Distorsione della caviglia: come si crea e quali sono gli accorgimenti da seguire

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Distorsione_caviglia

Tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita la inaspettata e dolorosa sensazione che procura la distorsione della caviglia. Si tratta infatti del trauma più frequente a carico della caviglia tra chi pratica sport ma spesso sopraggiunge anche tra i non sportivi, mentre si cammina, a causa di fossi, sopraelevazioni inaspettate, piccoli gradini e irregolarità di vario tipo del manto stradale. Complici anche le scarpe, soprattutto quelle femminili, sempre più scomode e artefatte, con zeppe e tacchi vertiginosi che rendono difficoltoso  l’equilibrio.

Cosa avviene di preciso quando si prende una storta?

L’irregolarità del movimento compiuto con la caviglia può avvenire in diversi modi, a seconda delle circostanze e di come concretamente il piede viene a trovarsi a contatto con la superficie. Il meccanismo più frequente avviene mediante una rotazione interna della pianta del piede con una dislocazione di alcune ossa della caviglia dalla loro sede naturale. Questo induce lesioni alla strutture circostanti (ovvero le capsule articolari, i legamenti, i muscoli e i vasi) che possono presentarsi in forma più o meno grave.

In caso di storta è quindi importante valutare fin da subito il danno che si è creato, onde intervenire nel migliore dei modi e al più presto.

Vediamo nello specifico come riconoscere i diversi livelli di trauma e intervenire di conseguenza.

Trauma lieve:  i legamenti si sono estesi a causa della rotazione della caviglia che si piega verso l’esterno, ma fortunatamente non si sono rotti. E’ questa l’ipotesi più frequente. Si avverte nell’immediato un dolore locale ma si riesce tranquillamente a camminare. Il gonfiore non è presente o comunque è lievissimo. Ciò indica che  il trauma è stato lieve e che passerà in breve. Non c’è discromia di colore della pelle. Non c’è di che preoccuparsi. Un po’ di riposo è tutto quello che serve.

Trauma intermedio: a causa della distorsione si è verificata una parziale rottura del legamento con distensione eccessiva dello stesso in forma anomala. Ci si accorge della maggiore gravità del trauma in quanto si avverte  l’articolazione particolarmente dolente, gonfia, tumefatta e arrossata, che si fatica a muovere. Camminare risulta difficile e doloroso. In questo caso, ravvisati i sintomi su descritti, è bene applicare subito del ghiaccio e stare a riposo con la gamba sollevata. Una pomata antinfiammatoria come quella a base di Arnica, permetterà nell’immediato di lenire il dolore e spegnere l’infiammazione. Si consiglia in ogni caso di consultare un medico per un’analisi accurata della caviglia ed eventuale radiografia. A seconda della gravità potrà essere proposta l’immobilizzazione della caviglia ma in genere non è richiesta chirurgia. Molto utile saranno poi le forme di ginnastica rieducativa per la riabilitazione.

Trauma grave: le forme gravi possono giungere alla rottura completa di uno o più legamenti unite anche a fratture a carico della caviglia e del piede. Il dolore è molto intenso, il gonfiore compare subito, si evidenzia versamento di sangue e il dolore è tale da impedire qualunque movimento della caviglia. Le condizioni si aggravano sempre più col trascorrere delle ore e l’ematoma si espande. In questi casi non c’è scelta. Andare al pronto soccorso è la cosa giusta da fare per accertare la rottura dei legamenti o una frattura ossea. Sarà il personale medico ad indicare il miglior intervento di riabilitazione.