Belladonna: usi e controindicazioni

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Un nome così grazioso per un veleno così pericoloso, ma non se utilizzato in dosi piccolissime. Questo è belladonna (atropa belladonna), una pianta dalle bacche e foglie altamente tossiche che possono causare gravi intossicazioni (fino alla morte). Allora perchè parliamo di belladonna per un uso umano?.

La belladonna è utilizzata nei rimedi omeopatici per trattare diversi disturbi, in questo modo la pianta non è rischiosa per la salute umana in quanto viene utilizzata la sua tintura madre dopo una serie di diluizioni in dosi piccolissime.

A cosa serve la pianta belladonna? Quali sono i suoi usi più benefici? Scopriamo insieme il veleno dalle mille proprietà (vedi anche siero di vipera).

Proprietà e benefici della belladonna

La belladonna ha diverse proprietà grazie alla presenza di alcaloidi e sostanze che stimolano il sistema nervoso e altri organi ad esso correlato. Tra le principali proprietà della pianta troviamo:

  • atropina che agisce come anestetico
  • iosciamina che agisce come stimolante
  • scopolamina che ha un’azione sedativa
  • antinfiammatorie
  • broncodilatatrice-antinfluenzale
  • antispastiche
  • antidolorifiche

La belladonna viene impiegata anche per attenuare diversi disturbi gastrici e del tratto intestinale (come ulcera e colite). Questa pianta è utilissima anche per il cuore nei casi in cui è necessario aiutare la frequenza cardiaca e la pressione.

Dalla tintura madre della pianta viene ricavato un liquido utile (nelle dosi consigliate dalla medicina omeopatica) per contrastare l’influenza e tutti i sintomi ad essa correlati (come raffreddore, dolori articolari ecc). Vediamo praticamente quali sono i principali usi della belladonna.

Usi della belladonna

La pianta belladonna viene impiegata dalla medicina omeopatica per alleviare i sintomi di diverse problematiche a carico del sistema nervoso e del sistema organico. Oltre ai tradizionali usi contro tosse, raffreddore, influenza e cefalee, la belladonna viene usata per:

  • mal di denti
  • arrossamento gengivale
  • otiti
  • ascessi dentari
  • dolori articolari
  • mal di testa
  • bruciori di stomaco
  • colite
  • affezioni della pelle
  • problemi legati al ciclo mestruale
  • malattie esantematiche nei bambini

La belladonna va ricordato essere un veleno, è assolutamente vietato il fai-da-te, ma rivolgersi sempre a un esperto o omeopata per valutare le dosi corrette (esistono infatti diverse diluizioni) che vanno in base all’età, alla costituzione del paziente e al sesso. Bisogna tener conto anche del quadro clinico del soggetto sottoposto a trattamento con la pianta.

La belladonna è presente sotto varie modalità d’uso: gocce, granuli, supposte e compresse. E’ importante ricordare che la belladonna deve essere assunta solo sotto forma di preparati medici approvati. In ogni caso un uso eccessivo può causare avvelenamento, ma non sono esclusi effetti collaterali come:

  • allucinazioni
  • tachicardie
  • svenimenti
  • capogiri
  • malessere generale di dubbia entità

ATTENZIONE all’uso di belladonna, rivolgersi ad un esperto omeopatico e soprattutto ricorrere a questo trattamento solo per necessità.