Allergico al nichel?Attenzione anche ai cosmetici

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Negli ultimi anni, anche nella cosmesi sono cresciuti i prodotti che hanno messo in evidenza una particolare cura messa nell’escludere sostanze che potrebbero essere causa di allergie e dermatiti: in primo luogo quelli che hanno eliminato dalla formulazione il nichel o nickel.

Il nichel è un semplice elemento chimico chiamato anche nichelio, ed è l’agente allergizzante più studiato fra i metalli poichè provoca sensibilizzazione con una frequenza elevata in correlazione anche con la sua ubiquitarietà. Esso, infatti, è presente non solo in oggetti metallici ma, anche in molti alimenti soprattutto di origine vegetale e, come inquinante derivante dalla lavorazione, anche nei cosmetici. La prevalenza della sensibilizzazione verso il nickel si aggira in Italia attorno al 30% e negli ultimi anni si è mostrata in continuo aumento, presentando una predominanza nel sesso femminile con un’età media di sensibilizzazione che sta diventando sempre più bassa (10-20 anni). Si spera che il recepimento anche da parte della nostra nazione di una recente direttiva CEE in merito alla limitazione del quantitativo di nickel nei cosmetici possa contribuire ad una riduzione delle dermatiti allergiche da tale metallo.

Il nichel nei cosmetici

Tra le tante allergie, l’allergia al nichel è tra le più insidiose: questo metallo si trova infatti quasi dappertutto, nei cellulari e perfino nelle monete da un euro, oltre che nella maggior parte dei cosmetici come residuo di lavorazione. Tracce di nichel si possono rinvenire nel cosmetico se per esempio questo viene stoccato per molto tempo ed in particolari condizioni di pH acido, in questa situazione è possibile che piccole parti di nichel si stacchino dal contenitore in acciaio inox in cui il prodotto è contenuto e passino al cosmetico. Fatto abbastanza raro, dato che oramai tutti i cosmetici sono in contenitori di plastica, anche prima di venir stoccati nella singola confezione. Ma, dato che l’organismo tende ad “accumulare” il nichel, a volte si possono avere delle reazioni allergiche in zone del corpo all’apparenza non inte­ressate dall’uso dei prodotti cosmetici.

Nei casi di allergia al nichel conclamata, è bene utilizzare prodotti cosmetici nichel-free: prodotti cosmetici naturali senza nichel. Una delle novità in questo campo arriva dalla Bionike che propone una linea di cosmetici per il make-up priva di nichel e anche priva di cromo, cobalto, glutine, profumo e conservanti. Insomma, una linea di prodotti cosmetici priva di tutte le principali sostanze che possono provocare allergia.

La gamma si chiama Defence Color ed è molto ricca e varia. Ha fondotinta (4 tipi di cui uno adatto alle pelli mature 50 ml € 24, il fondotinta liquida idratante da 30ml € 18,00), fard e cipria (4 tipi), ombretti (10 nuance), rossetti, mascara (4 tipi), oltre a diversi tipi di creme ed emulsioni. Oltre ad una linea di solari.
I prezzi partono da 8,50€ e i prodotti sono in vendita in farmacia o nelle grandi catene di distribuzione di prodotti di profumeria.

I prodotti Bionike sono adatti alle pelli più sensibili e reattive, con couperose o soggette ad allergia. La linea è molto semplice: pubblicità solo sulle riviste, puntando tutto sul prodotto con formule ipoallergeniche testate e approvate.

Un’altra linea di cosmetici free nichel è l’Aloebase Sensitive con formulazioni totalmente naturali ed essenziali, particolarmente adatta anche alla pelle delicata e sensibile del neonato e del bambino. Nella linea vi sono una serie di prodotti a base di succo biologico di aloe vera, pregiati oli, burro ed estratti botanici. A disposizione nella linea: crema, olio, tonico, detergente, maschera e gel.
Formulata seguendo il disciplinare AIAB-ICEA, Aloebase Sensitive non contiene: coloranti, profumi, parabeni, TEA, DEA, Imidazolidinyl Urea, acrilati, silicati, Propilene Glicole, PEG, SLS/SLES, paraffina e oli minerali.
La linea Aloebase Sensitive viene specificatamente elaborata con una quantità minima di ingredienti per ridurre il rischio di allergie ed intolleranze cutanee.

Nessuno dei prodotti è testato su animali.

Anche la Mediterranea ha cosmetici e creme certificate nichel free.

L’allergia al nichel di solito si manifesta con prurito diffuso, piccole vescicole, orticaria e desquamazione, tutti sintomi tipici della dermatite da contatto, una forma allergica piuttosto diffusa. Le zone più colpite sono le mani, il volto, le braccia e le gambe. Ma la dermatite non è l’unica manifestazione dell’allergia al nichel: in alcuni casi si presenta con sintomi respiratori tra cui l’asma, disturbi a carico dell’ apparato gastroenterico come gastriti e coliti croniche.

I sintomi dell’allergia al nichel si accentuano durante la stagione estiva e nei climi caldo-umidi perché la sudorazione favorisce il rilascio di questo metallo nella pelle.

Molta attenzione devono fare anche le persone che si tingono i capelli perché il nichel si trova anche nelle tinture e nei liquidi per la permanente. Per cui quando siete dal parrucchiere rammentategli la vostra allergia. Una tinta per capelli senza nichel è Sanotint Light distribuita in erboristeria dalla Cosval (disponibili 12 colorazioni a € 12,00).

Come prevenire l’allergia ai cosmetici

Ci sono alcune raccomandazioni che possono aiutare a prevenire l’insorgenza d’allergia ai cosmetici:

leggere attentamente l’etichetta dei componenti. Se il nichel è presente in quantità superiore allo 0,1% del prodotto cosmetico deve essere specificato con la seguente dicitura: “Contiene ‘nome della sostanza sensibilizzante’. Può produrre una reazione allergica”. L’obbligo di dichiarazione della presenza di sostanze sensibilizzanti quando esse sono contenute in quantità superiore allo 0,1% del prodotto non è, però, sempre sufficiente a prevenire reazioni avverse. Alcune sostanze, infatti, possono provocare sensibilizzazione, e quindi sintomi, anche a concentrazioni più basse.

effettuare un prova preliminare su una piccola porzione di un braccio prima di adottare quotidianamente un cosmetico

attenzione a termini “ingannevoli”. Il termine ipoallergenico non è detto che statisticamente non abbia nessun effetto allergico su un soggetto predisposto. Anche l’espressione “senza profumi” o “non profumato” indica semplicemente che il prodotto non ha un odore percettibile. La scritta “naturale” implica che gli ingredienti sono estratti direttamente da piante o animali invece che essere sintetizzati in laboratorio, ma le allergie possono esserci lo stesso, infatti, la maggior parte delle proteine allergizzanti ad oggi conosciute è proprio di origine “naturale”.

Se pensi di essere allergica al nichel, togliti ogni dubbio facendo un test cutaneo (patch test) che consiste nell’ apporre sulla cute (dorso o braccia) un cerotto contenente quantità calibrate di nichel a lento rilascio. La risposta viene considerata positiva se, alla rimozione del cerotto, compare un’ area arrossata con presenza di piccole vescicole pruriginose.

A livello normativo siamo ancora indietro. L’Unione Europea ha elaborato una direttiva riguardante il contenuto di nickel nei prodotti usati a stretto contatto con la pelle. La Direttiva Europea 94/27/CEE del luglio 2001 dodicesima modifica della Direttiva 76/769/CEE relativa alla limitazione dell’immissione sul mercato e dell’uso di talune sostanze e preparati pericolosi, impone un valore massimo alla quantità di nichel che può essere rilasciata da prodotti destinati ad entrare in contatto diretto e prolungato con la pelle dell’utilizzatore. Tale valore limite, stabilito in 0.5 g/cm2/settimana è riportato in tutta la normativa. Regola, in ugual misura, anche il rilascio e vieta la produzione e la vendita dei prodotti che non rispettano tali parametri. Dal 2001 i prodotti che non ottemperino alla Direttiva non possono essere venduti o ceduti al consumatore finale.

I livelli di concentrazione di nichel così fissati sono ancora oggetto di accertamenti, rimane comunque valida la considerazione che concentrazioni inferiori a 1 ppm (parti per milione) non hanno dimostrato essere in grado di scatenare reazioni allergiche.

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.