Cassia: proprietà e usi

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La Cassia è un arbusto che cresce in Medio Oriente noto per le sue proprietà curative. Nel nostro Paese non è molto conosciuto, ma in tanti sono affascinati dai benefici di questa pianta e dei suoi diversi utilizzi. Come viene impiegata la Cassia? Quali sono le principali proprietà benefiche? Ha effetti collaterali?. Scopriamolo insieme.

Proprietà benefiche della cassia

Fin dall’antichità la cassia è impiegata per contrastare i sintomi della stitichezza. Tale pianta, infatti, contiene delle sostanze importantissime, antrachinoni, efficaci per la stimolazione della muscolatura del colon. In questo modo si facilita l’evacuazione e si normalizzerà l’attività regolare dell’intestino. In genere la cassia fa effetto dopo circa 12-18 ore. se dopo tre giorni di assunzione non riscontrate benefici (evacuazione) sospendete il trattamento.

Le proprietà lassative della cassia sono contenute in alcune parti dell’arbusto orientale: foglie, radici e baccelli. Oltre a regolare l’attività del colon, la cassia è efficace anche perchè impedisce all’intestino di riassorbire sali e acqua. Quest’ulteriore attività rende ancora più semplice l’evacuazione.

 

La cassia ha anche proprietà rinfrescanti grazie alla presenza di glucosio e fruttosio, che dopo essere stata assorbita dall’intestino e agisce sul colon dopo essere stata trasportata per via ematica.

Controindicazioni della cassia

La cassia è usata per la regolarità intestinale, ma deve essere assunta solo per la stipsi occasionale e quindi non bisogna prolungare i tempi di utilizzo perchè potrebbe causare effetti indesiderati sull’organismo. Un uso prolungato potrebbe anche favorire maggiore stitichezza (e quindi avere effetto contrario). La dose consigliata? Massimo 150 mg al giorno, ma prima di assumerla consultare sempre il proprio medico di fiducia.

Tra gli effetti collaterali della cassia, i più comuni e diffusi sono:

  • diarrea
  • dolori addominali
  • vomito

Non tutti possono assumere cassia, devono evitarla (o perlomeno limitarne l’utilizzo) queste categorie di soggetti:

  • donne in gravidanza
  • donne in allattamento
  • ragazzi sotto i 14 anni di età
  • soggetti che soffre o di colite o colon irritabile
  • soggetti con disturbi cardiaci
  • persone con problemi gastro-intestinali
  • persone malate di reni
  • soggetti con patologie epatiche (fegato, pancreas etc).

Prima di qualsiasi assunzione, anche per coloro che non rientrano in queste categorie, è consigliabile consultare prima un medico e valutare l’impiego o meno dell’arbusto per problemi di stipsi ed eventuali dosi giuste. Soffri di stipsi? Leggi anche 8 lassativi naturali più efficaci.