presuppone quindi che non sussista alcun caso d’iperidrosi notturna.

Questo disturbo, può anche essere provocato da alcune forme tumorali, come il linfoma di Hodgkin, mentre tra i tumori non ematologici ricordiamo il cancro del rene e della prostata. Tra le infezioni batteriche va in primo luogo citata la tubercolosi e, tra le virosi, l’HIV. Ma anche problematiche come l’obesità, le malattie psichiatriche e l’ipertiroidismo, possono essere causa dell’iperidrosi.

Il medico per escludere altre patologie e individuare con certezza l’iperidrosi dovrà effettuare alcune rilevazioni: temperatura durante l’arco delle 24 ore, radiografia, TAC del torace, test della tubercolina, emocromo, TSH e ormoni tiroidei, studio del sangue midollare, test di funzione renale, test di flogosi, PSA e altri esami ancor più specialistici, quali ad esempio il dosaggio dell’acido 5-idrossiindoacetico e delle catecolamine urinarie.

Sudo troppo, cosa fare?

La terapia per l’iperidrosi può essere medica o chirurgica. Quest’ultima, detta simpaticectomia videotoracoscopica (VTS) si esegue con una tecnica mini-invasiva endoscopica toracica, con la quale s’interviene, in anestesia generale, selettivamente sui gangli del sistema nervoso simpatico toracico, deputati al controllo delle ghiandole sudoripare di mani, ascelle, testa e volto.
L’interruzione dei gangli può essere fatta applicando delle apposite clip chirurgiche che rendono l’intervento potenzialmente reversibile.
Nella stessa seduta operatoria s’interviene su entrambi i lati, l’intervento chirurgico dura circa 10-15 minuti per lato e la durata complessiva dell’anestesia generale è circa 40 minuti.
Prima del ricovero è necessaria la visita specialistica con il chirurgo toracico. Il ricoveroospedaliero è di un solo giorno e il paziente può scegliere se farlo con il Sistema Sanitario Nazionale oppure privatamente.

Se però il problema è controllabile, si può provare con dei trattamenti topici. Molti prodotti in commercio sono ottimi antitraspiranti. Bisogna prima di tutto verificare nell’elenco degli ingredienti la presenza di alcuni sali, come quelli d’alluminio, zinco e zinconio, che lasciano sulla pelle una sottile pellicola in grado di ridurre la quantità di sudore per molte ore dopo l’applicazione.

Per quanto riguarda, invece, gli antagonisti del cattivo odore, bisogna individuare alcuni principi vegetali come i semi di ricino, il fungo del larice, la salvia (antitraspirante naturale che può essere assunto anche come tisana) e il biancospino. Attenzione poi al formato del prodotto, no ai roll on o ai prodotti “troppo esposti” sui quali dopo l’utilizzo rimangono i vostri batteri. Meglio optare per prodotti in tubetto o spray o in schiuma, dove difficilmente avviene il “contagio” dell’intera confezione.

Tra i prodotti naturali troviamo anche la pietra di allume di potassio (o cristallo di potassio o allume di rocca) che è un antibatterico naturale. E’ipoallergenico, adatto a tutti i tipi di pelle, non lascia tracce sulla pelle, elimina gli odori per oltre 24 ore e si può usare assieme al profumo preferito poiché è inodore. Tra le altre sue proprietà, forse meno conosciute, ci sono quelle cicatrizzanti (su tagli e ferite) e contrastanti l’herpes labiale.

Ad un trattamento topico si può abbinate la ionoforesi: si fa passare una bassa dose di corrente elettrica attraverso la pelle umida, per ridurre il tasso di traspirazione. Il trattamento prevede l’immersione in acqua delle diverse zone o l’applicazione di dischetti bagnati per 20-30 minuti e provoca un forte pizzicore (è la corrente che si avverte passare). Le macchine degli ospedali hanno un’efficacia maggiore rispetto ai kit casalinghi (facilmente disponibili).

Il metodo più innovativo autorizzato dal Ministero della Sanità per eliminare il disturbo dell’iperidrosi, è attraverso la terapia botulinica. Il botulino, infatti, è in grado di inibire l’attività delle ghiandole sudoripare. Le microiniezioni (da 20 a 50) non sono dolorose, infatti, vengono eseguite dopo che si è anestetizzata la parte da trattare. Il trattamento dura trenta minuti e il costo è di circa 800€. L’effetto non è definitivo, varia da persona a persona, ma mediamente dura circa quattro/sei mesi, per cui saranno necessarie probabilmente due o tre sedute all’anno per eliminare il problema. Poche le controindicazioni: gravidanza, allattamento, cardiopatie o disturbi neurologici.

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