Il residuo fisso dell’acqua minerale

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acqua bottiglia

L‘acqua è fonte di vita e di bellezza per il nostro organismo per cui si consiglia sempre di bere per mantenersi in forma ed idratati, aiutare l’organismo ad eliminare le tossine e le sostanze di rifiuto, mantenere la pelle tonica ed elastica.

Se è importante bere lo è altrettanto scegliere la giusta acqua, infatti anche se all’apparenza sembrano tutte uguali nella realtà si differenziano per la concentrazione di vari elementi come sodio, calcio, magnesio, potassio, bicarbonati, nitrati; per il pH, la durezza e per il residuo fisso.

Per stabilire la leggerezza dell’acqua è il residuo fisso il parametro più importante e consiste nella quantità di sostante inorganiche disciolte nell’acqua espresse in milligrammo per litro (mg/l), un valore che si ottiene facendo prima evaporare l’acqua a 100°C e poi essiccarla a 180°C: ciò che rimane dopo l’essiccazione è proprio il residuo fisso, la parte solida dell’acqua vale

Il residuo fisso permette di classificare le acque in minimamente mineralizzate (minore di 50 mg/l), oligominerali (compreso tra 50 e 500 mg/l), minerali (compreso tra 500 e 1500 mg/l) e ricche di minerali (superiore a 1500 mg/l); ogni tipologia di acqua è più o meno indicata in presenza di alcune patologie o in alcune fasi della vita, ad esempio l‘acqua minimamente mineralizzata è indicata per i neonati perchè ha un alto grado di digeribilità e può essere utilizzata per diluire il latte; la bassa concentrazione di sali e soprattutto di sodio la rende indicata anche in caso di ipertensione o di calcoli renali.

L’acqua oligominerale favorisce la diuresi e per questo è indicata per contrastare la cellulite e la ritenzione idrica (con tutte le patologie ad essa collegate), nelle diete ipocaloriche e, con poco sodio, in caso di ipertensione.

L’acqua minerale è indicata quando c’è bisogno di reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione e per questo motivo viene spesso utilizzata dagli sportivi; essendo abbastanza ricca di calcio favorisce la salute di denti ed ossa.

Infine le acque ricche di minerali hanno generalmente un uso terapeutico in base al minerale prevalente e si distinguono in ferrose (indicata per l’anemia), solforose (indicate in caso di stipsi) , fluorate (in caso di carie) e bicarbonato-calciche (per combattere l’acidità gastrica).

L’acqua presente sul mercato con il più basso valore di residuo fisso è l’acqua Sant’Anna con 23,8 mg/l seguita da Levissima con 80,2 mg/l; i valori degli altri marchi più famosi sono: Panna 120 mg/l, Vera 162 mg/l, Rocchetta 177,8 mg/l, San Benedetto 265 mg/l, Lilia 341 mg/l, Vitasnella 400 mg/l, Uliveto 762 mg/l, Lete 905 mg/l, San Pellegrino 948 mg/l, Ferrarelle 1290 mg/l.

Collegata al residuo fisso ma più specifico è il dato relativo alla durezza dell’acqua che si riferisce alla presenza di calcio e magnesio: sarà dura un’acqua che ne contiene di più e dolce una che ne contiene di meno; infine un ulteriore dato presente sull’etichetta dell’acqua è quello del pH  che dipende dalla presenza di bicarbonati e indica la tendenza acida dell’acqua.

Fare attenzione all’etichetta dell’acqua (in generale prendere l’abitudine anche con l‘etichetta dei cibi) e sceglierla in base al residuo fisso ed altri valori può essere utile in presenza di particolari patologie (l’acqua più adatta sarà sicuramente consiglia dal medico curante) o se si vuole tenere sotto controllo la proprio alimentazione, in ogni suo aspetto, sapendo quali sostante si ingeriscono anche con un bicchiere d’acqua.