Le ferie sono finite, ricomincia la solita vita: quale attività sportiva scegliere per questo nuovo anno che sta cominciando?

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sports ballsL’estate è finita, ricomincia un nuovo anno scolastico e lavorativo e i buoni propositi per mantenersi o tornare in forma sono d’obbligo.  Corsi, palestra, piscina, ballo e qualsiasi altra attività fisica ci vengono proposti in continuazione, la voglia di fare e prendersi cura di sé l’abbiamo di sicuro, ma sappiamo cosa è più indicato per il nostro corpo, per la nostra età, per il nostro benessere e cosa scegliere di conseguenza, come sport?

Sicuramente, è necessario iniziare e procedere progressivamente, senza esagerare nello sforzo della muscolatura e cercando di fare fitness o lo sport prescelto almeno 3-4 volte alla settimana; se si svolge attività aerobica, è sufficiente farne ogni giorno dai 20 ai 60 minuti per mantenere in forma perfetta il nostro fisico.

Oltre alle inclinazioni personali però, è fondamentale considerare anche l’età ed il proprio stile di vita come indicatori e termini per scegliere quale attività fisica seguire. Ognuna di queste, infatti,ha caratteristiche differenti che riguardano il consumo energetico, gli organi che coinvolge e il grado di stimolazione della circolazione, e per tali motivi è importante scegliere lo sport in base alla propria fase di vita:

–       per i bambini ed i giovani fino alla maggiore età, si consigliano attività aerobiche che non sottopongano il corpo a particolari sforzi e sviluppino la mobilità, la postura corretta e la coordinazione, come la ginnastica, il tennis, il judo e gli sport aerobici. E’ importantissimo svolgere attività fisica regolare e costante in questa fase, al fine di favorire uno sviluppo fisiologico ottimale e non incorrere in effetti negativi, come la scoliosi, dati da una ridotta o scorretta funzionalità muscolo-scheletrica. Seguendo le attitudini motorie ed i gusti del bambino o del ragazzo quindi, è possibile migliorare e sviluppare sia un corpo sano e attivo sia un giovane che sappia interagire ed inserirsi in un gruppo e nelle sue relazioni sociali, vivendo lo sport in maniera piacevole e costruttiva. In particolare, dai 3 anni ai 6, è indicato il nuoto, il calcio e le attività definite “ludico-motorie” che fanno vivere lo sport al bambino come un gioco e un momento di svago (andare in bicicletta o in triciclo, giocare a calcio, in piscina, nei parchi acquatici e sulle strutture dei parchi gioco). Fino agli 8 anni poi, sarebbero ideali quelle discipline che insegnano a controllare il proprio corpo ed i movimenti, nonché ad accettare e seguire delle regole e la convivenza in un gruppo, come la danza, la ginnastica artistica e ritmica, il nuoto, il calcio, l’atletica leggera, il tennis e le arti marziali. Appropriatisi di queste capacità, i bambini dopo gli 8 anni possono cominciare attività tipicamente presportive come il minivolley, il minibasket e il minihandball (pallamano) e tutte quelle che richiedono una particolare attrezzatura (vista come elemento divertente) come l’equitazione, la scherma, il pattinaggio e l’arrampicata. Prima dei 12 anni è sconsigliata la pratica sportiva agonistica perché sia il corpo sia la mente del bimbo non sono ancora pronti a supportare carichi di lavoro tali. Dai 14 anni, gli allenamenti possono puntare allo sviluppo della forza e si possono perciò fare calcio, pallacanestro, pallavolo e pallanuoto;

–       dai 15/18 ai 30 anni, si può seguire qualsiasi attività, sia di resistenza cardiovascolare sia di forza, sia individuale sia di squadra;

–       dai 30 anni in poi, se non si segue uno specifico sport, è bene scegliere delle attività che stimolino le articolazioni, come lo stretching, il jogging, la ginnastica, il nuoto ed il ciclismo; in particolare, dai 30 ai 40, se si è allenati e attivi, si possono ancora raggiungere e mantenere buoni livelli nelle prestazioni sportive; dai 40 in poi, è meglio rivedere e riadattare i programmi modificando la distribuzione dei carichi di lavoro (durata, frequenza ed intensità) e le modalità seguite, pur perseguendo sempre un allenamento che punti sulla resistenza cardiovascolare, sulla flessibilità e sulla forza;

–       dai 60 anni in su, le attività aerobiche devono essere di bassa intensità e lo stretching, il nuoto, la camminata e la ginnastica sono sicuramente i consigli migliori e più efficaci per mantenersi in salute: gli esercizi non devono creare sollecitazioni eccessive alla colonna vertebrale e all’apparato muscolo-scheletrico ma indurre sollecitazioni meccaniche che influiscano positivamente sulla densità delle ossa, sullo stato dei muscoli (tono e trofismo), sull’attività cardiocircolatoria, su quella respiratoria e sulla mobilità e flessibilità.

Dal punto di vista della attività sportive, soprattutto per gli adulti invece, bisogna considerare anche i benefici che apportano in base alle proprie esigenze: l’acqua-gym ad esempio, è indicato per chi deve seguire un programma di ricondizionamento fisico non aggressivo e che non obblighi ad esporsi molto (per le persone in sovrappeso infatti, spesso la vergogna di esporsi in un gruppo diviene un deterrente per fare sport), ma è perfetta anche per un recupero fisico in seguito a traumi o semplicemente, come alternativa alla tradizionale lezione di fitness. La bicicletta e la cyclette invece, sono semplici e comode, da praticare all’intensità e frequenza che si desidera, quando si vuole e dove si preferisce (in palestra, a casa o all’aperto): è molto duttile e ottimale per chi ha impegni familiari o di lavoro ma è sconsigliata per chi ha dolori alle ginocchia o alla colonna vertebrale. La camminata è un esercizio aerobico ottimo per allenare il sistema cardiovascolare a bassa o moderata intensità, poiché induce il corpo ad adattamenti respiratori, metabolici e cardiocircolatori che coinvolgono tutti i muscoli, migliorando il tono muscolare e la salute dell’apparato osteoarticolare e muscolo-scheletrico nel complesso. E’ ideale per ricominciare a fare sport dopo una sosta prolungata  oppure per mantenere il proprio stato fisico: sono sufficienti 5-10 minuti più volte al giorno per notare già miglioramenti a livello di efficienza fisica (appoggiando il piede in modo corretto, respirando, oscillando le braccia in modo coordinato e camminando con regolarità e ad un’adeguata intensità), secondo le proprie caratteristiche e necessità.