La cucina giapponese: buona e gustosa per la salute ed il palato!

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Negli ultimi anni, la cucina giapponese è divenuta famosissima in Occidente e sempre più le persone si lasciano conquistare dai sapori e dalla leggerezza di questi piatti sia come aperitivi sia come pasti o sfizi per il palato. Conosciamo insieme i lati positivi e negativi delle cucina giapponese e scopriamo perché è così importante anche per il benessere del corpo.

Gli alimenti che vengono utilizzati sono molto freschi, poco cotti e conditi, semplici, non elaborati e salubri: questo fa della cucina giapponese un tipo di alimentazione ideale per l’organismo perché, pur essendo gustosa e soddisfacente, è al contempo salutare e poco calorica (non a caso il popolo giapponese è uno dei più longevi al mondo). Essendo la base di questa alimentazione il riso, combinato con pesce, verdure, soia o altri derivati, si capisce subito come può essere sana ed equilibrata: è una fonte viva di di vitamine, minerali e antiossidanti (grazie anche al tè verde che viene assunto come bevanda da pasto).

Il fatto che buona parte del pesce venga servito crudo, consente all’alimento di mantenere inalterato il suo apporto di Omega-3, e sappiamo molto bene che questi composti non posso essere sintetizzati dall’organismo e che bisogna dunque assumerli mediante l’alimentazione. Gli omega-3 si trovano solo nei pesci e in talune microalghe, e sono così importanti perché prevengono le malattie cardiovascolari controllando il livello di trigliceridi e di colesterolo in eccesso nel sangue.

Come documentano gli studi effettuati, gli acidi grassi omega-3 a catena lunga collaborano ad elevare il colesterolo “buono” (HDL) ed hanno un moderato effetto ipotensivo nei soggetti più anziani ed ipertesi, riducendo così anche il rischio di attacco cardiaco e di un evento a carico alle coronarie.

Viva le alghe!

Le alghe che colorano e accompagnano i piatti, apportano elementi essenziali per la prevenzione di tumori, come quelli alle ovaie e al seno. Sono ricche di antiossidanti, di fibre e proteine, di sali minerali (calcio, iodio, ferro) e di vitamine (betacarotene, vitamine B,C,E) che migliorano la resistenza alla fatica: dunque, le alghe sono dei ricostituenti naturali che combattono malattie come anemia ed astenia, ma contengono pochissime calorie e sono ideali per le diete ipocaloriche.

  1. L’alga kombu (colore marrone scuro vegetale) possiede vitamine, oligoelementi e sali minerali, che vengono considerati dei veri e propri insaporitori naturali pur possedendo un basso contenuto di sodio (ma una buona fonte di iodio). E’ detta anche cavolo di mare ed è particolarmente versatile ed utilizzata per preparare zuppe, sughi, brodi, piatti di verdure, etc. E’ considerata l’alga della giovinezza, dentro e fuori il corpo, migliora la resistenza dei capelli, ha effetto disintossicante, aiuta la digestione, migliora la circolazione sanguigna, previene la stitichezza ed il decadimento intestinale, regola i livelli di pH del sangue e quindi può prevenire il cancro (grazie ai suoi sali acidi e alcalini).
  2. L’alga nori è usata come involucro per il sushi e gli onigiri ed è una fonte di iodio: aiuta quindi la funzionalità tiroidea e facilita la riduzione del colesterolo e dei grassi. Non bisogna abusarne però, se si seguono diete a basso contenuto di sodio o se si soffre di disturbi renali o ipertensione.
  3. L’alga hijiki ha grandi proprietà rigeneranti e solitamente si mangia saltata in padella con le verdure, in quanto si lega divinamente con l’olio. Ha notevoli proprietà: cicatrizzante, rinforzante, facilita l’abbassamento del tasso di colesterolo, previene la carie dei denti, tonifica il corpo, purifica il sangue regolando gli zuccheri, limita i capelli bianchi e li rende forti lucidi ed elastici, è raccomandata durante la gravidanza e in piccole quantità ai bambini.
  4. L’alga wakame è un’alga bruna ricchissima di proteine, che viene considerata un ricostituente perché è utilissima in caso di carenze vitaminiche e minerali, debolezza, fragilità di unghie e capelli, stanchezza e ridotta concentrazione. Possiede proprietà dimagranti, con stimolo al dispendio energetico, poiché contiene iodio e selenio che agiscono per la corretta funzionalità della tiroide e del metabolismo corporeo. Essendo ricca anche di fucoxantina, promuove l’ossidazione dei grassi per generare calore, e grazie alle sue fibre solubili (alginati) dona un effetto saziante. Sempre a livello gastrico, gli alginati proteggono le pareti dello stomaco, contribuendo a formare una pellicola anti-acidità dei succhi gastrici, e viene utilizzata nei casi di acidità gastrica e reflusso gastroesofageo.
  5. L’alga agar agar o kanten è l’alga rossa utilizzata come addensante in quanto, nella pratica, è una gelatina, visto il suo alto contenuto di mucillagini e carrogenina. E’ adatto per le diete dimagranti in quanto non richiede l’aggiunta di zuccheri nella preparazione di gelatine o al fine di addensare confetture e marmellate. Ha proprietà lassative e depurative in quanto elimina le tossine presenti nell’organismo. Viene utilizzato per combattere il diabete, per favorire la regolarità intestinale, per contrastare la stitichezza e per le preparazioni senza glutine.

Secondo gli studi effettuati, la bassa incidenza di alcuni tipi di tumori nelle popolazioni orientali, sarebbe da ricondurre al notevole consumo di alghe; le donne giapponesi ad esempio, possiedono un livello di estrogeni (gli ormoni sessuali femminili) minore rispetto alle donne occidentali, e ciò significa anche una minor probabilità di insorgenza dei tumori dipendenti dagli ormoni (seno ed endometrio).

Le alghe consentono anche il rallentamento della crescita delle cellule cancerose e potrebbero aiutare a prevenire ictus e attacchi di cuore, abbassando la pressione sanguigna. Di certo non è facile abituarsi a consumare alghe, visto che non è un sapore della nostra cultura e tradizione culinaria, ma cominciare con le piccole dosi contenute nel sushi è sicuramente un buon inizio.