Come e cosa fare quando il singhiozzo non passa?

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E’ davvero molto fastidioso quando improvvisamente hai un “attacco di singhiozzo” che sembra non finire mai. I motivi per cui compare il singhiozzo possono essere molto vari.

Solitamente accade dopo uno spavento improvviso, una bevanda ghiacciata o troppo bollente, oppure dopo un pasto frettoloso.

Il singhiozzo può verificarsi anche dopo un’eccessiva ingestione di bevande alcoliche, che possono danneggiare la mucosa gastrica provocandone l’infiammazione e quindi indirettamente irritare il diaframma.

In soggetti particolarmente emotivi, il singhiozzo può comparire quando ci si trova in una condizione di forte disagio. Infatti, in queste situazioni, si ingoia una quantità d’aria superiore al normale, ciò provoca come diretta conseguenza l’irritazione del diaframma e quindi la comparsa del singhiozzo.

Ma spieghiamo cos’è il singhiozzo. E’ prodotto da una contrazione anomala involontaria dell’esofago, che si muove dal basso verso l’alto, cioè nel senso opposto a quello normale della deglutizione. Tutto questo è scatenato dagli spasmi involontari del diaframma (dovuto ad un alterazione del nervo frenico) il muscolo che controlla la respirazione.

Che cosa c’è poi alla base di questa strana attività, ancora non si sa con certezza.

Solitamente il singhiozzo scompare da solo dopo un paio di minuti.

I rimedi per farlo cessare il prima possibile, sono i soliti: bere un bicchiere d’acqua a piccoli sorsi, per contrastare le contrazioni esofagee. In alternativa si può anche deglutire un po’ di ghiaccio tritato finemente, come nel caso di una granita.

Trattenere il respiro il più possibile (almeno 15 secondi), in modo da distendere il tubo digerente. Questa operazione, deve essere preceduta da un respiro molto profondo per avere successo.

Favorire uno starnuto (ad esempio con una piuma con cui solleticare la base del naso). In questo caso si mette in azione tutta la muscolatura diaframmatica e quella intercostale. Di conseguenza si dà uno scossone violento al sistema che riparte riprendendo il suo ritmo normale.

Inghiottire rapidamente un cucchiaino di zucchero: grazie alla composizione in granuli, lo zucchero scendendo attraverso l’esofago, stimola il diaframma fermandone le contrazioni.

Bere un cucchiaino di aceto o di succo di limone: in virtù della loro composizione acida-asprigna, sia l’aceto che il limone, determinano una lieve contrazione dell’esofago, spesso sufficiente a interrompere lo spasmo del diaframma.

Comprimere con l’unghia dell’indice un punto di agopuntura situato all’interno del padiglione auricolare. Si tratta della cartilagine che si trova vicino alla “conca”, all’ingresso del condotto uditivo.

Il famoso “spavento”, in realtà non si è mai dimostrato molto utile a far scomparire il singhiozzo, anzi, può accentuarlo. Un sussulto di timore induce, infatti, ad inspirare più in fretta del normale, determinando una maggior introduzione di aria nei polmoni e quindi una maggior contrazione del diaframma.

Quando proprio il singhiozzo non passa, quindi parliamo di casi isolati ed estremi, si ricorre a farmaci miorilassanti oppure a sedativi. In questi casi è sempre importante rivolgersi con una certa urgenza al proprio medico di fiducia.

Infine, una curiosità: il tipico suono “hic”, che si ripete in modo ritmico e continuo quando si ha il singhiozzo, è dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma si conclude con una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa l’apparato respiratorio da quello digerente.

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.